Coronavirus, da Tokyo 35 euro alle P.Iva per ogni giorno perso
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Ultimo aggiornamento il 10 marzo 2020 alle 15:46

Coronavirus, da Tokyo 35 euro alle P.Iva per ogni giorno perso

Il Giappone vara un piano di aiuti e di rilancio dell'economia, in forte crisi a causa dello scoppio di epidemia da Covid-19

Il Giappone rialza la testa. Tra le nazioni che rischiano di essere colpite più duramente a livello economico dall’epidemia da Coronavirus SARS-CoV-2 qualora le Olimpiadi Tokyo 2020 dovessero saltare, il Paese del Sol Levante prova a ripartire. E lo fa mettendo sul piatto oltre 1.000 miliardi di yen, circa 8,5 miliardi di euro. È quanto annuncia oggi dall’esecutivo. Si tratta della seconda tranche di aiuti al tessuto produttivo nel tentativo di ossigenare una economia che già a inizio gennaio stava scivolando nella recessione tecnica e che da mesi aveva visto crollare le presenze di turisti sul proprio territorio, dal momento che la maggior parte dei visitatori proviene proprio dalla Cina.

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Da Tokyo grande attenzione alle partite Iva

Tra le misure varate dal governo di Shinzo Abe spicca soprattutto l’accantonamento di risorse per un fondo speciale dedicato al sostegno delle partite Iva. Si prevede di concedere infatti un importo quotidiano pari a 4.100 yen (35 euro) a beneficio dei lavoratori freelance costretti a rifiutare incarichi nel periodo di chiusura straordinaria delle scuole per motivi sanitari (anche i giapponesi dovrebbero tornare nelle aule a inizio aprile) perché devono prendersi cura dei figli.

Le misure per startup e PMI

Il pacchetto di aiuti che si sta confezionando a Tokyo va oltre. Attualmente, in Giappone sono le realtà più piccole e giovani, quindi le startup e le PMI a sentire particolarmente la crisi dal momento che, avendo visto crollare i propri fatturati, adesso hanno un enorme bisogno di liquidità per continuare con gli investimenti e per pagare gli stipendi.

Il Primo Ministro nipponico, Shinzo Abe

Per questo l’esecutivo ha approntato un fondo ad hoc da 500 miliardi di yen da utilizzare in prestiti a tasso zero a favore delle piccole e medie realtà territoriali che punteggiano l’arcipelago nipponico. Iniziative che speriamo vengano imitate quanto prima anche dal nostro Governo dal momento che appare ormai evidente come i due precedenti stanziamenti annunciati non saranno certo sufficienti a far ripartire la nostra economia a seguito del drammatizzarsi della situazione.

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