Lockdown, in Italia quasi trecentomila posti di lavoro persi in un mese

Ultimo aggiornamento il 3 giugno 2020 alle 12:29

Lockdown, quasi trecentomila posti di lavoro persi in un mese

Cala la disoccupazione, ma è solo un effetto ottico: a diminuire sono le persone in cerca di impiego

Le prime, terribili, conseguenze del lock down iniziano a farsi vedere solo ora. E colpiscono ovviamente i posti di lavoro. Le snocciola l’ISTAT, l’Istituto nazionale di statistica, secondo cui nel pieno della quarantena gli occupati sono calati di 274 mila unità solo nel mese di aprile.

Cala la disoccupazione, ma c’è il “trucco”

Eppure, a scorrere velocemente e senza troppa attenzione le statistiche, i dati di oggi parrebbero molto positivi, con il tasso di disoccupazione in caduta dall’8% al 6,3%. Si tratta, però, di una illusione ottica, come anticipiamo nel catenaccio dato che il dato aggregato rappresenta il numero di persone in cerca di un lavoro e non lo trovano sul totale della popolazione attiva. Se calano le ricerche, pare calare anche la disoccupazione. Ma così ovviamente non è.

Congelata la ricerca di posti di lavoro

Del resto, per tutto il periodo di lockdown non si sono tenuti colloqui di lavoro (tranne, in alcuni eccezionali casi, in via telematica) e la maggior parte dei disoccupati ha preferito aspettare. Così come sembra aver deciso di attendere cosa riserverà il futuro anche un buon numero di aziende, ferme sul fronte dell’impego.

Le donne le più penalizzate

A proposito delle persone in cerca di posti di lavoro, in tutto sono perciò calate di 484 mila unità, pari a un crollo del 23,9%. Il numero si ripercuote inevitabilmente anche sul totale di inattivi, cioè sui disoccupati che non fanno nulla per cambiare la propria situazione, aumentati di 746 mila unità. In un solo mese è calato di quasi un terzo il numero di donne in cerca di un impiego (-30,6%) a fronte del 17,4% degli uomini. Spicca anche il drastico calo degli occupati a termine, in calo di 129 mila unità rispetto al -76mila dei contratti a tempo indeterminato. E c’è naturalmente preoccupazione per le prossime fotografie scattate dall’ISTAT, quando le conseguenze del Coronavirus si vedranno in tutta la loro dirompente portata. Anche perché i decreti del governo hanno bloccato i licenziamenti, ma solo fino ad agosto…

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter