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Ultimo aggiornamento il 20 agosto 2019 alle 9:04

Tutela Digitale, la startup che difende web reputation (e diritto all’oblio)

Web reputation: ci pensa la startup bolognese Tutela Digitale che aiuta i cittadini che vogliono attuare il diritto all’oblio e quelli che vogliono tutelare la propria immagine online in tempi brevi

Cancellare o de-indicizzare i contenuti indesiderati? Da oggi ci pensa la startup bolognese Tutela Digitale, fondata nel 2017 da Sveva Antonini e Gabriele Gallassi, che assicura in tempi brevi e certi il diritto all’oblio e la tutela della nostra immagine online.

La sempre maggior pervasività del web e dei social network fa sì che non siamo più gli unici artefici della costruzione della nostra rappresentazione online. Quando questi contenuti si rivelano lesivi (e non solo) è necessario intervenire facendo in modo che quei “contenuti” non appaiano più fra i risultati delle ricerche. Questo il compito di Tutela Digitale.

 

La startup Tutela Digitale

Tutela digitale nasce nel 2017 in seno alla ispanica Red Points, specializzata nella eliminazione della pirateria e contraffazione dalla rete. Fondata da Sveva Antonini e Gabriele Gallassi, offre uno strumento utile ed efficace per monitorare la rete e risolvere le problematiche di reputazione online e diritto all’oblio.

I servizi si rivolgono a imprese e privati cittadini, e consistono nella eliminazione o rimozione dall’indicizzazione di contenuti lesivi (in pratica non appariranno più fra i risultati delle ricerche).

Tutela Digitale è costituita da un team di informatici, legali ed esperti del web, che dialoga direttamente con testate, webmaster, social network o Google stesso.

 

Tecnologia LinKiller

La startup sfrutta una tecnologia denominata LinKiller, che elimina la maggior parte dei contenuti ritenuti lesivi e diffamatori: foto e video non autorizzati, notizie datate che non rispettano più il diritto di cronaca, pagine e profili falsi sui social network, dati riservati, e via dicendo. Il tutto nel pieno rispetto delle normative vigenti e del GDPR, assicurato dalla supervisione da parte di esperti legali e ingegneri “della reputazione”.

In sostanza la gestione del link viene operata come conseguenza di un lavoro di analisi, valutazione e gestione da parte del team. Quindi viene messa poi in opera grazie agli accordi e alle collaborazioni di Tutela Digitale con i provider e alcune delle maggiori aziende del settore, come ad esempio YouTube.

 

L’eliminazione avviene in tempi brevi: nei casi più semplici in poche ore, in quelli più complessi in qualche giorno.

L’azienda svolge anche attività quali il monitoraggio e l’ingegneria reputazionale, la localizzazione di contenuti che riguardano persone, aziende e relativi prodotti e marchi, e la ricostruzione dell’identità digitale di persone e aziende mediante la creazione di contenuti web appositamente progettati.

Grazie alla legge dell’Unione Europea e alla recente semplificazione d’attuazione inserita nel GDPR, l’applicazione del diritto all’oblio si prefigura come una professione molto promettente.

 

Il Diritto all’Oblio

Il diritto all’oblio (denominato più genericamente diritto alla cancellazione), inizialmente riconosciuto soltanto a livello giurisprudenziale sia in campo europeo che nazionale, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali (RGPD, Regolamento UE 2016/679 diventato operativo nel 2018) ha ricevuto finalmente un’espressa regolamentazione che ne indica portata e limiti.

Questo diritto, che non ha carattere assoluto in quanto dev’essere inevitabilmente contemperato con altri interessi: primo fra tutti il diritto di cronaca, può essere definito come l’interesse di un singolo ad essere dimenticato: la sua esplicazione consiste nella cancellazione dei contenuti, dalle varie pagine web, di precedenti informazioni, spesso pregiudizievoli, che non rappresentano più la vera identità dell’interessato.

 

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