Mag 24, 2018

New York: per la prima volta i “lupi” di Wall Street guidati da una donna

Si chiama Stacey Cunningham ed è la donna che dal 25 maggio sarà al timone del New York Stock Exchange. Per la prima volta in 226 anni

“Seguite le vostre passioni, non fatevi condizionare dai pregiudizi”. Questa la prima dichiarazione di Stacey Cunningham, 43 anni ingegnere industriale che da venerdì 25 maggio sarà capo della mitica Borsa di New York, la più importante al mondo. Presidente numero 67 prenderà il posto di Thomas Farley. Della Borsa spiega: “È un ambiente che assomiglia molto a quello delle cucine, soprattutto nel modo di interagire con i colleghi. Tutti sanno che non bisogna prenderla sul personale. Ci si batte aggressivamente e a fine giornata tutti insieme a bere una birra”.

 

 

 

Il percorso professionale di Stacey Cunningham

 

 

Stacey Cunningham, figlia di un intermediario finanziario, 43 anni, entra in Borsa nel 1994, a 24 anni con un stage estivo, fino ad allora studentessa universitaria di ingegneria industriale in Pennsylvania alla Lehigh University.

Al floor la porta per la prima volta il padre, intermediario finanziario.

Lei stessa racconta al Financial Times: “Mi sono innamorata subito di quel posto. Appena ci ho messo piede, ho pensato: è quello che voglio fare nella vita”.

All’epoca erano soltanto due le donne impegnate sul floor del New York Stock Exchange, insieme a oltre un migliaio di uomini. Basti pensare che il bagno delle donne, ha rammentato Cunningham, era in una vecchia cabina telefonica dai tempi di Muriel Siebert, la prima a mettere piede al Nyse nel 1967, mentre quello degli uomini in una grande stanza con divani, pieno comfort e assistenti.

Da allora è un'ascesa inarrestabile ma discontinua, interrotta nel 2005 da un congedo culinario, come lo chiama lei: nove mesi di corso di cucina, l'altra sua grande passione

 

L’anno di congedo culianario

 

 

Nel 2005 Stacey Cunningham si iscrive a un corso intensivo di nove mesi all’Institute of Culinary Education di Manhattan che la porta a lavorare per sei settimane in un ristorante dell’Upper West Side. “L’ambiente era molto simile a quello del trading floor”, ha raccontato l’anno scorso al Financial Times. «Cose che non sarebbero permesse in qualsiasi altro posto, lo sono sul floor e nella cucina di un ristorante, il modo in cui interagisci con i colleghi quando sei sotto stress, ad esempio. Tutti sanno che non devono prendersela sul personale: in un momento infuocato, puoi litigare per uno scambio e poi ritrovarti a fine giornata a bere una birra insieme”. Sia sul floor che in cucina, spiega, bisogna essere in grado di prendersi la responsabilità dei propri errori, e rimediare velocemente.

 

Il Rientro alla Borsa di New York

 

 

Fra il 2007 e il 2012 si trasferisce a Times Square al Nasdaq, l’indice dei principali titoli tecnologici che dall’anno scorso è guidato da un’altra donna, Adena Friedman.

Poi a metà 2012 il ritorno alla Borsa di New York e in meno di dodici mesi una serie di promozioni: capo delle vendite, capo del management e poi Chief Operating Officer (Coo) con il compito di far funzionare una struttura complessa e numerosa composta da oltre 800 collaboratori che lo scorso anno ha scambiato in media 1,5 miliardi di azioni al giorno, e di portarla in una nuova era tecnologica.

“Quando sono rientrata, con l’avvento dell’innovazione informatica, i suoni erano diversi. C’erano più beep e meno urla e gli ordini arrivavano più attraverso palmari che sui mitici foglietti scritti a mano, ma l’atmosfera era la stessa: camminare sul trading floor è sempre entusiasmante per me”.

 

 

 

L’importanza della figura femminile nei ruoli chiave

 

 

In un discorso pubblico pronunciato a inizio anno, Stacey Cunningham ha dichiarato di essersi spesso ispirata a Mauriel Siebert che nel 1968 fu la prima donna membro del New York Stock Exchange.

Sibert fu l’ideatrice della svolta tecnologica del floor, dall’epoca delle urla e dei mimi a quella dei computer, e Cunningham racconta di essersi ispirata proprio a quella donna simbolo, che vent’anni dopo la sua nomina continuava a battersi per ottenere un bagno per signore al settimo piano. Luogo dove, invece, si trovava il lunch club esclusivamente maschile munito non solo di comodi divani lussuosi ma anche di un inserviente fisso a disposizione tutto il giorno.

Qualche anno dopo la Sibert è divenuta un punto di riferimento per le donne e per gli uomini degli Stati Uniti. Sono sue alcune frasi rimaste nella storia del New York Women’s Agenda come: “Le aziende americane scopriranno che le donne manager possono essere una forte arma competitiva contro il Giappone, la Germania e altri paesi che limitano l’accesso ai vertici delle loro imprese al 50 per cento della popolazione maschile” o anche “gli uomini ai vertici dell’industria e delle istituzioni dovrebbero voler rischiare di più, dividendo la loro leadership con le donne e con altre minoranze che non sono meri cloni dei loro simili”.

 

Tenace quanto Mauriel Siebert, Cunningham ricorda che le donne nelle principali 500 società finanziare sono la metà della forza lavoro ma solo il 2% riveste l’incarico di amministratore delegato.

 

Oggi i tempi stanno cambiando: la nomina di Cunningham arriva infatti circa un anno e mezzo dopo quella di Adena Friedman, 49 anni, prima donna a dirigere il Nasdaq.

E così, le due più importanti borse americane e del mondo sono guidate da due donne.

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