Qonto festeggia un anno in Italia con oltre 300 milioni di euro di transazioni gestite
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Mag 22, 2020

Qonto festeggia un anno in Italia con oltre 300 milioni di euro di transazioni gestite

Le chiavi del successo? Flessibilità, rapidità, affidabilità e continuità dei servizi offerti che hanno reso Qonto efficiente anche in un momento di crisi

Mag 22, 2020

Qonto festeggia un anno in Italia con oltre 300 milioni di euro di transazioni gestite

Le chiavi del successo? Flessibilità, rapidità, affidabilità e continuità dei servizi offerti che hanno reso Qonto efficiente anche in un momento di crisi

A un anno dal lancio in Italia, Qonto il conto business che propone soluzioni innovative per startup e PMI, trae le somme della sua attività in un mercato, quello italiano, che, come afferma il suo Country Manager, Mariano Spalletti: “ha dato, già alla prima settimana dal lancio, e sta dando, grandi soddisfazioni”.

Qonto in Italia ha visto crescere i suoi clienti in media del 25% ogni mese. “Anche il nostro fatturato è raddoppiato nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019”. Grandi risultati raggiunti grazie a un servizio che viene incontro alle esigenze finanziarie e contabili di piccole, medie imprese e startup. Aziende che si sono trovate a dover fare i conti, all’improvviso, con la crisi sanitaria ed economica dovuta a Covid-19 e che in Qonto hanno trovato risposte celeri, efficienti ed efficaci.

 

Primo anno in Italia: il bilancio

“Dal mercato italiano ci aspettavamo ottimi risultati – afferma il Country Manager Italia, Spalletti – Risultati che abbiamo ampiamente raggiunto e di cui siamo assolutamente soddisfatti. In termini di volumi, sulla piattaforma sono transitati più di 300 milioni di euro”. Obiettivi soddisfatti che si sono mossi verso la localizzazione e l’adattamento del prodotto sulla base delle specifiche esigenze dei clienti italiani, con il lancio di nuove carte aziendali, l’IBAN italiano a cui collegare i propri servizi, e l’introduzione del POS. Questi ultimi erano, infatti, i due servizi più richiesti nel corso del 2019 da parte di clienti e potenziali utenti. “Un processo di semplificazione vincente legato soprattutto alla percezione dei bisogni delle imprese, all’analisi dell’utilizzo che queste fanno dei nostri servizi e dei feedback che quotidianamente riceviamo grazie al nostro customer service, uno dei nostri asset a maggior valore”, afferma Spalletti.

Mariano Spalletti

Leggi anche: Da startupper a Country Manager di Qonto, l’intervista a Mariano Spalletti

 

2020: Qonto cresce, a dispetto del virus

Tra gli obiettivi previsti per questo anno, che rimangono invariati nonostante la crisi innescata dal virus, c’è l’acquisizione crescente di clienti e il consolidamento della conoscenza del brand, già oggi “top of mind” in Italia quando si parla di business banking, oltre a un’ulteriore localizzazione dei servizi per rispondere ai bisogni specifici del mercato locale e a quelli più impellenti in questa difficile fase. “Abbiamo una serie di progetti in cantiere che stiamo portando avanti – afferma il Country Manager – Siamo una scaleup solida che si avvale di un team strutturato e costruito con obiettivi di lungo periodo e stiamo scalando i mercati a livello sostenibile, raggiungendo ottimi risultati nei Paesi in cui abbiamo lanciato il servizio ed in particolare nel mercato italiano. Nel 2020, nei mesi di marzo e aprile, e quindi nel pieno della crisi scatenata dal Covid-19, abbiamo acquisito un 55% di clienti in più in Italia rispetto ai due mesi precedenti, registrando parallelamente un 35% di aumento del fatturato” (ndr per l’offerta speciale anti-covid su mensilità aggiuntive e carte virtuali gratuite, oltre ad un fisiologico minore uso delle carte fisiche nei negozi a causa dell’emergenza sanitaria).

Le chiavi del successo? “Maggiore flessibilità, rapidità, affidabilità e continuità dei servizi offerti rispetto a quelli delle banche tradizionali, come il nostro conto aziendale online, ci hanno permesso di essere più efficienti – afferma Spalletti – Un esempio pratico? La possibilità di ricevere una carta virtuale in pochi minuti completando le procedure necessarie esclusivamente online, comodamente seduti sul divano di casa”.

