Filippo Magnini con noi a StartupItalia Open Summit: “Ho un nuovo progetto da raccontare” - Startupitalia

Ultimo aggiornamento il 9 dicembre 2019 alle 15:05

Filippo Magnini con noi a StartupItalia Open Summit: “Ho un nuovo progetto da raccontare”

Dopo anni di successi il nuotatore più amato d’Italia ha programma di stupirci di nuovo. Vi aspettiamo a #SIOS19 per incontrarlo

Incontriamo Filippo Magnini nella redazione di StartupItalia. Maglione di lana a collo alto, jeans e un gran sorriso: “Sono un ottimista – ci confessa – e un grande sognatore”.

Magnini, due volte campione mondiale nei 100 m e considerato il miglior stileliberista italiano di sempre, sarà con noi sul palco di StartupItalia Open Summit in un segmento sul Main Stage con Marco Montemagno in cui presenterà un nuovo progetto innovativo di cui, però ora, non vogliamo svelare i dettagli.

 

“E’ un’idea che mi frulla in testa da anni – ci ha detto Filippo – e che ho potuto realizzare grazie ai ragazzi di Valvola, incontrati sulla mia strada un po’ per caso, e un po’ no. Posso anticipare che si tratta del mio modo per restituire agli altri ciò che ho ricevuto in tutta mia carriera. Successi dovuti ai meriti e anche a fortune, chiaramente. Mi ritengo un ragazzo fortunato e, a mio modo, vorrei poter dare il mio contributo per poter migliorare il mondo in cui vivo”.

Magnini, che ha reso tutti noi orgogliosi, regalandoci una medaglia dopo l’altra, prima di questa nuova sfida non conosceva il mondo delle startup: “Non sono un imprenditore nato, credo però che potrei essere un ottimo startupper – ci dice – perché ho moltissime idee, penso sempre a qualcosa di nuovo… la difficoltà sta poi nel mettere a terra queste idee e concretizzarle, per questo reputo fortunato il mio incontro con i ragazzi di Officine Creative Marchigiane”. Ora sta cambiando qualcosa e dobbiamo aspettarci proprio al Summit il lancio di un progetto davvero innovativo.

 

D’altronde Filippo Magnini, che nuota da quando era bambino, e a 8 anni aveva già ben chiaro che voleva vincere trovarsi in cima a un podio – ci dice sorridendo che al tempo autografava già cartelle e astucci dei compagni delle elementari – , questo per sottolineare di conoscere molto bene quello che serve per creare, o per fare una grande impresa: una visione chiara, passione, preparazione e un team solido alle spalle.

“La preparazione è essenziale nello sport, solo se hai una preparazione solida fatta di lavoro, concentrazione e sacrificio, riuscirai a costruire un successo che dura nel tempo. Oggi vedo gente invece che s’impone di raggiungere risultati immediati, non più predisposta alla cura e costruzione dei propri successi. In vasca, ogni movimento, ogni sfumatura era essenziale, noi professionisti sviluppiamo una sensibilità tale da permetterci di percepire le minime differenze, e credo che dovrebbe essere la stessa cosa anche nella preparazione di un valido progetto imprenditoriale”.

 

Sicuramente chi ha fondato una startup si ritroverà in queste affermazioni e soprattutto nella sua idea di team. “Le persone che lavorano al mio fianco sono la mia seconda famiglia, professionisti che mettono a disposizione il loro tempo per raggiungere un obiettivo comune, che per me è sempre stato quello di vincere. Per me è fondamentale sapere che chi è al mio fianco dev’essere pronto prima di tutto a condividere pienamente il mio sogno, che diventa quindi il nostro sogno. Perché credere in una propria idea è un passo essenziale, ma quando poi trovi qualcuno disposto a crederci insieme a te, è tutta un’altra cosa”.

A volte mostrarsi così determinati nel voler perseguire un obiettivo può essere letto come arroganza o eccessiva sicurezza nelle proprie capacità: Per me non è così, non mi vergogno di lavorare per un obiettivo preciso che dev’essere sempre il più ambizioso possibile. Nello sport ho sentito spesso risposte incongruenti, ma chi è al nostro livello se si presenta ad una manifestazione mondiale, lo fa per vincere, io sono fatto così, se mi metto in qualcosa lo faccio per riuscire al meglio, non per partecipare.” ci dice.

 

La tecnologia in vasca e sullo smartphone

Ma qual è il rapporto di Filippo Magnini con la tecnologia? “Forse si nota meno che in altri settori, ma la tecnologia ha un ruolo importante anche nel nuoto. Rispetto a qualche anno fa tutto è cambiato. Non solo per quanto riguarda i tessuti di costumi e le forme delle cuffie ma anche per le strutture. Per esempio le piscine di oggi sono molto più performanti di qualche anno fa: è stato trovato il modo di creare il fondale perfetto e la vasca è in grado di assorbire le onde per favorire la velocità dell’atleta e ridurre il disturbo all’atleta nella corsia affianco. Anche i blocchi di partenza sono stati rinnovati e poi ci sono degli oggetti hi-tech molto utili: io per esempio uso degli occhialini che hanno sulle lenti un cronometro e che comunicano i dati ad un APP”.

E per quanto riguarda la tecnologia mobile? “Sono un appassionato, posso dire di usarla costantemente pur non conoscendone i tecnicismi. Mi piace avere sempre un nuovo modello di smartphone. Cerco sempre di stare al passo con le novità. Credo che la tecnologia sia l’espressione di quanto ci stiamo evolvendo, in maniera evidente. Io ho avuto il mio primo cellulare a 18 anni, oggi i bambini di 8 anni hanno già lo smartphone. Dobbiamo però anche interrogarci sul giusto utilizzo della tecnologia, dedicarci il giusto tempo e il giusto spazio, per seguire i nostri interessi senza farci risucchiare dall’uso eccessivo dei social”.

 

A proposito di social quali usa Filippo Magnini? “Uso molto Instagram e lo aggiorno da solo, ma ultimamente grazie a Giorgia (Giorgia Palmas è la fidanzata di Filippo ndr) mi sono avvicinato a Twitter e mi piace il suo linguaggio. Non uso invece Facebook”. Magnini può contare su oltre 339 mila follower su Instagram ma si sente un influencer?: “Sono uno di quelli che diceva ‘non farò mai una story’ e invece ora non può farne a meno! Non mi sento un influencer nel senso stretto del termine, ma se essere influencer significa più in generale essere preso come esempio da molte persone, allora sicuramente posso dire di esserlo. Nuoto da 27 anni e per 15 l’ho fatto sotto gli occhi di tutti, stimolando e ispirando un’intera generazione di appassionati. Se questo significa influenzare, allora si, sono stato un influencer da quando ancora non esisteva il termine.
Ed ora, è il momento di restituire qualcosa”.

Vi aspettiamo allora a StartupItalia Open Summit il 16 dicembre in Bocconi per scoprire quale sorpresa ci rivelerà  Filippo Magnini siamo sicuri non vi deluderà.

Un piccolo spoiler: non sarà solo…

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