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Mag 15, 2018

Yalp, la startup che estrae gli accordi dalle canzoni e li trascrive

La piattaforma ha già all’attivo 1 milione di brani analizzati e 500.000 utenti dal mondo

La musica è un linguaggio universale, che abbatte ogni tipo di frontiera. Non solo. Tra musica e matematica c’è un legame che esiste da sempre. Cosa succederebbe però se anche l’informatica diventasse amica della musica? A scoprirlo sono stati l’informatico Simone Geravini, il matematico Mattia Bergomi e il programmatore Vincenzo Picariello. Tutti e tre appassionati di musica. Da loro nasce Nami Lab, la startup che sviluppa sistemi di Intelligenza Artificiale e li applica a contesti creativi e da loro nel 2016 nasce la piattaforma Yalp, che grazie ad algoritmi è in grado sia di estrarre in tempo reale accordi dalla canzone e di trascriverli in maniera semplificata (oltre a Yalp ci sono solo altre due aziende nel mondo che offrono servizi di questa tipologia) sia di mettere in comunicazione chi è in grado di suonare con chi vuole imparare uno strumento, riconoscendone le competenze.

E ora Yalp – che solo nel 2017 ha registrato ben 500.000 utenti – punta a crescere, diventando sempre più internazionale. Ne parliamo con Simone Geravini.

Un milione di brani utilizzati e 500.000 utenti dal mondo

“Tutto nasce dalla passione per la musica che ho fin da quando ero bambino”, spiega Simone. “Con il tempo mi sono diplomato in chitarra e proprio durante una lezione ho conosciuto Mattia e successivamente Vincenzo. Abbiamo unito le esperienze e le competenze, trovando il modo di analizzare la musica in maniera automatica. Siamo riusciti a creare questo algoritmo che permette di estrarre accordi e di creare una sorta di trascrizione semplificata della canzone, permettendo all’utente di suonarla in tempo reale”.  Da lì al successo il passo è breve, pur nelle quotidiane difficoltà di comparire sempre ai primi posti nei Motori di Ricerca: ad aprile 2018 Yalp conta un milione di brani utilizzati e trascritti in maniera automatica dall’algoritmo. Oltre 500.000 gli utenti  che hanno utilizzato il sito nel 2017. “Lo step successivo è stato quello di trovare un nuovo modello di business e riuscire a mettere effettivamente in comunicazione le persone che vogliono suonare con coloro che sono a disposizione per insegnare a suonare”.

Algoritmi al servizio della musica

Il meccanismo è semplice: “L’utente cerca un brano e arriva sul nostro sito – racconta Simone – Una volta che decide di imparare a suonare uno strumento – da zero o da un qualsiasi livello – riusciamo tramite algoritmo ad analizzare le sue competenze le sue capacità musicali in base a una serie di azioni che compie sul nostro sito (per esempio, il numero di playback, la tipologia di brani suonati etc) e con un altro algoritmo siamo in grado di dirottarlo verso il miglior tutor per lui in quel momento ed eseguire così immediatamente una lezione online oppure si può prenotare una lezione online in base alle preferenze del tutor all’interno del suo calendario. Se la persona si trova bene può continuare il suo percorso di studi oppure decidere di cambiare insegnante ogni volta: c’è totale libertà per ognuno di costruire il suo percorso come meglio crede e anche il tutor è libero di organizzarsi come preferisce. È un po’ come l’Uber della musica!”. Insomma, tutor e allievi sono abbinati in base al proprio livello musicale.

Yalp: un progetto internazionale

La piattaforma sfrutta in pieno e in modo creativo le potenzialità del web, facendo risparmiare tempo ed eliminando le difficoltà dovute allo studio della musica recandosi in strutture fisiche dedicate a esso. Grazie ai suoi algoritmi di Intelligenza Artificiale, poi, il tutto diventa ancora più semplice e personalizzabile.

L’idea sta già ottenendo un ampio riscontro a livello internazionale, come spiega Simone: “Gli strumenti principali che hanno un maggior riscontro sono la chitarra, il basso e le tastiere. Il target maggiore ha una fascia di età prevalentemente compresa tra i 20 e i 40 anni ed è costituito per circa il 60% da uomini. I nostri utenti arrivano dal Giappone, dagli Stati Uniti, Regno Unito, Germania e India, oltre all’Italia”. Un progetto di ampio respiro quello di Simone e compagni, che hanno avuto l’intuizione giusta al momento giusto. E tra le soddisfazioni di vedersi riconoscere un valore aggiunto dagli utenti, Simone pensa in grande: “Vorrei che Yalp crescesse sempre di più, che tutor e studenti continuino in misura sempre maggiore a incontrarsi on line, generando valore e conoscenza. Mi piacerebbe, insomma, che Yalp possa camminare con numeri e risultati degni della portata internazionale”.

 

 

 

 

 

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