Bulgaria protrae l'emergenza. Il premier: medici non capiscono niente
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Ultimo aggiornamento il 24 giugno 2020 alle 16:36

Bulgaria protrae l’emergenza. Il premier: medici non capiscono niente

"Dicevano prima che avrebbero strappato davanti a me i loro diplomi se con l'arrivo dell'estate i contagi non fossero calati; ebbene, non solo non sono diminuiti, ma stanno per travolgerci"

Nonostante sia stata risparmiata dalla virulenza del Covid-19, la Bulgaria ha deciso comunque di protrarre lo stato di emergenza a fronte degli ultimi dati non positivi sull’avanzata del Coronavirus e registra anche una pericolosa frizione tra il governo e il mondo scientifico, con il Primo ministro, l’istrionico Boyko Borissov, che accusa senza mezzi termini la categoria dei medici di non capire nulla.

Bulgaria, lo scontro premier – medici

“Evidentemente i professori in medicina non ci capiscono niente: dicevano prima che avrebbero strappato davanti a me i loro diplomi se con l’arrivo dell’estate i contagi non fossero calati; ebbene, non solo non sono diminuiti, ma stanno per travolgerci”. Questo il duro attacco che Boyko Borissov ha inferto alla categoria dei medici annunciando la necessità di protrarre le misure di sicurezza.

Boyko Borissov

Decisione che si sarebbe resa necessaria a fronte del fatto che in Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati registrati 130 nuovi casi di Covid-19 (dei quali 42 a Sofia) a seguito di 2.946 test diagnostici effettuati. Il bilancio complessivo dei contagi resta comunque contenuto, pur salendo a 4.114 infetti. Come riferiscono le autorità bulgare, nel Paese si registra un nuovo decesso, che porta così il totale a 208 vittime. Il bilancio dei casi fra il personale medico sanitario è di 371 persone. Negli ospedali sono ricoverati in tutto 362 pazienti, 13 dei quali in terapia intensiva.

Cosa succede in Bulgaria ora

Molto più calmo invece il ministro della Sanità, Kiril Ananiev, che ha spiegato alla popolazione che non saranno imposte o ripristinate pesanti misure restrittive, ma sarà “notevolmente intensificato il controllo” di quelle già esistenti, come per esempio l’obbligo delle mascherine sanitarie nei luoghi pubblici. La cosiddetta “situazione di emergenza epidemica”, introdotta il 14 maggio scorso al posto dello “stato di emergenza” vero e proprio per evitare l’obbligo di approvazione da parte del Parlamento, sarà così protratta fino al prossimo 15 luglio, in attesa di risultati più incoraggianti per ciò che concerne la discesa dell’indice degli infetti.

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E c’è anche chi sospetta che le parole del premier, particolarmente enfatiche a fronte di una situazione sanitaria che non desta grandi preoccupazioni, nascondano l’intento di prorogare lo stato emergenziale al solo fine di tenere per sé il potere. Speculazioni, queste, che aggiungono altre preoccupazioni e che potrebbero allontanare la Bulgaria dall’Unione europea in modo non dissimile, si teme, da quanto sta avvenendo in Ungheria.

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