Una giornata nella Apple Academy di Napoli: dal programmatore al filosofo. Ecco i primi 100 diplomati

Dopo un anno di lavoro i primi ragazzi dell’Academy si preparano al mondo del lavoro. “E’ stata un’esperienza che ci ha cambiato”. L’incontro con i ragazzi

Chi l’ha detto che coding e studi letterari non vanno d’accordo? Tra i 100 ragazzi che hanno preso il diploma della Apple Academy di Napoli non ci sono solo nerd o smanettoni, ma anche laureati in filosofia, in medicina o appassionati di storia dell’arte. C’è per esempio Giulia, 25 anni, una laurea in marketing, un lavoro part-time in banca e la passione per coding e fashion. C’è Jippe, 22enne di Hertogenbosch, paesino al sud dell’Olanda, che appena è arrivato a Napoli se n’è innamorato e ha deciso di non andarsene più. C’è Onder Erguven, 23enne turco, laureato già da un anno in Ingegneria Elettronica a Istanbul che ha preso l’opportunità dell’Academy per crearsi un futuro in Italia. Provengono da nazioni diverse hanno curricula eterogenei ma hanno in comune una cosa: la passione per la tecnologia e la voglia mettersi in gioco puntando sulla creatività.

Il campus della Federico II: nessuna cattedra ma divanetti per il networking

I 100 neo-diplomanti, tutti tra i 20 e i 30 anni, hanno passato nove mesi al terzo piano del campus universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio, quartiere in una zona piuttosto periferica di Napoli. Qui hanno sperimentato un metodo educativo innovativo dove i professori non salgono in cattedra ma forniscono agli studenti solo brevissime lezioni teoriche, un massimo di 10 minuti secondo quanto ci raccontano i ragazzi, per poi passare subito alla fase pratica. “I ragazzi sono messi alla prova di un contesto più lavorativo che universitario – spiega Giorgio Ventre direttore della Apple Developer Academy – si suddividono i gruppi e lavorano fin da subito a progetti dividendosi il lavoro sulla base delle proprie capacità”.

Il lavoro di laboratorio è fondamentale e proprio per questo nel campus non ci sono aule, ma lo spazio è suddiviso tra postazioni in tavoli rotondi e angoli con divanetti dove poter discutere delle proprie idee. “Difficile entrare nel laboratorio e trovare silenzio – continua Ventre – la condivisione delle idee, delle proposte, delle possibili soluzioni è fondamentale. Proprio per questo abbiamo cercato di mettere insieme i gruppi con ragazzi che avessero capacità e potenzialità diverse”. Più ragazzi che ragazze, questo è indubbio: “Quest’anno la partecipazione femminile è stata ridotta (circa l’8% n.d.r) ma abbiamo già visto che tra le nuove application ci sono diverse ragazze. Puntiamo ad aumentarne il numero con la prospettiva di arrivare tra qualche anno al 40% del totale”.

I ragazzi alla prova del pitch

Le lezioni si svolgono tutte in inglese per favorire l’inclusione dei ragazzi stranieri che partecipano ai corsi e gli studenti hanno a disposizione un Mac e un iPhone per poter lavorare nelle migliori condizioni. Ieri i ragazzi hanno dovuto presentare alcuni dei loro lavori davanti a una platea di 40 rappresentanti di aziende interessate ai profili dei ragazzi. Un vero e proprio pitch di pochi minuti in inglese con tanto di prototipi dimostrativi, video e demo.

Ed è proprio la creatività che contraddistingue i lavori. “Dovete cogliere il momento giusto, non perdere l’occasione e puntare sul talento – ha detto Giorgio Ventre, direttore della Developer Academy, presentando i ragazzi – per prendere il largo serve il coraggio di affrontare un percorso diverso”. I ragazzi hanno puntato soprattutto sulla realizzazione di app ma anche il gaming ha avuto la sua parte. Il gruppo ThirdWave ha realizzato un videogioco a sfondo onirico che prevede sette livelli. “Finita l’Academy vogliamo fondare una startup, non ci siamo fatti spaventare dal poco tempo a disposizione. Il nostro gioco lo abbiamo realizzato in soli 2 mesi con l’aiuto di un ragazzo di un altro gruppo che si è occupato del design”. La commistione dei gruppi non è un problema nella Academy dove l’obiettivo non è quello di emergere come singoli ma di lavorare insieme per obiettivi. “Ho aiutato i compagni di un altro gruppo a realizzare Fhints, un’app che consente di ridurre il tempo dedicato alla scelta dell’abbigliamento – racconta Giulia – la mia passione è la moda e l’idea dei ragazzi di utilizzare l’Intelligenza Artificiale per creare la combinazione perfetta tra colori e tessuti mi è subito sembrata geniale”.

Tra le presentazioni c’è anche quella di Autobahn, un’app per driver amatori che consente di misurare la temperatura delle gomme dell’auto senza inserire nessun sensore sulle ruote: “Sullo smartphone si visualizzano tutti i movimenti che fa l’automobile in modo da ottenere il massimo della prestazione”. I ragazzi di Glances invece hanno pensato di utilizzare la realtà aumentata per permettere di riconoscere la persona che si ha davanti solamente inquadrandola con la fotocamera dell’iPhone: “Il nostro è un algoritmo per il riconoscimento facciale che funziona solamente se ci si iscrive al social network. Lo abbiamo lanciato da pochi giorni e abbiamo già oltre 300 iscritti alla pagina Facebook di riferimento – spiega Antonio Antonino 21enne ingegnere del software di Bisceglie tra gli ideatori dell’app – il nostro pubblico di riferimento sono i ragazzi dai 15 ai 25 anni che vivono di social network e app”.

App per aiutare persone disabili

Alcuni gruppi hanno lavorato ad app per aiutare persone con disabilità: Cromnia è un’app per ipovedenti che aiuta a riconoscere i colori e la luminosità grazie a un algoritmo di machine learning. Il gruppo degli Stonecutters hanno invece pensato di aiutare le persone con difficoltà uditive partendo da un caso concreto. Con un video dimostrativo hanno fatto vedere come la vita di una persona possa cambiare grazie alla tecnologia.

Finito il primo anno, l’Academy si prepara a raddoppiare i numeri per il secondo. Nelle scorse settimane si sono svolte le prove a Milano e all’estero, a Monaco, Londra, Madrid, Parigi e da lunedì ci saranno i test di ammissione a Napoli. I 400 nuovi studenti cominceranno a ottobre i corsi: a settembre verrà inaugurata una nuova area molto più grande, di circa 4.000 metri quadrati. “Attiveremo anche una master class per programmatori e coinvolgeremo nuovi docenti” ha spiegato Ventre “Si tratta del primo esperimento in Europa, e il bilancio di questo anno, vista la qualità dei prodotti realizzati e l’entusiasmo dimostrato dai ragazzi, non può che essere positivo”.

 

 

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