Il Conte bis spinge su innovazione e Industria 4.0 - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 9 settembre 2019 alle 17:20

Il Conte bis spinge su innovazione e Industria 4.0

«Digitalizzazione, robotizzazione, innovazione e intelligenza artificiale» sono le parole chiave per intendere l'azione di governo del nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte

«Rilanciare l’Impresa 4.0» e «trasformare l’Italia in una vera e propria smart nation». Non ci fosse di mezzo l’istituzione di un ministero ad hoc, per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (che ha come titolare l’ex assessora all’Innovazione del comune di Torino, Paola Pisano), la promessa che Giuseppe Conte ha fatto stamani alla Camera suonerebbe come quella (comunque presente nel suo discorso programmatico) di sbloccare i cantieri: un sempreverde ricorrente nella politica italiana. Ma, appunto, a questo giro il Conte bis (il nuovo esecutivo M5S – PD) sembra credere seriamente nella necessità di accelerare sull’agenda digitale del Paese. Le premesse ci sono tutte. Ecco, allora, cosa ha detto il presidente del Consiglio nel presentare la ventura azione di governo.

Il ruolo del nuovo ministero per l’Innovazione

Fondamentale sarà il ruolo giocato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione: «La nostra forza che ci viene universalmente riconosciuta è un sistema industriale che fa incontrare la produzione di massa con la qualità del prodotto. Questa spiccata potenzialità – ha spiegato Conte – deve essere adeguatamente sfruttata. L’azione pubblica deve definire le regole del gioco e una visione di politica industriale aumentando gli investimenti pubblici. Per questo abbiamo creato un ministero dedicato all’Innovazione tecnologica e alla digitalizzazione che aiuti le imprese oltreché la pubblica amministrazione per trasformare l’Italia in una vera e propria smart nation».

Il Conte bis accelera sull’identità digitale

Verrà ripresa la Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, introdotta sotto l’esecutivo guidato da Matteo Renzi e poi parzialmente dimenticata dai governi successivi. Ora, secondo Conte, sarà centrale nel piano per l’innovazione redatto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico: «L’innovazione deve essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie. In questa direzione occorrono impegni concreti. Dobbiamo lavorare perché i cittadini abbiano un’unica, riassuntiva identità digitale di qui a un anno» .

Al via i cantieri per la digitalizzazione

E se sulle opere tradizionali (treni, trivelle) gli azionisti di questa nuova maggioranza potrebbero spaccarsi, su quelle per il digitale sembrano invece andare d’amore e d’accordo: «Dobbiamo – ha detto il premier Conte – dotare il Paese di una infrastruttura di comunicazione a banda larga nei prossimi anni. Dobbiamo rafforzare gli investimenti per il fondo di venture capital e sollecitare anche gli investimenti privati nel campo della innovazione tecnologica».

Il governo Conte bis

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Le parole chiave dell’innovazione secondo il governo giallorosso

«Digitalizzazione, robotizzazione, innovazione e intelligenza artificiale» sono le parole chiave per intendere l’azione di governo del Conte bis, quelle su cui il presidente del Consiglio ha insistito maggiormente. «Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l’Italia a primeggiare, a livello mondiale, in tutte le principali sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale», ha illustrato il premier in Aula.

 

«Una efficiente e razionale politica di investimenti – ha aggiunto -, ci consentirà di crescere nella digitalizzazione, nella robotizzazione, nell’intelligenza artificiale. Questo impegno non riguarda solo l’industria. L’innovazione deve essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica Amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie».

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