WhatsApp, Facebook si becca una multa di 110M dall’Europa

Al social network di Mark Zuckerberg viene imputato di aver comunicato informazioni non corrette in occasione dell’acquisizione di WhatsApp. Palo Alto: «Errore in buona fede». L’Antitrust: «Le società devono rispettare le regole Ue»

La Commissione Europea, tramite l’autorità Antitrust, ha deciso di multare Facebook per 110 milioni di euro.

Al social network di Mark Zuckerberg viene imputato di  aver comunicato informazioni non corrette in occasione dell’acquisizione di WhatsApp

Il matrimonio tra due dei servizi più usati al mondo era stato celebrato il 19 febbraio 2014 e aveva fatto parlare di sé per la cifra spropositata con la quale era stato concluso: 19 miliardi di dollari. Ma qualcosa secondo l’Europa non è andata per il verso giusto. Ecco che cosa è successo.

Le conseguenze dell’acquisizione miliardaria

Tre anni fa, la società di Palo Alto aveva assicurato che non ci sarebbe stata connessione tra gli account Facebook e quelli WhatsApp e aveva escluso la possibilità di un travaso di dati da una piattaforma all’altra. In realtà, però, nel 2016 questa situazione si era verificata.

Privacy a rischio

Nell’agosto del 2016, inoltre, molti utenti erano stati indotti ad accettare i nuovi termini sulla privacy del servizio introdotti da Facebook. Le nuove condizioni avevano permesso il trasferimento di alcune importanti informazioni da WhatsApp a Facebook. Tra queste, il dato più sensibile è il numero di telefono, necessario per iscriversi alla chat utilizzata da milioni di utenti nel mondo. Il passaggio dell’informazione non avviene in chiaro ma in background, consente a Facebook di predisporre annunci pubblicitari ancora più mirati per ciascun utente e di procedere a una profilazione ancora più accurata dei suoi iscritti.

Le regole europee

In una nota della Commissione europea si sottolinea che la società era a conoscenza già nel 2014 della possibilità di associare automaticamente i due account. «Si tratta di un chiaro segnale alle società che devono rispettare le regole Ue, incluso l’obbligo di fornire informazioni corrette» ha commentato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. La sanzione avrebbe potuto superare i 250 milioni di euro, pari all’1% del fatturato dell’azienda, ma la Commissione europea ha ritenuto la cifra di 110 milioni di euro proporzionata rispetto alle accuse.

Errore in buona fede

A questo punto non viene messa a rischio l’approvazione che la Commissione europea diede all’acquisizione del 2014. Da parte di Facebook la vicenda è stata definita un errore compiuto in buona fede. «Abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta» ha detto un portavoce di Facebook dopo l’annuncio della multa. «Gli errori che abbiamo fatto nel 2014 non erano intenzionali e la Commissione ha confermato che non avevano impatto sull’esito dell’analisi della fusione» ha aggiunto.

Booking, due milioni di euro a 7 startup del turismo sostenibile

Alla call hanno partecipato quasi 700 startup provenienti da 102 Paesi. Il finanziamento più importante a Backstreet Academy che ha ottenuto 400K. L’obiettivo era individuare società in grado di trovare soluzioni nel settore del turismo globale, in particolare sotto il profilo della protezione dell’ambiente

Facebook e YouTube lavorano contro la propaganda terroristica sulle loro piattaforme

Il social per eccellenza e il portale di videosharing si attrezzano per fare fronte alla minaccia estremista con un misto di tecnologia e buon senso: il riconoscimento automatico spesso non basta a eliminare i contenuti pericolosi

Cyber-Diplomacy | Che cos’è e qual è il ruolo dell’Italia (nel G7)

Le relazioni internazionali sono chiamate ad avere un ruolo specializzato al Cyber Spazio e devono agire al suo interno per supportare il complesso di accordi e regole di carattere internazionale oggi ancora incompleto in proposito