Coronavirus, divieto di lasciare il Comune in cui ci si trova - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 22 marzo 2020 alle 21:14

Coronavirus, divieto di lasciare il Comune in cui ci si trova

Vietato trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si è

Alla giungla di decreti, dpcm e ordinanze, provvedimenti ministeriali e atti delle singole Regioni oggi si è aggiunto un importante provvedimento: il divieto di lasciare il Comune in cui ci si trova. Un atto redatto frettolosamente e che andrà a completare il decreto della Presidenza del Consiglio firmato in serata da Giuseppe Conte per chiudere tutte le imprese non ritenute essenziali. Un atto indispensabile per evitare la fuga di tutti quei lavoratori che, rimasti a casa, potrebbero decidere di rientrare nei paesi di provenienza.

© Viminale

Divieto di lasciare il Comune in cui ci si trova. Cosa significa?

Si tratta di una ordinanza particolarmente restrittiva, quella redatta dai ministeri della Salute e dell’Interno in quanto non solo vieta gli spostamenti verso il Sud (la Calabria si era già blindata la scorsa notte), ma impedisce persino di muoversi da un paese all’altro pur restando all’interno della propria regione o della propria provincia.

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Da oggi – si legge sul sito del ministero della Salute – è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stabilisce l’ordinanza che rimarrà efficace fino all’entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di cui all’articolo 3 del decreto legge numero 6/2020.

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© Viminale

“Sono giorni cruciali. Bisogna ridurre al minimo gli spostamenti – ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando la nuova ordinanza -. Chi da domani non andrà più al lavoro è essenziale che resti a casa e aiuti così tutti quelli che devono continuare a lavorare. È fondamentale che ciascuno faccia la propria parte”.

L’ordinanza può essere letta qui.

© Viminale

 

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