Tiera Fletcher, l'ingegnere che riporterà l’uomo sulla luna - Startupitalia immagine-preview

Apr 17, 2019

Tiera Fletcher, l’ingegnere che riporterà l’uomo sulla luna

Laureata al MIT in ingegneria aerospaziale col massimo dei voti, Tiera Fletcher 24 anni lavora per Boeing alla realizzazione di un razzo: lo Space Launch System. Il più potente sistema di lancio mai realizzato per andare sulla Luna. Il primo passo verso il successo è credere in se stessi, dichiara.

A 50 anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna, da quel 20 luglio 1969, la Terra è un mondo nuovo. La tecnologia, la scienza, la società sono profondamente cambiate e gli stessi spettatori di allora, emozionati di fronte ad apparecchi televisivi in bianco e nero, oggi sono diversi. Come sono diversi i protagonisti.

Tiera Guinn Fletcher è una giovane donna ingegnera e afroamericana con una missione molto speciale: riportare dopo 55 anni l’uomo (e la donna) sulla Luna. Come? contribuendo alla realizzazione dello Space Launch System, un enorme propulsore che la NASA sta realizzando e che darà la spinta a Orion, la capsula che trasporterà gli astronauti sulla Luna.

 

Tiera Guinn Fletcher e la passione per lo spazio

Nata in Georgia, Tiera Guinn Fletcher ha 24 anni ed è già considerata un genio dell’ingegneria. Fin da piccolissima metteva le sue Barbie in un razzo di fantasia e giocava a spedirle nello spazio. A undici anni, Tiera, grazie a un programma scolastico, si è innamorata delle STEM e poco dopo dell’ingegneria aerospaziale, la materia che avrebbe poi scelto di studiare al college.

All’ultimo anno delle superiori, Tiera si è conquistata la possibilità di fare uno stage alla Nasa, a Langley in Virginia, e un altro al Georgia Institute of Technology, prima di andare al Massachusetts Institute of Technology. Dove si è laureata nel 2017.

Durante i suoi anni di università ha collaborato con la Nasa nella realizzazione un prototipo di razzo per Marte, partecipando a due stage presso l’azienda Boeing, dove le è stato poi proposto di lavorare a tempo indeterminato.

 

La più giovane del Team Space Launch System

Oggi Tiera lavora a New Orleans e fa parte del team (di cui è la più giovane) di realizzazione dello Space Launch System, il razzo più grande e potente del mondo.

Lo Space Launch System è alto 212 piedi e contiene idrogeno liquido criogenico e ossigeno liquido che alimentano i quattro motori, i computer di bordo e tutti i sistemi che servono a controllarlo. Il razzo spaziale è programmato per funzionare circa 500 secondi e raggiungere 530mila piedi d’altitudine, prima di separarsi dalla parte superiore e da Orion, la capsula con a bordo gli astronauti.

 

Tuttavia la carriera non è l’unico aspetto importante della sua vita, Tiera da grande valore anche alla sua vita personale: nel 2018, a 23 anni, si è sposata con un altro ingegnere aerospaziale, ex compagno di college, che lavora per Boeing come lei, e insieme sono diventati genitori da circa 5 mesi di un simpatico maschietto Myron.

Marito e moglie hanno un profilo di coppia su Twitter.

Il 12 aprile Tiera ha partecipato al Festival delle Scienze di Roma come testimonial femminile in ambito STEM.

Il primo passo verso il successo è credere in se stessi

Considerata una delle giovani promesse dell’ingegneria, è stata premiata anche per il suo impegno nell’incoraggiare le donne a inseguire i propri sogni. Anche se la strada non è affatto semplice, come ha spiegato in un’intervista a Repubblica: “Come giovane, donna e afroamericana sono tre volte in minoranza, quindi sì, posso dire di aver subito discriminazioni. Anche se si è trattato per lo più di discriminazioni velate. Non esplicite, ma presenti. A volte mi hanno esclusa dalle riunioni e ho dovuto ripetutamente provare di essere all’altezza della situazione. Quando mi incontrano per la prima volta, in molti pensano: non sa quel che sta dicendo. Ma mi sono fatta scivolare tutto addosso e ho lasciato parlare il mio lavoro e i miei contenuti, perché questo è ciò che conta”.

 

Con una madre ragioniera e papà operaio, Tiera ha tenuto sempre a mente gli insegnamenti dei genitori. Mentre si impegnava per raggiungere i suoi traguardi, ricordava come un mantra le parole del papà, operaio edile: “Non arrenderti mai, e non lasciare mai nulla di intentato per arrivare a quello che desideri, così non avrai rimpianti”.

 

“Ho faticato a liberarmi dal pensiero di non essere intelligente abbastanza, o brava abbastanza. Il primo passo verso il successo è credere in se stessi. Sembra banale, eppure non lo è affatto”. Confessa Tiera.

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