Sara Riboldi

Sara Riboldi

Gen 8, 2018

Math&Sport la startup che unisce matematica e sport. La storia

Maria è Analyst e Developer di Math&Sport, startup nata da Moxoff che applica la matematica e la data science al mondo dello sport per ottimizzare performance di atleti e tattiche di gioco

La matematica e lo sport possono diventare una coppia vincente. Quando poi è una donna a celebrare le nozze, si scardinano molti stereotipi sulla presenza femminile in alcuni settori, che alle volte sono presenti anche nella società contemporanea. Maria Angonese, classe 1991, è una ragazza in apparenza come tante: intelligente, sportiva e studiosa.  Ma a renderla ‘speciale’ è la grande determinazione e apertura mentale che la portano a mettersi continuamente in sfida con se stessa ma anche con la società e i suoi pregiudizi. Portavoce del valore dello sport e della matematica ‘applicata’ per migliorare e far crescere la società stessa, Maria diventa una perfetta testimonial di ciò che possono fare insieme industrie, ricerca e matematica per supportare, per esempio, la medicina o – come in questo caso – il mondo dello sport.

Matematica e sport: la storia di Maria

Maria è appassionata di matematica sin dall’infanzia, ma l’amore per questa materia scatta al liceo scientifico, grazie a un professore che le ha fatto conoscere come la matematica potesse trovare applicazione concreta nella realtà. “Mi ha dato tantissimo e mi ha fatto appassionare da morire”, racconta Maria quando ripensa al passato. “La cosa che più mi piace della matematica è il rigore – continua –  il fatto che ogni cosa può essere dimostrata in un modo preciso, diventando quasi inconfutabile. È una sfida continua, quasi con se stessi”. Da qui gli studi in matematica all’Università degli Studi di Padova e l’orientamento alla fisica matematica, quella particolare disciplina che si occupa di sviluppare modelli matematici da applicare alle teorie fisiche e di conseguenza alla realtà. Maria ha anche un’altra passione: quella della pallavolo, sport che pratica per ben 15 anni. E quando le capita la possibilità di unire le due passioni attraverso gli studi, Maria non può che essere al settimo cielo. Non a caso il titolo della sua tesi magistrale è proprio ‘Dynamical Models of Volleyball Services’ (‘Modelli dinamici per la simulazione del servizio nella pallavolo’). È proprio la tesi magistrale – scritta anche grazie al supporto di Moxoff, spinoff del Politecnico di Milano specializzata in modellazione matematica, analisi statistica e simulazione – a darle la possibilità di trasformare le sue più grandi passioni – sport e matematica – in un lavoro. Ecco allora che Maria diventa il punto d’incontro tra matematica e sport, sigillando un matrimonio tra due settori apparentemente distanti ma che in realtà sono vicinissimi. E il fatto che sia donna sfata i miti che vedono matematica e sport contesti in genere maschili.

MathSport, la matematica applicata allo sport

Maria è il cuore di Math&Sport, startup innovativa che si occupa di sviluppare strumenti per ottimizzare le strategie di gara e le performance degli atleti nel mondo dello sport. Incubata da PoliHub – l’incubatore del Politecnico di Milano – e forte della collaborazione di Moxoff e di Yottacle, altra startup specializzata nella progettazione e sviluppo di applicazioni mobili e web, Math&Sport ha come mission di applicare la matematica e la data science nel mondo dello sport per ottimizzare performance di atleti e tattiche di gioco: “Si utilizza la data science per estrarre informazioni di valore dai dati”, spiega Maria. Ecco allora che si parla di smart data, quei dati cioè che contengono informazioni intelligenti e utili, in questo caso, ad atleti e allenatori sportivi. “Oggi Math&Sport ha due emisferi per lo studio valutativo della performance – continua Maria – L’analisi tattica da un lato e l’analisi tecnica del gesto. Ci sono tre livelli: il livello in cui raccogliamo i dati, il livello in cui li analizziamo e il livello di sintesi per dare delle indicazioni”. Nel concreto in sostanza il confronto tra dati acquisiti e processati mediante avanzati algoritmi di analisi statistica permette sia in pre partita sia in real time di fornire agli allenatori indicazioni precise sui gesti degli atleti e sull’ottimizzazione delle strategie di gioco.

“Agli alti livelli la differenza tra le due squadre è veramente molto piccola. Basta un dettaglio per vincere o meno una partita”. Tecnologia e competenza umana si fondono, come spiega bene Maria: “La tecnologia è un supporto. Sicuramente l’occhio dell’allenatore è insostituibile perché ha sensibilità, esperienze e competenze uniche. Tuttavia, un allenatore fatica a controllare totalmente tutto quello che succede in campo. Con i nostri strumenti possiamo monitorare le performance nel tempo e supportare gli allenatori con indicazioni derivanti da analisi statistica e simulazioni”.

