TNotice, la startup che ogni anno restaura un po’ di patrimonio artistico italiano

L’azienda romana che si occupa di raccomandate elettroniche ha inserito nel suo statuto una clausola per destinare il 5% dei suoi utili alle opere d’arte che hanno bisogno di interventi di recupero. Lo scopo è sostenere la bellezza dell’Italia nel mondo

Succede che una startup decide di credere nella bellezza italiana. Succede che i suoi fondatori inseriscano nel loro statuto una clausola che prevede la donazione del 5% dei loro utili ogni anno al patrimonio artistico del nostro Paese. Succede anche che il tutto vada di pari passo con una rivoluzione digitale che l’azienda sta cercando di portare nella lenta burocrazia italiana. La storia appena descritta è quella della startup romana tNotice e di come sia riuscita a diventare un operatore postale europeo non dimenticando le sue origini. Anzi, investendo una parte dei suoi guadagni in quella che considerano la più grande ricchezza dell’Italia: «Abbiamo iniziato dando i nostri primi fondi alla Biblioteca medicea di Firenze», dice Simone Favarin, socio e advisor di tNotice.

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La Biblioteca medicea di Firenze è stata restaurata anche grazie alle donazioni di tNotice

La startup delle raccomandate elettroniche

TNotice è un brand di inPoste.it s.p.A ed è frutto di un progetto di dieci persone che hanno pensato di innovare la Pubblica amministrazione mettendosi contro l’unico vero gigante del settore, Poste Italiane. L’idea è semplice: rendere possibile spedire raccomandate elettroniche senza fare file agli sportelli degli uffici, senza dover stampare documenti e, soprattutto, avendo tutte le garanzie legali di tracciabilità dell’analogo prodotto cartaceo. «Dopo 6 anni di ricerca e sviluppo oggi noi siamo l’operatore postale privato con il più alto valore di capitale sociale depositato. Permettiamo di mandare una raccomandata come se si spedisse una semplice email dopo aver fatto la registrazione all’app tNotice. Si possono inviare in qualsiasi momento e da mobile anche allegati e si può tenere traccia delle volte in cui il destinatario della comunicazione l’ha effettivamente letta», spiega Favarin. Oltre alla velocità e alla comodità del servizio, inviare una raccomandata elettronica è un vantaggio anche per l’ambiente perché permette di ridurre le emissioni di CO2 di 4,86 tonnellate e di risparmiare 1.480 KW di energia.

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Simone Favarin, socio e advisor di tNotice. Foto di Paolo Ranzani

Una tecnologia all’avanguardia in Europa

Il tutto è garantito dal Certificato Postale Forense che rappresenta il valore legale dell’avvenuta consegna dei documenti spediti e del ritiro del contenuto da parte del destinatario. Anche dal punto di vista dei costi il servizio offerto da tNotice risulta vantaggioso perché non supera 1,50 euro. Per le raccomandate dirette agli enti pubblici, invece, il costo è zero. Le raccomandate vengono conservate su un cloud per 10 anni. «Lo scorso anno abbiamo iniziato una partnership con l’operatore postale Nexive. Grazie a questo accordo, gli utenti possono scegliere di leggere la propria raccomandata online. Con questo ibrido siamo riusciti a spostare così l’esperienza utente dal tradizionale al digitale», dice ancora Favarin. Tra i clienti di tNotice ci sono anche altri nomi importanti come Tiscali e Italo dato che il loro è principalmente un business sul modello b2b. «Grazie al contatto con 012 Academy abbiamo avuto la possibilità di farci notare a Bruxelles. Il Parlamento europeo si è interessato a noi dato che abbiamo anticipato di due anni il regolamento europeo eIDAS sulla diffusione elettronica dei documenti, proponendo una soluzione all’avanguardia che potesse essere di esempio in Europa», ci tiene a ricordare Favarin.

L’orgoglio italiano di tNotice a sostegno dell’arte

Mentre cresce come azienda, tNotice punta a far crescere anche il volume di donazioni da destinare al patrimonio artistico italiano. «Selezioniamo delle opere sulle quali sono necessari interventi di restauro. Da quando siamo partiti siamo convinti di non voler diventare dei cervelli in fuga e abbiamo creato la nostra società attorno all’orgoglio italiano perché le cose italiane, se fatte bene, all’estero sono ancora più valorizzate. Per noi questo progetto significa sicuramente un ritorno di credibilità sul brand, ma è soprattutto una cosa in cui crediamo profondamente», conclude Favarin.

  • Bravi e buoni 🙂

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