I notai si difendono: «Le startup devono capire che stiamo facendo i loro interessi»

Le contestazioni giuridiche, ma anche la ragioni politiche che hanno spinto il Consiglio Nazionale del Notariato ad opporsi all’Investment Compact e la possibilità di costituire una startup con la sola firma digitale

Vogliono l’annullamento del provvedimento, ma prima ancora chiedono la sospensione in via cautelare (la “sospensiva”) di una disposizione che potrebbe causare forti rischi per la certezza del diritto e per la stabilità delle situazioni giuridiche che potrebbero derivare dalla loro applicazione.

Stiamo parlando del ricorso al Tar contro il D.M. 17 febbraio 2016. A ricorrere è il Consiglio Nazionale del Notariato contro la norma contenuta nell’Investment Compact che contiene le “Modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata startup innovative”. Quello entrato in vigore il 20 luglio, che prevede la costituzione di una startup senza passare dal notaio. Appuntamento il 30 agosto al Tribunale Amministrativo del Lazio.

Sarà sospensiva o no? In attesa della decisione dei giudici, il Consiglio Nazionale del Notariato sceglie di chiarire la ragioni dell’opposizione ad un provvedimento che, secondo l’organo dell’ordine professionale della categoria, presenta prima di tutto vizi di forma. Ne abbiamo parlato con Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato.

Leggi anche: I notai fanno ricorso al Tar per evitare la creazione di startup online

Giampaolo MarcozGiampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato

Le carenze giuridiche del provvedimento

«Si è fatta molta confusione nel commentare il nostro intervento  – ha detto proprio il consigliere – si è detto che siamo contro le startup, che vogliamo ostacolarle e guadagnare da tutto questo. Chiariamo subito: il ricorso ha solo carattere esclusivamente giuridico. Il procedimento che ha portato ad ammettere la startup con la firma digitale e senza l’intervento dell’atto pubblico è stato un procedimento che non ha tenuto conto di una serie di passaggi giuridici necessari per un decreto di questo tipo». Contestazioni giuridiche insomma. Prima che politiche.

«Abbiamo impugnato il provvedimento perché ci sono carenze sotto il profilo giuridico». In particolare nel mirino dell’impugnazione la creazione del «modello standardizzato che ha di fatto eliminato la possibilità di costituire la startup dal notaio. Il disegno di legge iniziale prevedeva le due ipotesi».

Contrario alla Costituzione

Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato la procedura che ha portato al varo del provvedimento non rispetta  la gerarchia della fonti. «Che trova la sua origine nella Costituzione. Le decisioni – spiega Marcoz – le prende il Parlamento e un decreto attuativo non può stravolgere le direttive iniziali date dal Parlamento stesso».

Presidio della legalità

Oltre ai vizi di forma, ci sono anche contestazioni sulla scelta politica di abolire l’utilizzo del notaio da parte delle startup, «elementi questi che non attengono al profilo del ricorso. Possiamo impugnare un atto della PA solo per eccezioni di carattere tecnico-legislativo, per difformità ad una normativa, perché violano una disposizione di legge».

Nel merito «sono particolarmente preoccupato – ha aggiunto Marcoz – Sono anni che siamo vicino alle startup, abbiamo fortemente voluto L’arancia – il progetto del Consiglio Nazionale del Notariato per chi fa impresa – abbiamo detto sì alle società semplificate gratis (unica categoria professionale) pur di esserci a presidio».

Le preoccupazioni del Consiglio Nazionale del Notariato si concentrano anche sulla certezza del diritto e sulla chiarezza. «A oggi non sappiamo cosa succederà fra pochi mesi se le startup così costituite venissero ritenute illegittime da un giudice – spiega Marcoz – che potrebbe sollevare le stesse eccezioni che abbiamo sollevato noi».

