Le quattro startup più importanti della storia (e nessuna made in Silicon Valley)

Michael Hickins di Oracle ha scelto per Forbes quattro innovazioni che hanno cambiato la storia. Si concentra non tanto sulle scoperte ma sul processo che le ha rese commercializzabili e conosciute ai più: insomma come sono diventate un business vincente

Troppo facile scomodare i grandi nomi della Silicon Valley per capire che tutte le aziende, anche quelle diventate poi più famose, sono nate come startup. E non serve nemmeno richiamare per forza il mito del garage e dei ragazzi squattrinati all’inizio di molte attività imprenditoriali. Michael Hickins di Oracle ha deciso di prendere un’altra strada. E’ andato alla ricerca per Forbes di quelle iniziative che secondo lui possono dare indicazioni più utili su come si muove da sempre l’innovazione destinata a durare. Fare una lista di nomi è comunque un’attività soggettiva. Scovare gli elementi comuni a un processo storico è invece la strada più obiettiva per individuare le 4 migliori startup di tutti i tempi secondo lui. Il lavoro di Michael Hickins risale a qualche mese fa, ma ve lo riproponiamo, perché è pieno di spunti interessanti. Ecco quali.

carta

1. La carta

Per il primo esempio proposto tocca tornare nientemeno che al secondo secolo dopo Cristo. E in Cina. Sotto l’imperatore cinese Ho-Di, l’ufficiale Ts’ai Lun inventa un nuovo materiale, la carta, in grado di sostituire gli altri materiali usati fino a quel momento per scrivere. Ts’ai Lun non è il primo a utilizzare le fibre vegetali per ottenere dei fogli sui quali scrivere, ma è l’unico che capisce che è possibile mescolare il materiale di diverse piante invece che fermarsi al solo papiro. Il risultato è un materiale molto leggero e malleabile le cui caratteristiche vengono subito comprese dall’Impero che tenta di preservare il suo monopolio di produzione a dispetto degli altri paesi orientali. Ci riesce per sei secoli, fino a quando gli Ottomani portano quell’arte in Iraq. A Baghdad nel 793 dopo Cristo nasce la prima fabbrica di carta, materiale che comunque rimane ignoto agli Europei ancora per molto tempo. L’invenzione della carta e i suoi primi tentativi produzione su vasta scala rientrano però nei canoni di quello che può essere definito lo sviluppo di una startup: un’iniziativa imprenditoriale per realizzare un prodotto nuovo, ma destinato a cambiare la storia. Alla carta si deve la circolazione veloce delle informazioni e della conoscenza e la nascita della stampa. Il primo istinto, però, fu quello di mantenere questa innovazione segreta, come un tesoro economico da custodire per sé.

2. Il telaio

Dalla carta ai tessuti per incontrare un altro strumento che ha cambiato la storia. Si tratta del telaio inventato da Jean-Marie Jacquard nel 1801 e che viene considerato la svolta nell’industria tessile. Il telaio monta un macchinario che muove automaticamente i fili e permette di realizzare diverse trame con l’impiego di un solo operaio. È la prima macchina a utilizzare una scheda perforata e ad aver anticipato così la nascita del calcolatore. In sostanza, i buchi sulla scheda danno le informazioni necessarie per programmare il telaio, meccanismo che sarà usato poi da Charles Babbage per realizzare la sua macchina analitica. L’attività di Jacquard impressiona Napoleone che decide di concedere alla città di Lione, centro tessile importante in Francia all’epoca, il brevetto di questa grande invenzione. L’idea del telaio non era stata frutto della sola mente di Jacquard che aveva piuttosto sviluppato altri esperimenti messi in campo da altri tessitori francesi. A lui va il merito di aver introdotto un meccanismo commercialmente vantaggioso per automatizzare la produzione dei tessuti.

telaio

3. Il telegrafo di Morse

L’invenzione del telegrafo NON si deve a Samuel Morse. Il suo nome, però, è associato a un codice che, utilizzando proprio quello strumento, ha permesso la comunicazione attraverso un filo con il telegramma. Fu lui quindi a rendere il telegrafo un’invenzione commercializzabile. La prima dimostrazione del suo prodotto risale al 1838 quando ottiene i primi finanziamenti per portare avanti il suo progetto. Alla Magnetic Telegraph Company di Morse si deve la costruzione della prima rete di comunicazione sulla East Coast degli Stati Uniti. La sua società nel 1856 fa anche quella che oggi verrebbe definita un’exit: La Western Union l’acquisisce e la trasforma in una delle aziende corporate più famose degli Usa. Il telegramma ebbe importanti effetti su molti aspetti della vita dell’epoca: la guerra, la trasmissione delle informazioni, le operazioni di mercato. E il modo in cui questa impresa fu lanciata da Morse a partire dalla ricerca degli investimenti fino ad arrivare al dominio del mercato, ripercorre tutti i passaggi che una moderna startup si trova a dover compiere per affermarsi.

telegrafo

4. Il Manhattan Project e la bomba atomica

Durante la Seconda Guerra Mondiale un gruppo di scienziati mette al servizio degli Stati Uniti le sue competenze e i suoi studi per il Manhattan Project. Da quella iniziativa vengono fuori le prime bombe atomiche della storia. Al di là delle valutazioni morali e storiche sull’utilizzo che poi verrà fatto di quell’arma di distruzione, l’iniziativa prende il via da due grandi scoperte: quella del protone fatta da Ernest Rutherford nel 1911 e quella della fissione nucleare fatta da Enrico Fermi nel 1934. La “startup” così composta conosce il suo sviluppo quando Albert Einstein fa capire al governo statunitense le potenzialità militari di quella tecnologia. Arrivano così i primi finanziamenti.

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Il primo test della bomba atomica fatto nell’ambito del progetto Manhattan

Le ricerche dietro al Manhattan Project vengono fatte nelle principali università americane come la Columbia, Berkeley, e l’università di Chicago. Oltre alla costruzione della bomba, il progetto porta anche alla scoperta degli usi civili dell’energia nucleare soprattutto per la produzione dell’elettricità in alternativa ai combustibili fossili.

Le innovazioni che cambiano la storia

I quattro esempi presentati permettono di trarre delle conclusioni sullo sviluppo delle startup ante litteram. Innanzitutto, nessuna di queste invenzioni è venuta fuori dal nulla. Il successo di queste iniziative sta nell’uso sapiente che qualcuno ha saputo fare di scoperte già fatte, ma non ancora pronte per il mercato. In secondo luogo, in ognuna di queste storie c’è il tentativo di bloccare con un brevetto la proprietà intellettuale dell’innovazione creata. Ma come ogni fenomeno destinato a cambiare la storia in maniera dirompente, nulla ha potuto fermare la diffusione della carta, del telegramma, del telaio automatico o dell’energia nucleare. Al di là della fama e della gloria che può attirare il nome di chi per primo ha pensato allo sviluppo di questi oggetti, il loro uso è diventato poi così diffuso che l’attribuzione della paternità di fronte alla loro straordinaria utilità è diventata solo un esercizio per gli storici.

 

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