I quaderni di the Fool: cosa hanno scritto gli italiani su Twitter nel 2016 – L’analisi di Matteo Flora

E’ uscito il primo volume di una collana di analisi e di approfondimenti realizzati da The Fool, con il supporto tecnologico di Crimson Hexagon, dedicati ai principali fenomeni mediatici

Si parte da Twitter e dal rapporto tutt’altro che in crisi del social di microblogging con gli italiani. “I Tweet italiani nel 2016” è il primo volume de I quaderni di The Fool, collana ideata da Matteo P. Flora e dal suo team per affrontare i media in modo diverso, analitico (QUI il download).

Il volume analizza oltre 238.275.000 contenuti, tra tweet e retweet, realizzati da utenti che scrivono in lingua italiana e che abitano sul territorio nazionale. Indagando il rapporto tra gli italiani e Twitter e si scopre, tra le altre cose che il legame è più solido e sincero di quello che comunemente si pensa.
I contenuti prodotti ogni giorno sono tanti, si attestano sui 20 milioni, e sono anche piuttosto costanti, salvo cali rilevati durante i periodi delle vacanze. Lo studio è arricchito dalle analisi di alcuni esperti della materia che hanno contribuito con testimonianze e analisi personali.

“E’ stato un lavoro di analisi che ci ha messo alla prova, ed i risultati sono stati decisamente soddisfacenti – ha detto Matteo Flora commentando il lancio del volume – La platea di collaboratori che hanno avuto la gentilezza di aiutarci ha contribuito a dare più anime ad un quaderno che non è solo una mera elencazione di dati analitici ma un vero set di vision e ragionamenti che pone particolare enfasi sul rapporto tra gli italiani e questo social network”.

Matteo Flora
Chi ha contribuito al volume

Il volume è stato anche un’occasione per fare incontrare sette tra i maggiori influencer italiani che hanno contribuito al libro con altrettanti interventi su tematiche diverse a proposito dell’utilizzo del social da parte degli utenti.
Il rapporto tra Twitter e i teenager è indagato da Giuliano Ambrosio, Creative Strategist Freelance conosciuto in rete come blogger e imprenditore grazie al suo blog personale juliusdesign.net, attivo da oltre 10 anni e con una media di 6.000 lettori al giorno. Giovanni Boccia Artieri professore di Sociologia dei media digitali all’Università di Urbino Carlo Bo e Presidente della Scuola di Scienze della Comunicazione, si occupa nel volume di analizzare le trasformazioni sociali e culturali della social network society. Il rapporto tra politica e Twitter è raccontato da Paola Bonini che si è occupata della strategia sui Social del Comune di Milano.
“Perché Twitter è il social network preferito dalle startup” è il titolo dell’intervento di David Casalini che ci racconta come mai è fondamentale per una startup avere un profilo Twitter ed essere attiva sui social. L’analisi di Stefano Chiarazzo, fondatore dell’Osservatorio Social Vip, si concentra invece sul ruolo trainante che hanno VIP ed eventi sportivi su Twitter, mentre quella di Daniele Chieffi, direttore del progetto crossmediale Neo, prova ad addentrarsi in un terreno intricato: Twitter è vivo, morto o in agonia?
Il volume si chiude con il contributo di Riccardo Luna che si sofferma sul tweet più rilanciato in Italia nel 2016. “E’ quello della Croce Rossa, scritto il 24 agosto in occasione del tragico terremoto in Centro Italia. Quel tweet batte di poco svariati messaggini dei fan degli One Direction e un paio di Benji e Fede. Dietro tutti gli altri. E’ un bel primo posto quello della Croce Rossa perché ci parla del grande cuore dell’Italia che nelle occasioni più tragiche sa ritrovarsi e dimostra di essere, nonostante tutto, un paese unito”.

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