Il modello standardizzato

A suscitare preoccupazione anche «il modello standardizzato per la costituzione della startup». Per il Consiglio Nazionale del Notariato  il modello predefinito non tiene conto della varietà dei soggetti coinvolti. «Inoltre – spiega sempre Giampaolo Marcoz – con il modulo precompilato non si può avere la certezza di chi l’ha firmato, di chi mette i capitali e di tutta una serie di indagini che i notai fanno. La nostra presenza è percepita come un baluardo di sicurezza».

12 Commenti a “I notai si difendono: «Le startup devono capire che stiamo facendo i loro interessi»”

  1. Tommaso Bongermino

    la presenza dei notai è percepita come un baluardo di sicurezza? ma da chi?

  2. Tommaso Bongermino

    Affermare che le altre categorie professionali non possono garantire la liceità degli atti quanto i notai e che la firma digitale non offre garanzie, è falso, pretestuoso, anacronistico e offensivo verso avvocati e commercialisti

  3. Francescor

    Non è offensivo nè falso.
    I notai hanno superato il concorso più difficile d’Italia e sono dei pubblici ufficiali a differenza di avvocati e commercialisti

  4. Tommaso Bongermino

    Salve sig. Francesco (non so il cognome), affermare che il concorso per notaio è il più difficile d’Italia è alquanto opinabile. Ha mai tentanto il concorso per Avvocato? Commercialista? Magistrato? Segretario comunale? il concorso per notaio è semplicemente a numero chiuso (altra cosa molto sbagliata). Nella famiglia del mio notaio di fiducia sono diventati notaio entrambi i due figli e anche la cognata e le garantisco che non sono tutti geni e spesso gli atti di natura commerciale devo spiegarli io, redigerli io e poi dirgli che possono fare modifiche (altrimenti si offendono). Occorre ampliare la platea dei professionisti che possono, a determinate condizioni, fungere da pubblici ufficiali. Esistono atti che possono fare molto meglio anche gli ingegneri (che certo impreparati non sono), altri atti che per percorso di studi e competenze dovrebbero fare i dottori commercialisti ed altri atti che dovrebbero fare anche gli avvocati. Non sono solo io a dirlo ma lo dice anche la UE (ma l’Italia non riesce ad adeguarsi). Vogliamo affermare che gli altri professionisti non offrono adeguate garanzia di serietà e deontologia? l’impressione è che i notai pur di difendere un anacronistico fortino di casta, affermino (tra le righe ma non troppo) proprio questo.

  5. Francescor

    Io non oserei paragonare gli esami di abilitazione di avvocati ingeneri e commercialisti ai concorsi pubblici come quelli che sostengono notai e magistrati.

    Personalmente ho superato l’esame da Avvocato dopo neanche un mese di studio mentre sono cinque anni che studio per quello da notaio.

    Quello che afferma in relazione al fatto che vincono il concorso solo i figli di notaio è poi totalmente falso in quanto solo il venti per cento dei notai ha come parenti notai.

    Dovreste imparare che ogni professionista ha competenze diverse che andrebbero rispettate e così come io da avvocato non redigo bilanci i commercialisti non dovrebbero scrivere statuti o contratti di cessione di azienda perché non hanno la preparazione per farli.

    La funzione svolta dai notai è pubblica e per quello non si possono attribuire le loro competenze anche ad altri che non hanno la loro immensa preparazione giuridica.

    Ciò minerebbe la circolazione dei traffici giuridici. Se ad es un avvocato o commercialista si occupasse di redigere una compravendita immobiliare si correrebbe il rischio di non effettuare alcune menzioni prescritte a pena di nullità o altri errori che poi si ripercuoterebbero sugli atti successivi.

    In Inghilterra o america dove i notai di tipo latino, che sono presenti i quasi tutti i paesi, non vi sono i costi per un simile atto sono doppi ed a lucrarci sono anche le assicurazioni che coprono i rischi da un incauto acquisto.

    L’unico aspetto su cui concordo è l’innalzamento del numero ma mai levate il numero chiuso non perché sia una casta ma perché bisogna mantenere un alto livello di preparazione che solo in pochi anno.

