Recovery Fund: all’Italia 82 miliardi di aiuti e 91 in prestito - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 27 maggio 2020 alle 13:36

Recovery Fund: all’Italia 82 miliardi di aiuti e 91 in prestito

La Commissione europea presenta il suo progetto: 750 miliardi. Esulta Gentiloni: "Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti"

Un Recovery Fund da 750 miliardi da reperire sul mercato di capitali dalla Commissione europea attraverso emissioni obbligazionarie a lungo termine. Questo il fondo per la ricostruzione proposto da Ursula von der Layen. Secondo l’agenzia Reuters, che cita fonti comunitarie all’Italia, se il progetto di Bruxelles fosse approvato, l’Italia e Spagna sarebbero i due principali beneficiari, prendendo oltre il 40% delle risorse. A Roma, per esempio spetterebbero 82 miliardi in contributi a fondo perduto e 91 in prestiti per un totale di 172,7 miliardi (circa un quarto dell’ammontare complessivo), mentre a Madrid sarebbero destinati 77 miliardi di grants e 63 di crediti, per un totale di 140 miliardi.

Recovery Fund, chi vince e chi perde?

Non è il fondo da 1 triliardo – 1 triliardo e mezzo chiesto da Giuseppe Conte e dal premier spagnolo Pedro Sánchez, ma difficilmente si riuscirà a ottenere di più, dato che la proposta cozza con la richiesta di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia che sabato avevano tratteggiato un fondo di emergenza “temporaneo, una tantum” e limitato a un biennio. Festeggia il commissario europeo al Bilancio, Paolo Gentiloni: “Una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”.

 

I quattro “frugali” chiedevano prestiti vincolati al sostentamento della “ripresa economica e la resilienza dei settori sanitari” con un approccio basato su “prestiti a condizioni favorevoli” senza “alcuna mutualizzazione del debito”. In più, in cambio, l’Unione europea dovrà esigere “un forte impegno per le riforme” nazionali da parte dei beneficiari. Insomma, niente obbligazioni, ciascuno è responsabile per i propri debiti e in più per avere accesso al Fondo devi impegnarti a seguire una agenda politica redatta a Vienna o all’Aia.

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Il compromesso

Per questo la Commissione ha dovuto accontentare anche le voci dissonanti. Ai 500 miliardi a fondo perduto della proposta franco-tedesca ha aggiunto 250 miliardi di prestito. Da qui l’aumento del fondo da mezzo triliardo a 750 miliardi di euro.

Cosa succede ora?

Ma è ancora presto per festeggiare. La proposta della Commissione dovrà anzitutto ottenere il nulla osta dell’Europarlamento, quindi sarà vagliata dall’Eurogruppo e infine dal Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di Governo dovrebbero prendere una decisione finale. Nel frattempo, inutile nasconderselo, passeranno mesi e questa è già una prima sconfitta, perché i soldi del Recovery Fund servono subito. Il prossimo vertice è previsto per il 18 giugno.

 

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