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Gen 26, 2019

Le 4 nuove competenze richieste nel mondo del lavoro

Lavoro liquido, approccio olistico, adaptive governance, business agility. Mini guida alle nuove competenze che stanno ridisegnando il modo di concepire il lavoro moderno

Se lavorate o avete lavorato in una grande azienda, se siete appassionati o studenti delle materie che riguardano il lavoro o state cercando lavoro in una realtà corporate, avrete sicuramente sentito parlare delle nuove competenze che stanno trasformando l’approccio impreditoriale, e non, delle grandi compagnie in un mondo in continua trasformazione.

 

I più fortunati (si fa per dire) avranno persino partecipato a lunghissimi e articolati meeting/workshop su questi temi e avranno dunque imparato a decifrare al meglio le nuove “sigle” che scandiscono le giornate nelle big corporate.

 

Facciamo un esempio. Vi siete mai trovati davanti a un annuncio di lavoro che parla di “fast changing, interconnetted, complex, olistic, environment?”. Se no, allora i veri fortunati siete voi.

 

 

I quattro concetti da tenere a mente

 

1) Lavoro liquido

Nella sua descrizione del passaggio dalla modernità alla postmodernità, Zygmunt Bauman ha inserito il concetto di società solida (modernità) e quello di società liquida (postmodernità) dove uno può voler significare 100 e ogni aspetto può contenerne molteplici. Il pensiero del filosofo polacco, applicato al lavoro, definisce, tra gli altri, il passaggio dal concetto di “lavoro fisso” al lavoro freelance, part time, per più datori di lavori, per più aziende, per un tempo che scardina l’asse delle 8 ore lavorative stabilite dalle 9 alle 18 (lavoro liquido). La stessa concezione di ufficio oggi ha molteplici significati. Non è più un semplice e definito spazio fisico con una scrivania e un telefono fisso. L’ufficio della “società liquida” può essere il banco di uno spazio di coworking, la scrivania di casa propria o un comodo tavolo di Starbucks.

 

Lati positivi: conciliazione vita lavoro.

 

2) Adaptive governance

L’adaptive governance si basa su “strutture decisionali decentrate e su una politica procedurale razionale. Le strutture decisionali decentrate consentono di considerare un problema ampio e complesso come il cambiamento climatico globale in molti problemi minori, ciascuno più trattabile per scopi politici e scientifici. Molti problemi minori possono essere affrontati separatamente e contemporaneamente da piccole comunità” spiegano Ronald D. Brunner e Amanda H. Lynch, autori del libro Adaptive Governance and Climate Change. In ambito aziendale il concetto di adaptive governance racchiude al suo interno dunque anche una nuova concezione dei ruoli, dei meeting e dei leader. “Spacchettando” i problemi, anche i ruoli subiscono un adattamento. Si tratta di ruoli ben identificati che tolgono dalle mani del leader quel “potere” accentrato, appartenente a un modello gerarchico superato. Si tratta di ruoli definiti, comunicanti tra loro, strategici e volti all’ottenimento del singolo risutato che, sommato agli altri, porta al risultato finale.

 

Lati positivi: superamento delle gerarchie.

 

3) Approccio “olistico”

Il termine olismo proviene dal greco όλος, olos, che significa “totalità”. Nell’ambito medico, per olismo si intende uno stato di salute che mette in contatto la mente e il corpo con l’ambiente circostante. Nel mondo aziendale l’approccio olistico fa riferimento ad un’analisi onnicomprensiva di se stessi in relazione alla società in cui operiamo. Da un punto di vista fisico, mentale (atto a superare le convizioni sulle proprie capacità per capire quanto queste possano influire a livello fisico) e sul piano spirituale (trasformare le proprie convinzioni mentali).

Lati positivi: aumento della consapevolezza di se stessi per vivere bene anche nell’ambiente in cui si lavora.

 

4 ) Business Agility

“The ability of an organization to thrive in a continuously changing, unpredictable business environment”. Secondo la definizione di Rick Dove la business agility è la capacità di un’azienda di riuscire non solo a mantenere il suo business, ma farlo evolvere e prosperare camminando su un pavimento instabile, in un mondo soggetto a cambiamenti che sono imprevedibili e continui. Per farlo l’azienda deve saper cogliere due stimoli: quello esterno e quello interno. Quello trasmesso dall’ambiente che la circonda, focalizzandosi sulle capacità interne dell’organizzazione e delle persone che la compongono.

Lati positivi: utilizzo ottimale delle risorse.

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