Il digitale in Italia nella PA: intervista a Simonetta Moreschini, Microsoft

Innovazione digitale: nonostante l’Italia sia agli ultimi posti nella classifica dell’ultimo Digital Economy and Society Index, i miglioramenti ci sono. Parliamo di strategia di sviluppo con il direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia

Nel processo di sviluppo digitale in Italia siamo al 25° posto nella classifica dell’ultimo Digital Economy and Society Index (reso noto lo scorso marzo), che individua lo stato di avanzamento digitale in Europa. Ci sono stati grossi miglioramenti nel campo della connettività e le imprese sono sempre più digitalizzate (il 30% utilizza la fatturazione elettronica). Buona anche l’erogazione on line dei servizi pubblici ma è ancora basso il livello di utilizzo dei servizi di e-government. Anche il basso livello in termini di competenze digitali rischia di porre un freno allo sviluppo tecnologico digitale. In ogni caso, passi avanti se ne sono fatti e anche il Governo si sta muovendo nella direzione dello sviluppo dell’informatica pubblica italiana, in un’ottica di razionalizzazione delle spese.  Da poco AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e il Team per la Trasformazione Digitale (con alla guida il commissario straordinario di governo per l’Attuazione dell’Agenda Digitale, Diego Piacentini) hanno reso noto il Piano Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione. Ne parliamo con Simonetta Moreschini, direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia.

Intervista

Quale strategia è necessario adottare per crescere nello sviluppo delle tecnologie informatiche?

È necessaria un’adeguata governance e prefiggersi obiettivi che debbano essere parte del progetto di un Paese. Da poco è stato reso noto il Piano Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, che definisce le linee per lo sviluppo del sistema digitale. La sfida è di realizzarlo in tempi brevi e di renderlo applicabile anche a tutto il contesto italiano – compreso quello industriale – e non solo alla Pubblica Amministrazione. È importante non solo avere un piano, ma anche monitorarne i progressi reali e

fare in modo che la fondamentale sinergia tra pubblico e privato diventi sistematica.

Penso che aziende come quella che rappresento possano dare un’importante accelerazione in questo contesto.

A che punto siamo?

Da un certo punto di vista non posso che dire che c’è molto da fare. Allo stesso tempo però sottolineo che ci sono molti casi di eccellenza anche nel mondo della Pubblica Amministrazione. Penso che queste eccellenze siano un punto di riferimento per le Pubbliche Amministrazioni e la sfida è fare in modo che non siano casi isolati. È necessario trovare un modo affinché le soluzioni adottate risultino applicabili all’intero Paese. Io sono convinta che questo obiettivo possa essere raggiunto.

Per esempio, a quali eccellenze si riferisce?

Mi piace ricordare due progetti presentati al Forum PA 2017. Il primo è il progetto Office Automation che interessa l’Agenzia Spaziale Italiana e che permette di liberare 12.000 ore di attività per i 250 dipendenti e che porterà a un risparmio annuo pari a 700.000 euro. In questo caso c’era la necessità di intervenire su processi gestiti in maniera tradizionale. Se in un contesto piccolo come quello dell’Agenzia Spaziale Italiana si riescono a raggiungere simili risultati, pensiamo a quelli che si potrebbero raggiungere se si raggiungesse razionalizzazione ed efficacia in tutti i contesti italiani! Un altro bel progetto riguarda la Banca Dati del DNA. Insomma, le risorse tecnologiche ci sono, basta aggiungerci la buona volontà!

Qual è la direzione verso la quale guardare?

Sono convinta che l’adozione di soluzioni Cloud sia la via giusta da seguire e sia una grande opportunità per fornire vantaggi tangibili nella crescita economica: la razionalizzazione della spesa informatica può liberare risorse in modo da incrementare la qualità e la copertura dei servizi verso il cittadino, senza necessariamente dover spendere di più. Solo per fare un esempio, nella sanità ci sono sprechi per circa 22 miliardi di euro. Consideriamo la nefrologia: il 10% della popolazione è colpita dalla malattia renale cronica; ma questa patologia all’inizio è asintomatica per poi esplodere in seguito. Se ci fosse un’attività di ricerca che vada a focalizzare gli elementi chiave e consenta di intervenire in maniera preventiva, si risparmierebbe. (Microsoft e Softjam hanno presentato durante il Forum PA il nuovo sistema SJ-CKD basato sulla piattaforma cloud Microsoft Azure per identificare i pazienti cronici asintomatici, ndr).

Cosa cambia nel rapporto tra cittadini e dipendenti?

Dal punto di vista Microsoft, pensiamo che il Cloud possa ridisegnare i concetti. I dipendenti hanno strumenti per lavorare in modo diverso rispetto al passato, in una logica sempre più efficiente. In questo contesto, la direzione in cui guardiamo è fare in modo che i singoli cittadini non siano solo fruitori ma abbiano un ruolo attivo e contribuiscano a rendere più efficaci le Pubbliche amministrazioni. In questo modo si può innescare un

circolo virtuoso basato sulla collaborazione.

In questo senso sono molto fiduciosa sul cammino intrapreso dal Commissario Piacentini secondo il quale oltre a promuovere nuove competenze e giusti investimenti, è necessario far leva sulla volontà di tutte le parti coinvolte per favorire insieme la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

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