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Confindustria contro la task force: no a lavorare meno a salari invariati

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Confindustria contro la task force: no a lavorare meno a salari invariati

E sul dl Maggio Maurizio Stirpe avverte il Governo: “Le imprese hanno bisogno di indennizzi e non di prestiti”

E sul dl Maggio Maurizio Stirpe avverte il Governo: “Le imprese hanno bisogno di indennizzi e non di prestiti”

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Com’era prevedibile, la proposta della Task Force messa in piedi dal ministero dell’Innovazione tecnologica ha aperto un nuovo fronte, nel caso ce ne fosse stato il bisogno, tra gli industriali e l’esecutivo, mai così ai ferri corti come da quando è scoppiata la pandemia di Coronavirus. Confindustria ha infatti rigettato con forza l’idea di ridurre gli orari di lavoro (a stipendi invariati) per diminuire le occasioni di contagio nelle fabbriche e negli uffici.

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La replica di Confindustria

Sia Confindustria sia Ance rigettano con fermezza l’ipotesi della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Lo si apprende al termine del tavolo tra gli imprenditori, presente per Confindustria il direttore generale Marcella Panucci, e il governo. Il ministro Nunzia Catalfo avrebbe spiegato che l’idea è permettere con specifiche intese di rimodulare l’orario di lavoro, per il periodo dell’emergenza Coronavirus, e destinare parte dell’orario a corsi di formazione, a parità di stipendio.

© Palazzo Chigi

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Cosa consiglia la task force

“La necessità di garantire il distanziamento assieme alla difficoltà di svolgere il lavoro utilizzando protezioni (guanti, mascherine, etc.) suggerisce una riduzione sostanziale dell’orario di lavoro”, con “turni”. Questo quanto suggerisce la task force istituita dal ministero dell’Innovazione nella propria relazione sull’impatto economico. “Tale riduzione dovrebbe avvenire a salario invariato con un contributo dello Stato (si noti che questo costa meno allo Stato della cig a zero ore)”, viene evidenziato nel documento che oggi ha fatto infuriare il mondo dell’industria.

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Dl Maggio, via all’incontro tra Governo e Confindustria

Intanto, anche se il Decreto Maggio rischia di slittare nuovamente, questa volta per le tensioni tra Movimento 5 Stelle e Italia Viva sulle regolarizzazioni dei braccianti stranieri (la ministra Bellanova ha annunciato persino di essere pronta a dimettersi), altre voci sarebbero trapelate dal tavolo organizzato tra il Governo e Confindustria per un confronto sulle misure da inserire nel pacchetto. La posizione degli industriali è stata ribadita dal vicepresidente Maurizio Stirpe che manterrà la delicata delega alle relazioni industriali con la prossima presidenza di Carlo Bonomi: “Le imprese hanno bisogno di indennizzi e non di prestiti”. Quindi ha aggiunto: “I soldi a pioggia con una logica assistenziale non funzionano. C’è stata finora una visione di brevissimo periodo. È importante calibrare bene gli interventi: il virus ha provocato effetti simmetrici tra i Paesi ma le scelte su come reagire provocheranno situazioni asimmetriche, con i Paesi forti che lo saranno ancora di più e i deboli che diventeranno ancora più deboli”.