Tommaso Magrini

Tommaso Magrini

Mar 18, 2018

Sudamerica nuovo Eldorado del tech. E la Cina lo ha capito prima

Le startup di Pechino vedono l'America Latina come una terra di grandi opportunità. Il continente può essere la nuova frontiera dell'innovazione. E i cinesi sembrano averlo capito prima degli altri

All’inizio fu Didi, poi vennero, e arriveranno, tutti gli altri. La Cina va alla conquista del Sudamerica. E lo fa schierando in massa le sue startup per andarsi a ritagliare una fetta importante di mercato in quello che presto può diventare, se non è già diventato, il nuovo Eldorado della tecnologia: l’America latina.

Cina alla conquista del Sudamerica

Gli investimenti dei venture capital cinesi in Sudamerica hanno raggiunto il miliardo di dollari all’inizio del 2017. Una crescita clamorosa se si paragona ai circa 30 milioni di dollari del 2015. Un aumento vertiginoso arrivato nel giro di due anni e completatosi, simbolicamente, con l’investimento di Didi Chuxing, l’Uber cinese, in 99, il rivale brasiliano della più nota app di trasporto automobilistico. Un investimento che si è completato un anno più tardi, nel gennaio 2018, con l’acquisizione per 600 milioni del pieno controllo della compagnia brasiliana da parte di Didi Chuxing.

Il caso di Noticias Aguila

Ma non è certo l’unico caso. In Messico è ormai celebre la storia di Tang Xin, un ex dipendente del colosso cinese Tencent Holdings che è ora titolare di una delle app più “cool” del momento nel Paese, Noticias Aguila (News Eagle), un aggregatore di notizie, foto e video che ora conta 20 milioni di utenti e si è classificata al primo posto per numero di download dal Google Play Store messicano nel 2017. E Tang Xin ci è riuscito senza conoscere una parola di spagnolo e soprattutto senza nemmeno mai mettere piede nel Paese. Lui e il suo team di sviluppo sono infatti sempre rimasti nell’hub tecnologico di Shenzhen, quantomeno nella fase di sviluppo.

Svolta epocale per le startup cinesi

“La Cina era solita copiare da oltreoceano, ma ora vediamo più opportunità andando a replicare i modelli di business che sono decollati da noi ed esportarli”, ha detto Tang, che ora trascorre parte del suo tempo in Messico. “La concorrenza è così feroce in Cina che le aziende più piccole ritengono che abbia senso cercare opportunità altrove”. Si tratta dunque di una vera e propria svolta epocale per il mondo dell’innovazione cinese. Non ci sono solo i colossi come Alibaba e Tencent. Sotto la superficie, in Cina si muovono in maniera dinamica tante startup e aziende pronte a diversificare e internazionalizzare il loro raggio d’azione. E una delle terre che offrono maggiori opportunità sembra essere proprio il Sudamerica, una terra ancora per certi versi “vergine” e vogliosa di investimenti e innovazione. Tutte cose che la Cina può offrire in grandi quantità.

Arriva anche Ofo

Qualche altro esempio? La Tian Ge Interactive Holdings di Hangzhou, pronta a costruire una piattaforma di finanza online in Messico. Sempre qui è pronta ad arrivare anche la China Mobile Games & Entertainment. Oppure la Phonemaker Transsion Holdings che sta iniziando un’attività in Colombia. Anche Ofo, il popolare servizio di bike sharing nato a Pechino, è pronto a sbarcare nel continente sudamericano. Insomma, il panorama è complesso e diversificato.

Le mosse dei big

Anche i colossi hanno deciso di tentare la vita del Sudamerica. Alibaba e Tencent stanno passando al setaccio i maggiori talenti e le startup locali per trovare qualcosa di promettente in cui investire mentre, come detto, Didi, ha deciso di far partire proprio da qui e in particolar modo dal Brasile la sua sfida globale a Uber. D’altronde per le startup sudamericane la Cina può rappresentare una fondamentale exit strategy e secondo tutti gli analisti il trend non farà che aumentare nel corso dei prossimi anni, con Pechino che continua a espandere il suo raggio d’azione.

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