Un ragazzo di Torino ha lasciato Google per creare questa lampada circolare. Halos

Stefano Filipello e Giulio Niola sono tornati in Italia dalla Francia per iniziare un business fondato sul design italiano. E nei cluster artigianali piemontesi hanno trovato il modo di realizzare il loro prototipo

«A vent’anni non vedi l’ora di andare via dall’Italia. Quando, però, ti avvicini ai trenta cominci a sentire il bisogno di creare qualcosa per il tuo Paese». Con queste parole Stefano Filipello, 27 anni, spiega la sua decisione di lasciare un lavoro sicuro in Francia per buttarsi in un’iniziativa imprenditoriale in Italia, nella sua Torino.

«Sei mesi fa ho fatto il grande passo, una scelta che potrebbe essere considerata da molti stupida e forse, da qualcuno, coraggiosa. A dicembre 2015 ho infatti lasciato il mio lavoro di marketing project manager per Google a Parigi per lanciare Halos. È un progetto in cui credo e a cui ho deciso di dedicare tutte le mie energie», dice.

Stefano_profile_new

Uno dei founder di Halos, Stafano Filipello

Tutto ruota intorno all’idea di una lampada, Halos, che vuole diventare il prodotto di punta di una startup di design italiana. La lampada Halos è pensata per gli spazi piccoli, quelli che hanno bisogno di avere più sorgenti luminose, ma non hanno molte prese per rispondere a questa esigenza.

È la soluzione che dei ragazzi che condividono una casa piccola all’estero hanno trovato per risolvere i loro problemi di illuminazione. Ma è anche la loro idea per lanciare un business in proprio. «Il giorno in cui mi sono iscritto all’università avevo una sola idea in testa: fare l’imprenditore». Ed è quello che Stefano Filipello sta provando a fare. Per il momento Halos è un prototipo. È possibile finanziare la produzione grazie a una campagna su Kickstarter. Obiettivo 290mila euro.

La lampada wireless e di design

A seguire il progetto sin dall’inizio ci sono i due co-founder di Halos Stefano Filipello, laureato in economia, e Giulio Niola, ingegnere, supportati da un altro ingegnere, Marco Frappampina, e dal designer industriale Axel Delbrayére. È Alex ad aver disegnato l’anello circolare di alluminio che costituisce la lampada.

L’anello, semplice da afferrare, è ricoperto da una speciale resina che permette di attaccare l’oggetto a tutte le superfici lisce. In questo modo, si può spostare la fonte della luce dove è più comodo senza preoccuparsi dell’alimentazione. A ricaricare a induzione la lampada ci pensa una base in legno dalla quale è anche possibile orientare la luce in maniera diretta o indiretta e creare l’ambiente desiderato.

La parte elettronica del prodotto è stata curata dai due ingegneri, ma i materiali e la manifattura sono opera dell’artigianato piemontese, scelto per dare un valore aggiunto all’oggetto: «Halos è un prodotto italiano essenzialmente per due motivi. Da una parte c’è il legame quasi romantico che noi founder abbiamo con la nostra terra. Dall’altra c’è il design, la vocazione storica del nostro Paese, quel Made in Italy che ha contribuito a renderlo famoso in tutto il mondo», dice Filipello.

lamp+base

L’artigianato piemontese come valore aggiunto

Non è stato facile per i due ragazzi torinesi lasciare la loro esperienza all’estero per lanciarsi in questa nuova avventura. E nella fase iniziale hanno dovuto confrontarsi con una tendenza, tutta italiana, di sottovalutare i progetti dei giovani: «Arrivi, sei considerato un ragazzino e pochi ti prendono sul serio.

Devi adattarti anche a dei ritimi di lavoro diversi da quelli che avevi sperimentato in una grande azienda. E poi c’è il solito problema della burocrazia, che sembra un cliché, ma è davvero un ostacolo quando vuoi metterti in proprio», continua il founder di Halos. Per Filipello sono i cluster di piccoli e medi imprenditori locali ad aver reso possibile la realizzazione del prototipo: «Dopo il disegno c’è stata una lunga fase di ricerca di chi potesse realizzare il prodotto.

Il passa-parola e il contatto diretto con gli artigiani piemontesi ci hanno aiutato a raggiungere l’obiettivo», spiega. Alla fine, però, il team di Halos ce l’ha fatta e con soli 2000 euro ha concluso la fase iniziale del progetto. Non rimane che cercare finanziatori e lanciare la lampada “made with love in Italy” sul mercato.

 

  • Andrea Morandi

    Buongiorno. Vorrei segnalare il mio progetto, Square & circle presentato a partire da Maggio 2013 in varie esposizioni di settore in Italia e pubblicato a mezzo stampa. Lo faccio non per questioni legali ovviamente ma solo per instaurare eventuale comunicazione fra chi fa lo stesso lavoro e, come in questo caso raggiunge risultati… simili.

    Se siete curiosi del mio progetto potete vederlo sulla mia pagina behance behance/andrea morandi o più semplicemente scrivere su Google square&circle andrea morandi.

    Enjoy.

  • Ductilia LabStore

    Valorizzare il “saper fare”, i produttori e i territori dell’artigianato (grazie al web). E’ con questo obiettivo che è nata Ductilia (www.ductilia.com), una start-up nata per promuovere e vendere tramite il web i prodotti 100% made in Italy realizzati dai nostri artigiani italiani, pezzi unici lavorati o semilavorati a mano e personalizzabili in più dettagli.
    Ductilia vuole essere anche un labstore, ossia un laboratorio di idee e un cantiere di nuovi talenti, sia nel campo della progettazione che in quello della realizzazione, un luogo di incontro per professionisti del settore da cui far nascere collaborazioni tra designer e makers per l’implementazione di nuovi prodotti.

Le chiamano le “Uber del lavoro”: 3 startup (non italiane) che stanno correndo di più

Sempre più piattaforme offrono lavoretti a chiamata e che sono alla base della cosiddetta gig economy. E sono anche il modo migliore per le aziende di assicurarsi copertura nei momenti critici senza assumere stabilmente nuovi dipendenti: il trionfo dell’outsourcing

I Mooc di Harvard e MIT stanno perdendo studenti. E il motivo è semplice

Un’indagine realizzata su 290 corsi delle due università americane ha rintracciato nell’introduzione del pagamento delle certificazioni una delle cause della crisi. Sotto osservazione anche la proliferazione dei corsi a contenuto specialistico che porta gli studenti a distribuirsi

Open hardware e agricoltura di precisione per sostenere le PMI agricole. Il progetto RuralHack

Se ne parla al Country Hack Fest il 22 gennaio: il punto sul rapporto tra digitale e territorio rurale, verso un futuro nel quale tecnologie e sostenibilità saranno protagonisti di un cambiamento radicale della cultura di approccio alla terra

Intesa Sanpaolo e Federico II creano un hub per fare open innovation al Sud

Il progetto del Gruppo Intesa, all’interno del Campus che ospita la iOs Academy di Apple, vuole creare sinergie tra l’Università e imprese. Due gli obiettivi principali del nuovo polo: ridurre la disoccupazione e fermare la fuga dei cervelli