Donne e sport: una battaglia per i diritti delle atlete

Maria parla della sua startup come se fosse parte integrante di lei: “Mi ritengo estremante fortunata: ho avuto la fortuna di capitare al posto giusto al momento giusto. Ho incontrato delle persone speciali sia per lo spessore umano sia per la passione e la competenza con cui lavorano. Quando parti con un nuovo progetto d’impresa è importante crederci fino in fondo, metterci idee, energia e coraggio, avere mentalità aperta e – se serve –  imboccare una strada nuova, che sia migliore chiaramente. Questa per me è un’esperienza professionale straordinaria, è una lezione di vita oltre che di lavoro”. Math&Sport è nata all’incirca un anno fa con la pallavolo ma oggi è multi sport. “Grazie a un accordo con il CONI fino alle Olimpiadi 2020 – continua la giovane – le federazioni possono chiedere il nostro aiuto. Inoltre, abbiamo anche stretto una partnership con la Lega Pallavolo Serie A Femminile”.

Le donne nel contesto della matematica ci stanno dentro benissimo, al pari degli uomini

E a proposito di donne, Maria segnala un fatto grave per lo sport: “Personalmente credo che considerare sia lo sport sia il mondo della matematica mondi al maschile siano stereotipi. Le donne nel contesto della matematica ci stanno dentro benissimo, al pari degli uomini. Per fare un esempio, la realtà in cui lavoro è composta in maggioranza da colleghe donne estremamente competenti e appassionate di matematica e ingegneria. Per quanto riguarda il mondo dello sport credo invece si stia un po’ più indietro. Lo sport può essere al femminile e il pubblico si appassiona. Lo dimostra che il simbolo del nuoto italiano è Federica Pellegrini o quello della pallavolo è Francesca Piccinini. Non si può però negare che molte atlete vivono realtà diverse.

Le atlete sono trattate economicamente peggio dei maschi e sono rappresentate meno ai vertici delle federazioni.

Inoltre, le sportive italiane devono fare i conti con una legge che impedisce loro di essere professioniste a tutti gli effetti”. La legge cui Maria fa riferimento è quella del 23 marzo 1981. Fra i vari articoli, la legge stabilisce (articolo 2) chi sono i professionisti sportivi e lascia al CONI e alle varie federazioni le direttive per la distinzione tra attività dilettantistiche e professionistiche. Al momento sono considerati professionisti solo il calcio, il golf, il basket e il ciclismo, tutti sport prettamente maschili. Eppure potrebbe già essere un segnale aggiungere alla legge anche la parola ‘atlete’. Il problema non è solo di termini, perché il fatto di essere considerate ‘dilettanti’ preclude alle donne garanzie contrattuali, sanitarie e previdenziali, come per esempio la tutela della maternità. “Vanno fatti prima di tutto dei passi culturali in avanti – sottolinea Maria – Lo sport è davvero palestra di vita, mi ha insegnato tantissimo dal punto di vista umano ma ci sono questi aspetti che devono essere migliorati”.

Ricerca accademica e mondo industriale: la coppia perfetta

Moxoff e Math&Sport sono testimoni anche di un’altra battaglia culturale che Maria e tante altre persone stanno portando avanti: abbattere le barriere tra la pura ricerca accademica e il mondo industriale. Il Governo sta facendo notevoli passi avanti per migliorare le relazioni tra mondi anche essi apparentemente distanti ma che – se si uniscono – possono creare una sinergia vincente per lo sviluppo della società contemporanea. In Italia si stanno facendo strada le relazioni tra industria e ricerca accademica. Tuttavia, il percorso è ancora lungo. Ci sono però testimonianze come quella di Maria che fanno presagire che la strada imboccata sia quella giusta: “Sia Moxoff che Math& Sport sono realtà uniche e speciali perché sono molto vicine al mondo accademico ma anche a quello industriale. La realtà in cui siamo agevola tutto questo: abbiamo docenti universitari che entrano ed escono dai nostri uffici, lavorano al nostro fianco, portano la loro esperienza e le loro competenze; insomma, portano la ricerca direttamente sui tavoli del nostro ufficio (basti citare, solo per fare un esempio, che il presidente del comitato scientifico di Moxoff è il noto matematico Alfio Quarteroni, ndr). Questo è altamente formante per noi e secondo me dà valore all’azienda, a quello che facciamo e anche alle persone con cui lavoriamo perché questa sinergia porta innovazione e concretezza, anche all’esterno della nostra realtà. La ricerca fine a se stessa non serve a nulla, prima l’applichiamo meglio è”.

 

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