    Lo stesso dovrebbero fare anche gli avvocati che nel frattempo hanno infatti reso l’esame più difficile (tra due anni non sarà più possibile utilizzare il codice commentato) e dovrebbero fare anche i commercialisti che addirittura svolgono l’esame di abilitazione presso le varie università mantenendo quindi un livello molto basso di preparazione generale della categoria.

  6. Tommaso Bongermino

    per curiosità… ma con chi ho il piacere di discutere? mi presento, io mi chiamo Tommaso Bongermino. Lei?
    Cito la sua affermazione “i commercialisti non dovrebbero scrivere statuti o contratti di cessione di azienda perché non hanno la preparazione per farli” Stiamo scherzando?? ma lei pensa che i dottori commercialisti sono preparati solo in contabilità? lei conosce la preparazione in materia di diritto commerciale di un dottore commercialista?
    Cito un’altra sua affermazione: “La funzione svolta dai notai è pubblica e per quello non si possono attribuire le loro competenze anche ad altri che non hanno la loro immensa preparazione giuridica”. Immensa preparazione giuridica? ma stiamo insultando le altre categorie che dedicano la vita alla studio del diritto?
    Cito un’altra sua affermazione: “gli avvocati che nel frattempo hanno infatti reso l’esame più difficile (tra due anni non sarà più possibile utilizzare il codice commentato)”. I dottori commercialisti non usano certo il codice commentato in sede di esame di stato.
    Cito un’altra sua affermazione: i commercialisti che addirittura svolgono l’esame di abilitazione presso le varie università mantenendo quindi un livello molto basso di preparazione generale della categoria
    Ora le chiedo una cosa. Secondo lei che ha fatto l’esame di avvocato con meno di un mese di studio ed è quasi notaio e quindi con una preparazione giuridica IMMENSA…. Quale delle sue affermazioni può essere oggetto di querela?
    Detto questo, se non si presenta con nome e cognome concludo qui questa sterile discussione.

  7. Alessandro Morelli

    Buongiorno Giampaolo, una personale esperienza nel coinvolgere i notai alla costituzione di una srls. Dopo avere interpellato 5 notai, nessuno e’ stato disponibile a dare seguito alla richiesta. Ho chiesto al Notariato di potere avere indicazione certa di chi poteva supportarmi. Purtroppo sto ancora aspettando una risposta. Da due anni. Se mi posso permettere un piccolo consiglio, prima di tutelare la sicurezza dei clienti e’ importante saperli gestire.

  8. Nelson

    «Le startup devono capire che stiamo facendo i loro interessi»… allora abbassa le tariffe mostruose che avete. Basta andare sul sito della UE e confrontare i diversi Paesi per vedere quanto costa avviare un’attivita’ in Italia rispetto alle altre nazioni. Italia costo 2000 euro, Lussemburgo costo 1100 e poi tutte altre tra 0 e 600 euro. http://europa.eu/youreurope/business/start-grow/start-ups/index_en.htm. I notai si stanno comportando come la NRA negli USA

  9. FunApp

    Certo “solo in pochi anno” tale preparazione. Ma forse voleva dire “hanno”. Mi faccia il piacere la qualita la deve fare il mercato e non il numero chiuso. Se lei e’ cosi bravo avra prezzo piu alti di quelli che sono peggiori di lei. Non deve essere il numero chiuso a tutelare tutti, bravi e non bravi.

  10. David Semeria

    Ho comprato due immobili in vita mia. In entrambi i casi il notaio voleva essere pagato in contanti. Meno male che siete ufficiali pubblici.

  11. Guidone

    Dunque se il notaio si pone a garanzia della liceita’ della srl per evitare riciclaggi e tutte le nefandezze che si possono commettere con una srl, significa che quando questo avviene, il notaio dovrebbe essere in parte responsabile della nefandezza commessa, vi torna?

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