Taglio dell'IVA? La bocciatura di Bankitalia: serve riforma fisco
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Ultimo aggiornamento il 22 giugno 2020 alle 12:04

Taglio dell’IVA? La bocciatura di Bankitalia: serve riforma fisco

Quindi il nuovo monito di Visco al governo: "Bisogna saper spendere i fondi europei" perché "dovremo ripagarli". E sul PIL: "caduta drammatica nel primo semestre, flessione del 10%"

Ignazio Visco dice “no” al taglio dell’IVA ipotizzato dal governo qualche giorno fa, rilanciato ieri da Giuseppe Conte e oggi dalla viceministra all’Economia Laura Castelli, in una intervista a Repubblica. Per il governatore di Bankitalia, infatti, la misura non sarebbe in cima alle priorità. O, quantomeno, le riforme in cantiere, che potrebbero richiedere una terza manovra da 10 miliardi, non dovrebbero limitarsi a quella sforbiciata, se davvero si vuole sfruttare l’occasione di riammodernare il Paese in vista della possibile recessione postpandemica.

Cosa ha detto Visco sul taglio dell’IVA

“Serve una visione complessiva”, molto più utile al Paese che non un tagliando fatto “imposta per imposta”. È quanto ha affermato Visco, intervenendo in videoconferenza all’evento Quali politiche economiche per l’Italia? dell’Accademia dei Lincei e della Società italiana degli economisti, in merito alle ipotesi del taglio dell’IVA circolate ancora in mattinata.

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco

Visco ha ricordato come la “vecchia storia” della “grande dimensione dell’evasione, dell’illegalità e della criminalità organizzata” sia quantomai attuale oggi. Questo “si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga”. Sul lato della spesa il governatore ha ricordato come si tratti di un “livello che più o meno è quello che si attende da un paese che ha uno stato sociale come il nostro”.

Il nuovo monito sull’uso dei fondi europei

Sempre a proposito del taglio dell’IVA, misura che nelle intenzioni del governo potrebbe essere finanziata facendo ricorso ai fondi comunitari (che ancora, lo ricordiamo, non ci sono e, secondo Angela Merkel, non vedremo fino al 2021), il governatore della Banca d’Italia ha nuovamente ripetuto il proprio invito rivolto all’esecutivo a non farsi prendere dalla smania di usare i fondi del Recovery plan, ribadendo che anche i grants graveranno comunque sul nostro debito: “I fondi europei – ha detto – andranno pagati, resterà su di noi il pagamento e per questo devono essere spesi bene, in infrastrutture e progetti utili” senza cioè “perderli in rivoli”. Il nostro Paese, afferma, “deve avere la capacità di spenderli”.

Visco: PIL italiano a -10

Poi Visco è tornato sull’argomento più importante: le previsioni del PIL nostrano. Il governo ricorda ancora quanto sia fosco il report presentato da Bankitalia, che contiene alcune delle previsioni più pessimistiche viste finora. Il governatore ha detto che si prevede per il “PIL italiano 2020 una caduta attorno al 10%” (il report lo dà a -13%), spiegando che tale tracollo “può essere leggermente superiore o inferiore, dipende dall’evoluzione della pandemia nella seconda parte dell’anno”. In particolar modo, Visco ha rilevato come la caduta derivi “dalla flessione drammatica del primo e soprattutto il secondo trimestre”.

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