Gli “Artigeni”, ovvero chi ha cambiato vita (e creato un business) grazie alla Rete

E’ stato presentato a Roma “Sei un genio!”, il nuovo libro di Giampaolo Colletti che racconta le storie di lavoratori e imprenditori che hanno dato una svolta alla loro vita unendo l’eccellenza dei mestieri alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie

Producono caffè, confezionano abiti, trasportano carichi pesanti in bici sfidando i colli e i sampietrini di Roma. Sono storici dell’arte e realizzano video-tutorial su come si pulisce un pennello, analizzano i dati del proprio taxi per calcolare corse e tragitti, aggregano sarti e portano il made in Italy all’estero. Sono tutte persone che “fanno cose”, come direbbe Nanni Moretti, ma le fanno in modo in modo innovativo: mantengono la tradizione di famiglia ma usano la rete per aprirsi al pubblico, inventano strategie per cambiare vita e anche migliorare quella degli altri, tutto grazie alle nuove tecnologie. Sono artigiani, ma Giampaolo Colletti nel suo ultimo libro “Sei un genio!” (Hoepli) li chiama “artigeni”, perché a un certo punto una lampadina si è accesa ed è avvenuta una svolta. Il libro raccoglie le loro storie che il giornalista e fondatore della job-community wwworkers ha “scovato” girando l’Italia: oltre 150 esempi di persone e imprese che, partendo da un’idea innovativa, sono riuscite a crearsi una community, una nicchia di mercato e piano piano un business.

Passione e spirito d’iniziativa

“Il libro si intitola ‘Sei un genio!’, ma in realtà le storie che racconta dimostrano che non bisogna affatto essere dei geni per cambiare vita – ha detto Riccardo Luna, direttore di AGI, che ieri ha moderato la presentazione romana del libro – non bisogna necessariamente inventare Facebook per migliorare la propria vita, basta saper sfruttare gli strumenti che abbiamo, come la Rete, che può essere una leva enorme per il lavoro”. In effetti tutti gli “artigeni” che ieri erano presenti alla libreria IBS di via Nazionale per raccontare di persona la propria storia non avevano l’aria del nerd appena uscito da Harvard, ma piuttosto persone armate di una grande passione per il proprio mestiere e di gran spirito d’iniziativa.

Le storie di chi ce l’ha fatta

C’era Luca Carbonelli, da Napoli: è a capo della torrefazione di famiglia, ed ha capito che se avrebbe usato la Rete, il suo caffè avrebbe oltrepassato i confini regionali. Così lo vende online da circa 10 anni. Anche Ela Siromascenko, ha avviato il suo business dalla vendita online: ha messo le proprie creazioni sartoriali in Rete quasi per scherzo. E’ arrivata in Italia dalla Romania con un dottorato in comunicazione, ma quando ha scoperto che i suoi abiti da cerimonia erano molto apprezzati su Etsy (la piattaforma dedicata ad artigiani e creativi) ha capito che la moda sarebbe stata la sua strada. Dalle vendite su Etsy, nel 2015 è passata al suo sito personale e ora ha anche un atelier a Milano “perché le clienti sono più propense a spendere se l’abito lo indossano”. Ad ogni modo non ha abbandonato il suo primo negozio online: “Ancora oggi gran parte delle vendite all’estero proviene da Etsy”. Poi c’erano i corrieri “ecologici” di “E adesso pedala”: una piccola community di biker che ha messo la propria passione per le due ruote a disposizione di un servizio unico in città: trasportano grossi carichi su Roma utilizzando dei cargo. In altre parole aiutano a fare tutti quegli spostamenti per i quali sarebbe necessario un furgoncino, molto più inquinante e costoso. A proposito di traffico: Simone Angelini ha raccontato di come ha trovato il sistema per “hackerare” il suo taxi romano, usando un software di sua invenzione che è in grado di calcolare in anticipo il costo della corsa.

L’eccellenza, il filo rosso

La sua e tante altre storie sono raccolte nel libro di Colletti, che racconta come il filo rosso tra tutti gli artigeni sia stato la capacità di sfruttare le nuove tecnologie per intercettare una determinata community: il successo delle loro storie è dato anche dal fatto che parlano a gruppi ristretti di persone, che quindi diventano fidelizzate. E poi, naturalmente, c’è il gusto per l’eccellenza: «Non basta l’idea. Perché per vincere la sfida dei mercati e competere in questi anni liquidi non basta lavorare bene. Occorre farlo al meglio. Bisogna diventare rilevanti ed eccellere». E loro hanno trovato il modo per farlo.

@carlottabalena

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