Gli 8 uomini più ricchi del mondo guadagnano da soli quanto metà della popolazione globale

426 miliardi di dollari di ricchezza, la metà di quella di tutto il mondo, è divisa tra sole 8 persone. Lo dice il report diffuso da Oxfam

Al famoso 1% contro cui sventolavano le bandiere del movimento Occupy Wall Street, si può dare un volto, una carriere e una cifra. Quella percentuale indicava il dato secondo cui l’1% della popolazione mondiale possiede più del restante 99%. Secondo il report diffuso oggi da Oxfam, Ong che si occupa di monitorare la povertà e le situazioni di disagio nel mondo, gli 8 uomini più ricchi del mondo possedevano nel 2016 la stessa ricchezza – circa 426 miliardi di dollari – di metà pianeta (3,6 miliardi di persone più povere). Se il dato mondiale è “scioccante”, come l’ha definito Oxfam, quello italiano non consola: nel nostro Paese l’1% della popolazione possiede un quarto di tutta la ricchezza nazionale e la forbice tra i più ricchi e i più poveri è sempre più ampia.

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Il report “Un’economia per il 99%” accende un faro sulle disuguaglianze mondiali poco prima dell’inizio del Forum economico mondiale di Davos, dove i super ricchi si incontreranno. Il problema principale è proprio la forbice tra chi guadagna di più e chi di meno: secondo il report, il patrimonio del 10% più povero della popolazione è aumentato di meno di 3 dollari l’anno tra il 1988 e il 2011, mentre quello dell’1% dei più ricchi è aumentato 182 volte di più.

Chi sono i paperoni

I super ricchi del pianeta sono tutti uomini, e per la maggior parte hanno costruito la loro fortuna grazie alla tecnologia. Quasi tutti americani, a parte un europeo e un messicano. Il più ricco di tutti è il fondatore di Microsoft Bill Gates con patrimonio di 75 miliardi di dollari: sebbene col tempo abbia ridotto le sue quote in Microsoft e si sia speso nella filantropia attraverso la fondazione cha ha lanciato con sua moglie Melinda, continua a sedere sul trono dei paperoni. Subito dopo c’è Amancio Ortega, con 67 miliardi di dollari: è la persona più ricca d’Europa ed ha fondato il suo impero sul fast fashion di Zara (che ha un valore di mercato di oltre 97 miliardi di euro). Seguono l’investitore Warren Buffett (60 miliardi) e il tycoon Carlos Slim Helu (50 miliardi) che deve la sua ricchezza alla società di telecomunicazioni America Movil. Poi c’è Jeff Bezos, con 45 miliardi di dollari. Oltre ad aver fondato Amazon, ha acquistato il Washington Post e avviato la società aerospaziale Blue Origin. Con 44 miliardi di dollari seguono la mente di Facebook Mark Zuckerberg e il co-founder di Oracle Larry Ellison. Infine Michael Bloomberg: un patrimonio di 40 miliardi di dollari e una delle agenzie di stampa finanziarie più importanti al mondo che porta il suo nome.

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Cosa chiede Oxfam

Nel suo manifesto Oxfam offre qualche proposta per cambiare la situazione di disuguaglianza crescente nel mondo. La prima cosa che si chiede è “un sistema di tassazione più progressivo, che porti gli individui più ricchi e le grandi società a pagare la giusta quota di tasse su redditi e ricchezza. È necessario, inoltre, cooperare con gli altri governi per porre fine all’era dei paradisi fiscali e alla dannosa corsa al ribasso tra i paesi in materia fiscale”. Un altro fattore cruciale è il divario salariale tra i top manager delle aziende e gli altri lavoratori. Per questo Oxfam chiede “politiche occupazionali che incoraggino le aziende a porre un limite massimo al divario retributivo. In un contesto di forti cambiamenti del mondo del lavoro è essenziale assicurare che la tutela dei diritti dei lavoratori resti centrale, operando per la riduzione del precariato. L’innovazione tecnologia dovrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze, non ad accentuarle“. Un appello si fa anche ai servizi pubblici che devono essere “adeguatamente sostenuti dal bilancio pubblico” e a un tipo di sviluppo economico sostenibile, che si rifà all’obiettivo numero 10 dei “Sustainable Development Goals”, cioè gli obiettivi per il Millennio delle Nazioni Unite, che chiede di Ridurre le disuguaglianze all’interno e fra le Nazioni” garantendo la crescita delle fasce più povere della popolazione.

@carlottabalena

 

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