Coronavirus, la "cura" del Governo. A famiglie e imprese 7,5 miliardi
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Ultimo aggiornamento il 5 marzo 2020 alle 18:08

Coronavirus, la “cura” del Governo. A famiglie e imprese 7,5 miliardi

Il presidente del Consiglio: «Non facciamo un salto nel buio, possiamo già dichiarare che c'è la piena sensibilità della Commissione Ue a comprendere l'emergenza che stiamo attraversando»

Adesso la vera emergenza è evitare che il Paese si blocchi. Evitare, cioè, che le imprese che hanno chiuso in ottemperanza alle norme anti contagio Coronavirus, non restino chiuse anche una volta finita l’emergenza, scivolando dall’attuale stato di ibernazione al fallimento. Per questo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel pomeriggio ha annunciato che il governo italiano intende chiedere maggiore flessibilità sul debito all’Europa, per poter stanziare 7,5 miliardi di euro che saranno rivolti alle famiglie e alle imprese in difficoltà.

«Abbiamo stanziato 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese che stanno affrontando quest’emergenza». Ha detto infatti Conte, intervenendo in conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell’Economia al proprio fianco.

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Cosa prevedono gli aiuti del Governo

«È già partita la lettera che informa l’Unione europea di questo scostamento, siamo in costante contatto e da questo punto di vista non esiste alcun problema», nemmeno sulla «piena sostenibilità per la finanza pubblica di queste misure», ha aggiunto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri incontrando i giornalisti al termine del Consiglio dei ministri sul nuovo decreto che sarà adottato per contrastare i danni del Coronavirus. Un decreto che farà leva soprattutto sul deficit. Del resto, il Governo Conte non sembra aver tempo per trovare le risorse, quindi appare scontato che saranno aiuti dati facendo nuovo debito.

 

 

 

Secondo quanto riferisce Radiocor, lo scostamento del deficit rispetto ai saldi programmatici attuali per finanziare il nuovo decreto legge che contiene gli aiuti per fronteggiare la crisi economica provocata dal Coronavirus sarebbe pari a 0,35 punti percentuali di Pil, il che equivale a 6,3 miliardi circa che, sommati agli 1,2 miliardi di flessibilità già ottenuta, portano perciò lo scostamento complessivo a 7,5 miliardi.

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E l’Europa accetterà?

La sola incognita riguarda eventuali diktat da parte di Bruxelles, ma già nei giorni scorsi il numero 2 della Commissione, il rigorista Valdis Dombrovskis, si era reso disponibile a concedere a Roma la flessibilità già prevista dalle regole comunitarie in casi di emergenza. Giuseppe Conte in merito ha dichiarato:  «Non facciamo un salto nel buio, possiamo già dichiarare che c’è la piena sensibilità della Commissione Ue a comprendere l’emergenza che stiamo attraversando. Non ci aspettiamo nessuna distonia rispetto all’atteggiamento dell’Ue».

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