 

Gli strumenti anti-Covid di Qonto

Proprio grazie all’approccio 100% digitale, Qonto è stato capace di crescere e affrontare al meglio la crisi che stiamo vivendo. Per farlo, ha messo in campo diversi strumenti, come spiega il Country Manager: “Anzitutto, abbiamo pensato alla sicurezza dei nostri lavoratori e a garantire la continuità dei nostri servizi. Essendo nativi digitali, sotto questo punto di vista siamo stati senza dubbio avvantaggiati rispetto ad altri e siamo riusciti a riorganizzare il corretto svolgimento dei processi aziendali al 100% da remoto in circa 48 ore. Lato prodotto, stiamo offrendo due mesi gratuiti a tutti i nuovi clienti che decidono di  aprire un conto aziendale entro il 31 maggio, oltre alla possibilità, sia per i clienti attuali che per quelli nuovi, di attivare fino a fine maggio tutte le carte virtuali, anche quelle non incluse nel piano, gratuitamente senza limite numerico.

Si tratta infatti dello strumento ideale per i pagamenti online, che hanno visto una forte impennata in questo periodo. Infine, abbiamo aiutato i nostri utenti a capire quello che stava, e sta accadendo, in campo economico e legislativo, fornendo semplici guide chiare e accessibili a tutti dal nostro blog. Ad esempio, sul decreto “Cura Italia” e sul decreto liquidità”.

 

Consigli per startupper e imprenditori ai tempi di Covid-19

Che dir si voglia, questa crisi ha riguardato, e riguarda, tutti. Quali strumenti, allora, possono mettere in campo per fronteggiarla coloro che hanno da poco avviato un’attività imprenditoriale, una startup, o che si apprestano a farlo? “Anzitutto, è necessario prendere atto del fatto che le abitudini di acquisto sono, oggi, completamente cambiate. La digitalizzazione è diventata un vero e proprio must have – afferma il Country Manager – perciò, è molto importante garantirla sia internamente all’azienda che all’esterno. Dall’interno, lo si può fare agevolando lo smartworking e usufruendo dei numerosi tool digitali a disposizione per organizzare in modo efficiente ed efficace la gestione a distanza di team, documentazione e processi aziendali (banalmente, mi riferisco, ad esempio, a strumenti come Google Drive, Slack, Whereby, Zoom, che, sebbene possa sembrare strano, non sono ancora oggi utilizzati da tutti). E’ molto importante, poi, organizzare la vendita e la distribuzione dei propri prodotti e servizi tramite canali digitali: chiaramente dipende molto dal settore in esame, ma è possibile partire appoggiandosi a piattaforme già esistenti per poi considerare lo sviluppo di canali proprietari per fidelizzare il cliente ed avere un vantaggio competitivo nel medio periodo. Nascere digitali, oggi, significa avere una marcia in più rispetto a coloro che, invece, hanno dovuto riorganizzarsi ed investire tempo e denaro per effettuare questo passaggio ex-post. Altro aspetto cruciale, che potrebbe sembrare scontato ma che in realtà non lo è (soprattutto in ambito startup), è avere ben chiaro il target di mercato e gli specifici bisogni che si intende soddisfare. A tal proposito è importantissimo coinvolgere il cliente stesso nel processo di sviluppo del prodotto/servizio: conoscerlo a fondo è necessario per riuscire a garantire un’esperienza di utilizzo unica e costruita su misura delle sue reali esigenze. Inoltre, sebbene credo che un’impresa non debba necessariamente essere internazionale e scalare su più mercati, se si pensa in grande è necessario farlo fin dall’inizio e studiare bene le caratteristiche dei principali mercati target, per cercare di costruire un servizio di base che sia poi adattabile con il minor numero possibile di accorgimenti. Bisogna poi prestare molta attenzione alla scelta delle partnership, che aiutano a focalizzarsi sul proprio servizio garantendo al contempo un’offerta più completa, e attribuiscono alla startup anche maggiore credibilità rispetto al proprio target di mercato, specialmente nella fase di “go to market”.

“Ultimo, ma non meno importante, l’ambizione e la costruzione di un team forte e complementare, sia in termini di hard che di soft skills e che condivida i medesimi obiettivi: questo è fondamentale soprattutto in ambito startup, dove la competizione è tanta e il percorso di vita è fisiologicamente costellato da tanti momenti di incertezza, nei quali il sostegno reciproco e la spinta motivazionale degli altri membri del team possono fare la differenza”, conclude Spalletti.

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