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Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2019 alle 9:10

Il Senato USA indaga sui colossi del Web che fanno incetta di startup

Sintomo di un vivace scambio tra big del tech e realtà appena nate oppure stratagemma per sopprimere la concorrenza in culla?

In una vecchia puntata della serie televisiva I Simpson, Homer decideva di mettersi in proprio per aprire una non specificata azienda “su Internet”, la Compu Global Hyper Meganet. Non faceva in tempo a decidere cosa avrebbe venduto che subito compariva Bill Gates, gliela rilevava e la radeva al suolo. Una gag che metteva in luce, nel modo sardonico di Matt Groening, la non sempre facile convivenza tra colossi affermati e realtà emergenti. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da quell’episodio in cui anche i Simpson scoprivano il web, ma il rapporto tra aziende giganti e realtà nanerottole non si è certo fatto più facile. Tant’è che il prossimo 24 settembre la Commissione Antitrust del Senato USA si riunirà per fare luce su diverse acquisizioni di startup compiute dai colossi del tech.

 

 

Open innovation o modo di soffocare la concorrenza?

Sarà la domanda cui tenterà di dare risposta il Senato USA. La commissione, presieduta dai senatori Mike Lee e Amy Klobuchar, avrà sul tavolo diversi dossier che, secondo indiscrezioni, riguardano Apple, Facebook, Google, Amazon e altre realtà affermate. “Le acquisizioni di concorrenti potenziali da parte di piattaforme digitali dominanti possono anche essere favorevoli alla concorrenza, ma corrono però il rischio di falsare la competizione all’interno del mercato eliminando attori che in futuro potrebbero sfidare la posizione di leadership dell’impresa acquirente”, ha affermato il senatore Lee.

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I risultati della sottocommissione potrebbero essere successivamente sfruttati per lo studio di un pacchetto di norme che regolamenti la concorrenza su Internet e tuteli le startup. Come ha detto sempre Lee: “Stiamo tenendo questa audizione per comprendere meglio le varie preoccupazioni sollevate da queste transazioni ed esaminare come le agenzie antitrust analizzano tali fusioni. Oltre all’audizione, il Sottocomitato è anche interessato a sollecitare il contributo di analisti politici, partecipanti al mercato e altre parti interessate sulla necessità di un’azione legislativa relativa a tali fusioni per garantire che i mercati digitali rimangano competitivi ”.

I dubbi del Senato USA

“Questa è un’audizione importante. Negli ultimi anni abbiamo visto un numero record di fusioni che hanno sollevato gravi problemi di concorrenza “, ha affermato la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar. “Le grandi aziende tecnologiche sono diventate tra le organizzazioni più potenti al mondo. Devono affrontare poca concorrenza e ci sono numerosi esempi di aziende che acquistano concorrenti startup in pressappoco tutti i segmenti di mercato”.

 

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“Le pratiche di queste aziende – ha aggiunto la Klobuchar – possono limitare le opzioni per i consumatori, distorcere i prezzi e soffocare l’innovazione. Senza interventi del nostro governo, queste società hanno rimodellato il significato della privacy americana, l’acquisto di beni e servizi e il funzionamento delle nostre elezioni e della nostra democrazia”.

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L’appuntamento è dunque per il prossimo 24 settembre. Nel caso in cui si decidesse di limitare i principi liberali per introdurre una legislazione a favore dei soggetti economicamente più piccoli, questa per il mercato statunitense potrebbe essere una data destinata a entrare nella storia.

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