Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Dic 30, 2016, 1:01pm

Facebook ha comprato una startup che fa comandare le cose con gli occhi

Certo, non capita a tutte le startup di fare l'exit a Facebook. E sotto l'ambero di Natale questa volta Zuckerberg ha trovato la tecnologia di Eye Tribe, che rafforzerà i progetti di realtà virtuale del team di Oculus

Mark Zuckerberg torna all’attacco e mette in cassaforte un’altra startup: si chiama Eye Tribe, viene da Copenaghen e ha inventato una originale tecnologia che consente di comandare dispositivi hitech attraverso il movimento degli occhi. La cifra spesa non è stata ancora resa pubblica. Quello che si sa è che l’acquisto è tutto finalizzato a un’integrazione con Oculus, la startup di Palmer Luckey della realtà virtuale, acquistata da Facebook nel 2014 per 2 miliardi di dollari.

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Come funziona

Sul web girano alcuni video che mostrano come la tecnologia della startup danese può essere usata. In uno di questi pubblicato su TechCrunch si vede un utente giocare a Fruit Ninja, celebre app, e tagliare frutta (è lo scopo del gioco) senza usare le dita, ma semplicemente servendosi dei suoi occhi. Ma questo è solo un utilizzo ludico del progetto di Sue Alstrop Johansen e del suo team formato inizialmente da 4 studenti della University of Copenaghen.

Prima dell’acquisizione la startup ne ha fatta di strada e di round: 5,32 milioni in totale da investitori come Startup Bootcamp e Richard Sanquini. Grazie agli investimenti Johansen ha allargato il team, oggi composto da più di 16 persone, e lanciato il primo prototipo, 10mila unità di un kit da applicare ai dispositivi hitech e venduto a una cifra di 199 dollari. Basta inserire la tecnologia all’interno di un laptop o di un’altra tipologia di computer o tablet per realizzare tutta una serie di operazioni muovendo i propri occhi, come loggarsi, fare lo scrollo di una pagina, o spostare immagini sullo schermo, come mostra il video.

La tecnologia può prestarsi a usi diversi: potrebbe un domani permettere a chi guida di attivare applicazioni senza dover muovere le mani, potrebbe essere usata per migliorare la lettura sui tablet, oppure usi in campo medico, come la possibilità di aiutare a comunicare le persone affette da malattie neurodegenerative  come la SLA.

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Perché Facebook ha comprato Eye Tribe

Come spiega Venture Beat, l’acquisto della tecnologia è finalizzato a rafforzare le ricerche di Oculus nel campo della realtà virtuale. D’altronde il tracciamento del movimento degli occhi, quello che viene definito “eye tracking” è una bella sfida per i produttori di visori nella realtà virtuale. Lo stesso Palmer, Ceo di Oculus, aveva più volte dichiarato di cercare soluzioni nel campo. Facebook così lo ha accontentato con una delle migliori tecnologie presenti sul mercato.

Ma come si sposa l’eye tracking con la realtà virtuale? Per esempio, si potrebbe pensare a un modo per navigare negli scenari della realtà virtuale senza muovere la testa o le mani. Oppure un sistema per facilitare la conversazione con un avatar virtuale, in quella che è una delle scommesse di Mark Zuckerberg, quella che definisce la social VR, che consentirà di connettere due persone all’interno di un mondo virtuale, come spiega qui Recode.

Altri potenziali usi potrebbero riguardare il campo della sicurezza, per verificare l’identità degli utenti, la possibilità in futuro di mettere un like aprendo e chiudendo le palpebre, oppure pensare a possibili applicazioni nel campo dell’advertising, con la possibilità di creare ads più mirate monitorando quello che guardano gli utenti nel mondo virtuale.

D’altronde miscelare l’advertising con la realtà virtuale diventerà secondo gli analisti un modo per aumentare l’efficacia della pubblicità digitale in futuro. Secondo i dati raccolti da Business Insider, il 60% degli utenti che guardano pubblicità online (banner su Google o Facebook) le trovano noiose e invadenti. Mentre un sondaggio del sito eMarketer svela che il 64% dei possessori di smartphone userebbero volentieri nuove tecnologie, come la realtà virtuale, per vedere gli oggetti venduti da un’azienda, nella loro forma reale.

E Google compra la startup concorrente

Se Menlo Park attacca, Mountain View (Google) non sta di certo a guardare. Il mercato della realtà virtuale è un piatto troppo appetitoso e ricco (varrà 120 miliardi entro il 2020) per non approfittare. Google ha già comprato Eyfluence, il competitor sul mercato di Eye Tribe. Anche qui non si conosce la somma del deal, ma sono noti i round che ha ottenuto la startup: 21, 6 milioni di dollari da investitori tra cui Intel Capital e Motorola Solution Venture Capital.

Giancarlo Donadio
@giancarlodonad1