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Decreto Aprile (poi Maggio, poi Rilancio), dov’è e cosa c’è

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Decreto Aprile (poi Maggio, poi Rilancio), dov’è e cosa c’è

Le misure previste a sostegno di aziende, PMI, commercianti e partite Iva contenute nel pacchetto da 55 miliardi che continua a slittare

Le misure previste a sostegno di aziende, PMI, commercianti e partite Iva contenute nel pacchetto da 55 miliardi che continua a slittare

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Meglio chiarirlo subito: le possibilità che il decreto Aprile, ormai decreto Rilancio, veda la luce in giornata sono piuttosto scarse. Eppure la sua deadline sarebbe dovuta essere un mese fa esatto. “Chiuderemo il Decreto entro i primi dieci giorni di aprile, in modo di poterlo varare tra il 12 e 13, prima però dobbiamo tornare in Parlamento per chiedere nuovamente di scostarci dai saldi di finanza pubblica”, scriveva all’inizio del mese scorso su Facebook il viceministro dell’Economia, Laura Castelli. Poi il decreto da 55 miliardi di euro, al pari del post, è sparito nel nulla.

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Le novità del decreto Rilancio

Sparito nel nulla, appunto, e nel frattempo ha cambiato più volte nome, forme e contenuti. Si sono infatti rincorse molte voci sui suoi strumenti e qua e là è stata persa persino qualche bozza. In attesa che riparta il pre-vertice tra le forze politiche della maggioranza, previsto per la tarda mattinata di oggi (aveva avuto inizio nella tarda serata di ieri, dopo essere slittato per tutta la giornata), vediamo quindi di fare un po’ d’ordine. Cosa sappiamo sull’ormai ex decreto Aprile?

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Versamenti rinviati a settembre

Partiamo da un tema che riguarda tutti. Per quanto riguarda le proroghe, vanno al prossimo 16 settembre i versamenti di ritenute, IVA, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali, avvisi bonari e le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, già sospesi dall’emergenza Coronavirus per i mesi primaverili. I pagamenti potranno essere effettuati in unica soluzione o in quattro rate di pari importo.

© ABI

Bonus da 600 euro alle p.Iva e 1000 per quelle in difficoltà

Dovrebbe essere confermato il bonus una tantum da 600 euro per le partite Iva già elargito nel mese di marzo, con estensione della platea a stagionali, intermittenti, occasionali, venditori a domicilio. Per quanto riguarda il mese di aprile, il Governo era allo studio per prevedere un reinoltro della misura automatica e mettere al sicuro il sito dell’INPS da un altro assalto da parte di milioni di autonomi. Ma la situazione si complica per quanto riguarda le Casse professionali (architetti, geometri, ingegneri, avvocati, notai, giornalisti, geologi, ecc…): non tutte dispongono infatti degli strumenti necessari per effettuare un reinoltro de plano e motu proprio… Sembra invece che il bonus venga portato a 1000 euro per gli autonomi per il mese di maggio, ma in tal caso bisognerà dichiarare importi minori, causati dal Coronavirus, per quanto riguarda le mensilità di marzo e aprile di almeno un 33%.

Aziende verso lo stop rata Irap

L’ultima novità, che è anche l’ultimo terreno di scontro politico in particolar modo con Italia Viva, che si è fatta portatrice dell’istanza avanzata da Confindustria, riguarda fin quanto estendere lo stop dell’Irap in termini di beneficiari. Ieri sera il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al TG5 ha dichiarato: «Elimineremo il saldo e acconto dell’Irap che sarà dovuto a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato».

IMU congelata per alberghi e stabilimenti balneari

Con riferimento alle imprese del terziario, il decreto Rilancio dovrebbe congelare la prima rata dell’IMU agli alberghi a condizione che i proprietari degli immobili siano anche i gestori delle attività. La norma include l’abolizione della prima rata dell’imposta anche per gli stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali.

© G20s

Affitti PMI: credito imposta 60% del canone

Si è molto parlato della necessità di intervenire per aiutare le imprese che pagano affitti e che rischiano ora di non stare dietro ai canoni. L’aiuto per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni potrebbe sostanziarsi tramite un credito d’imposta fino al 60% dell’affitto, a condizione che abbiano visto dimezzare il proprio fatturato nel mese di aprile.

Sconti sulle bollette per le imprese

Affitti e IMU non dovrebbero essere i soli pagamenti “scontati” o posticipati per chi esercita attività di impresa. La misura prevede lo stanziamento di 600 milioni per alleggerire le bollette pagate dalle aziende e riguarda le utenze relative ai mesi di aprile, maggio e giugno 2020.

© ARERA Twitter

Aiuti di Invitalia per PMI fino 50 milioni

Stando all’ultima versione della bozza circolata, si prevederebbe con il decreto Rilancio anche l’istituzione di un apposito Fondo di Invitalia per sostenere gli aumenti di capitale delle PMI con fatturato nel 2019 tra 5 e 50 milioni che testimonino flessioni di almeno il 33% e che vareranno aumenti di minimo 250mila euro. In più, sul versante fiscale detrazioni/deduzioni del 20% fino a 2 milioni e la possibilità di chiedere a Invitalia di sottoscrivere strumenti finanziari emessi dalle aziende di 6 anni e senza interessi.

Reddito d’emergenza e cassa integrazione

Altra misura assai discussa, chiesta a gran voce dai 5 Stelle e mal digerita da Italia Viva e gran parte del PD è il Reddito di emergenza, che è poi un Reddito di cittadinanza dalla platea maggiore. Dovrebbe sostanziarsi come contributo di 400 euro fino a 800 euro per i redditi minori, con un periodo temporale di due mesi. Prorogati di altre 9 settimane degli ammortizzatori sociali con causale “emergenza COVID-19”.

© CDP - Facebook

Aiuti di Stato alle imprese contro i licenziamenti

Il decreto Rilancio dovrebbe prevedere la possibilità di concedere finanziamenti di Stato alle attività che navigano in cattive acque per il pagamento degli stipendi dei dipendenti al fine di evitare i licenziamenti. La sovvenzione dovrebbe avere la durata di 12 mesi.

© ABI

Fondo perduto per PMI fino a 5 milioni

Dovrebbe trovare posto nel decreto Rilancio anche l’ipotesi del fondo perduto per PMI, autonomi, artigiani, commercianti fino a 5 milioni di ricavi o compensi che nel mese di aprile 2020 abbiano registrato flessioni di almeno 2/3 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Le vie per salvare le aziende che rischiano di fallire

Sono diversi gli strumenti studiati nel decreto Rilancio per le attività che rischiano di non riaprire, a seconda della loro grandezza. Per le imprese fra 5 e 50 milioni di fatturato si prevede l’intervento dello Stato come deus ex machina per ricapitalizzazioni private con somme uguali a quelle messe dai soci. Per le imprese sopra i 50 milioni di fatturato si dovrebbe sanare tramite l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti, che pescherà da un apposito fondo. Le Regioni infine avranno ampi margini di intervento con aiuti fino a 800mila euro (120mila per la pesca e 100mila per l’agricoltura).

© MSG Spotters - social Alitalia

Altri 3 miliardi per statalizzare Alitalia

Procede la nazionalizzazione della Compagnia di bandiera, già avviata con i primi provvedimenti emergenziali per il Coronavirus. Prende perciò forma la newco che dovrebbe essere controllata dal Tesoro o da una società a partecipazione pubblica anche indiretta, nella quale lo Stato verserà almeno 3 miliardi per il 2020.

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