Tommaso Magrini

Tommaso Magrini

Ago 16, 2017

Le startup portano la luce elettrica nelle zone più remote dell’Africa. Il progetto Off Grid Electric

La startup sfrutta l'energia solare attraverso piccoli impianti fotovoltaici per garantire la fornitura di elettricità. Si tratta di un progetto sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico

Accendere un interruttore può sembrare una cosa scontata, del tutto naturale. Non in Africa, dove oltre 600 milioni di persone sono ancora costrette a vivere senza luce elettrica.  Dalla Tanzania al Niger, dalla Sierra Leone al Benin, ci sono vaste aree del continente ancora sprovviste di corrente. Ma sul tema si sta mobilitando l’emergente scena tech africana con alcune startup che stanno operando per portare l’illuminazione anche nelle zone più remote. E regalare all’Africa la possibilità di sperare in una possibile rinascita economica.

 

Intere zone dell’Africa ancora al buio

In Africa vive circa il 17% della popolazione mondiale, ma il continente riceve solo il 4% della fornitura di energia elettrica globale. Basterebbe questo dato per capire quanto la mancanza di illuminazione rappresenti un problema per il continente. Intere regioni sono totalmente sprovviste di corrente, con tutte le conseguenze del caso dal punto di vista sociale ed economico. La vita di quelle zone dipende totalmente dal sole e dalla luce naturale. Con il buio si ferma tutto. Dopo il tramonto non si lavora più e tutti i servizi vengono sospesi, compresa l’assistenza medica. Le strade sono pericolose e le candele, insieme al cherosene e alle pile elettriche, sono l’unica possibilità per avere una fonte di illuminazione. Non può sorprendere dunque se lo sviluppo socioeconomico di intere aree dell’Africa sia rimasto finora quasi del tutto impossibile da raggiungere.

Le startup portano la luce elettrica usando l’energia solare

La scena tech africana prova a emergere tra mille difficoltà. Ma ci sono diverse startup che si sono dimostrate particolarmente sensibili al tema della fornitura di corrente elettrica. E’ il caso di Off Grid Electric, fondata ad Arusha in Tanzania. La startup ha attirato molto interesse anche Oltreoceano, tanto che ha raccolto un finanziamento da SolarCity di Elon Musk dopo essere stata premiata con il Momentum for Change Award 2016 alla conferenza sui cambiamenti climatici di Marrakech. L’idea di base è quella di sfruttare l’energia solare attraverso piccoli impianti fotovoltaici per garantire la fornitura di elettricità. Si tratta di una situazione sostenibile dal punto di vista ambientale e per di più economica, visto che i prezzi sono anche inferiori rispetto al classico approvvigionamento di cherosene. Off Grid Electric offre pannelli di diverse dimensioni e con prezzi diversi per andare incontro alle diverse esigenze di famiglie e imprese. Pagando 7 dollari al mese vengono messi a disposizione quattro punti luce. Dopo un primo periodo di tre anni, l’impianto di fornitura elettrica diventa di proprietà dell’utente. Viene garantita anche una certa flessibilità nei tempi di pagamento, visto che spesso si parla di famiglie non benestanti. Il servizio, dopo un primo periodo di test, è già stato adottato da oltre 125 mila famiglie nelle aree rurali della Tanzania e del Ruanda. Ma gli impianti di Off Grid Electric si stanno diffondendo anche in Costa d’Avorio.

Energia sostenibile per rilanciare l’economia di un intero continente

Quello di Off Grid Electric non è l’unico esempio di startup e compagnie attive sul tema. In Kenya è nato opera Lighting Up Lives, un programma che si pone l’obiettivo di portare l’illuminazione a oltre un milione di abitanti del Kenya. Come nel caso precedente, il filo conduttore è l’energia sostenibile sfruttabile attraverso le nuove tecnologie. Una possibilità che permetterebbe di abbandonare li vecchi e pericolosi dispositivi a cherosene. Il progetto Lighting Up Lives vede impegnati Jaguar Land Rover e Climate Care. La società automobilistica britannica afferma di mirare a un futuro con zero emissioni e ha individuato nell’Africa orientale un’eccellente opzione per sperimentare sul campo. C’è poi Akon Lighting Africa, un progetto nato dall’attività di due ragazzi africani, Thione Niang e Samba Bathily. “Ci siamo sempre posti un solo obiettivo: sconfiggere il sole, non dipendere dalla sua luce, visto che da quelle parti, dopo il tramonto, la vita si ferma”, hanno dichiarato presentando il loro programma. “Siamo ritornati nei nostri rispettivi villaggi, dove i bambini sono ancora costretti a leggere a lume di candela e dove la qualità della vita è rimasta praticamente immutata”. La loro idea è stata quella di distribuire e installare kit solari nelle abitazioni delle zone rurali dell’Africa per garantire l’illuminazione. Il tutto cercando collaborazione da imprese di energia solare, banche e governi. Il servizio, che costa 10 dollari al mese, si è già diffuso in 14 paesi africani e ha iniziato a portare luce a case, scuole, ospedali e luoghi religiosi. E il progetto ha già creato oltre 5 mila posti di lavoro formando giovani addetti alla vendita, all’installazione e alla riparazione di lampioni. L’intenzione è quella di aprire un nuovo centro di formazione destinato ad ingegneri e tecnici per diffondere le competenze in tutto continente. Un continente che, se portato alla luce, può davvero anche cominciare a sognare una rinascita economica.