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Conte: «Alle banche chiedo atto d’amore: diano liquidità alle imprese»

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Conte: «Alle banche chiedo atto d’amore: diano liquidità alle imprese»

Il presidente del Consiglio poi ha avvertito: «Il rischio di contagio di ritorno o riesplosione dei focolai è molto concreto ed è la ragione che ci spinge alla prudenza»

Il presidente del Consiglio poi ha avvertito: «Il rischio di contagio di ritorno o riesplosione dei focolai è molto concreto ed è la ragione che ci spinge alla prudenza»

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«Stiamo monitorando la risposta del mondo bancario al decreto liquidità. Abbiamo predisposto tutto e molte banche si stanno adoperando per assecondare la filosofia di questo decreto. Chiedo uno sforzo al mondo bancario: cercate di liberare queste risorse, fatelo. La risposta deve essere ancora più rapida e tempestiva», così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ancora impegnato nella sua visita nelle zone d’Italia maggiormente funestate dal Coronavirus.

“Atto d’amore alle banche”

«È un atto d’amore che chiedo alle banche», ha detto il premier Conte in merito alle difficoltà riscontrate dagli imprenditori nell’accesso alla linea di credito del decreto Imprese approntato dall’esecutivo, «faccia un grande sforzo per erogare liquidità alle imprese che hanno bisogno. Venite incontro a queste richieste».

“Crisi economica senza precedenti, serve sforzo collettivo”

In giornata il presidente del Consiglio ha affrontato il tema della ventura crisi che, per Conte, ha numeri «impressionanti» con flessione del PIL «di oltre 126 miliardi, doppia rispetto al 2008-2009» e «un impatto sul bilancio pubblico di dimensioni senza precedenti con un calo delle entrate complessive di poco inferiore ai 49 miliardi (nel 2009 si erano ridotte di 16 miliardi)». Lo ha scritto nella memoria allegata al Documento di economia e finanza, che «rappresenta un coraggioso, quanto necessario, punto di partenza» per la «programmazione del futuro che richiederà da parte di tutti un forte sforzo di adattamento a condizioni di contesto fino ad ora sconosciute».

“Possibile nuova fiammata dei contagi”

Il presidente del Consiglio Conte è poi tornato sulle polemiche che hanno investito il suo governo a seguito del dpcm sulla Fase 2, considerato sia dall’opposizione, sia da parte della stessa maggioranza ma soprattutto dal tessuto produttivo stesso, troppo blando e irregimentato: «Abbiamo fatto qualche passettino in avanti, per qualcuno non è sufficiente ma non possiamo fare di più». «Sono il primo – ha aggiunto Conte – che vorrebbe allentare le misure però per adesso dobbiamo ancora procedere così», ha aggiunto. «Il rischio di contagio di ritorno o riesplosione dei focolai è molto concreto ed è la ragione che ci spinge ad adottare sì un allentamento delle misure ma con prudenza».

Confindustria: peggiora stima PIL, 2020 tra -8 e -10%

Intanto Confindustria non cessa il proprio pressing sul governo Conte. «Con la decisione del Governo di rimandare l’inizio delle riaperture ci sono da considerare almeno due settimane in più di blocco delle attività produttive» che comportano «una caduta aggiuntiva del PIL di 1,5 punti percentuali», in uno scenario internazionale che peggiora, avverte il direttore del Centro Studi Confindustria, Stefano Manzocchi, in audizione sul Def. Il Centro Studi «sta rielaborando le previsioni per l’anno in corso», a oggi «la caduta del PIL si collocherebbe tra l’8 e il 10%», era vista al -6%.