Sbugiardare una bufala grazie al link. Ci pensa l'algoritmo di FakeBusters

Ultimo aggiornamento il 30 aprile 2020 alle 6:33

Sbugiardare una bufala grazie al link. Ci pensa l’algoritmo di FakeBusters

La startup innovativa è stata lanciata da due giovani fiorentini. Ogni notizia riceve un grado di affidabilità da 0 a 100. L'intelligenza artificiale misura tutto dalla URL

A più di due mesi dall’inizio della pandemia non si contano le informazioni lette, viste, ascoltate sul tema coronavirus. Tanti approfondimenti, notizie verificate, dati a non finire per orientarsi, ma anche fake news e contenuti manipolati. Oltre alla prudenza che ciascun cittadino deve concedersi ogni volta che legge qualcosa di urlato, la tecnologia può fornire un’arma in più per proteggersi dall’infodemia. Forse non poteva esserci momento più indicato per FakeBusters di andare online: dall’idea di due giovani studenti fiorentini freschi di maturità, Emiliano Guidi e Filippo Maria Dolfi, il nuovissimo portale verifica le notizie basandosi semplicemente sul link della pagina internet grazie al lavoro dell’algoritmo in collaborazione con una banca dati e un’intelligenza artificiale realizzata dal CTO Edoardo Bassett.

Il percorso dentro Hubble

FakeBusters è una delle startup innovative che hanno partecipato al quinto batch di Hubble, il programma di accelerazione di Nana Bianca, Fondazione CR Firenze e Fondazione per la ricerca e innovazione dell’Università di Firenze. Emiliano e Filippo sono stati i più giovani imprenditori mai accelerati dal programma.

Come funziona FakeBusters

«Nella homepage – ha spiegato il CEO Filippo Maria Dolfi – c’è la possibilità di leggere le notizie già filtrate da FakeBusters. E poi, naturalmente, c’è la barra per il deunking, la verifica. Sono due anni che facciamo ricerche e siamo arrivati a completare una mappa di decine e decine di punti che riguardano qualità, affidabilità, lo storico del giornalista, l’affidabilità del sito. Il risultato finale dà una percentuale da 0 a 100». Nessun vero o falso o logica a semafori. «Anche in un articolo ben scritto ci può essere un dato errato».

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L’accesso free a FakeBusters dà la possibilità di verificare una notizia copiando il link nella barra, accedere all’archivio delle bufale smontate, leggere le news in tendenza, salvarle e condividerle. «I nostri target sono tutti coloro che vogliono rimanere informati su ciò che accade nel mondo. La versione Premium è rivolta invece ai giornalisti, agli esperti del mondo della comunicazione e agli operatori di Borsa». Pagando un abbonamento si avrà infatti la possibilità, ogni volta, di ottenere l’articolo ritenuto più affidabile dall’algoritmo sul contenuto che si vuole verificare. Lo scopo – lo precisiamo ancora – non è fornire patenti di verità assoluta, ma offrire uno strumento utile per chi vuole farsi un’opinione e non ha paura di ammettere: “Ho sbagliato: era una fake news”.

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