SlowHack, l'hackathon di Ashoka contro lo spopolamento del Centro Italia
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Giu 30, 2020

SlowHack, l’hackathon di Ashoka contro lo spopolamento del Centro Italia

Promuovere la digitalizzazione e innovare le aree del Centro Italia. Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, le zone più colpite dai sismi nel 2009 e 2016

Giu 30, 2020

SlowHack, l’hackathon di Ashoka contro lo spopolamento del Centro Italia

Promuovere la digitalizzazione e innovare le aree del Centro Italia. Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, le zone più colpite dai sismi nel 2009 e 2016

Un hackathon contro lo spopolamento delle aree interne del Centro Italia, in particolar modo di quelle zone comprese tra Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, colpite dai sismi del 2009 e 2016. Il progetto si chiama “SlowHack” ed è ideato da Ashoka Italia Onlus, organizzazione non profit presente in oltre 90 Paesi che seleziona e mette in rete i migliori imprenditori sociali nel mondo al fine di accompagnare processi di cambiamento positivo della società e creare un ecosistema innovativo laddove questo non sia presente.

 “L’hackathon ideato da Ashoka Italia Onlus con i partner di “Sentieri Connessi”, tra i quali Banca Etica; Lazio Innova; Bottega del Terzo Settore; UnipolSai; Legacoop, Confcooperative; Ubi Banca; Human Fundation; PerMicro e gli stakeholder del Centro Italia, ha l’obiettivo di digitalizzare e innovare le comunità delle aree interne del Centro Italia al fine di evitarne lo spopolamento e contribuire alla rinascita di territori che vivono forti processi di spopolamento e disinvestimento”, afferma Luca Bazzoli, coordinatore del progetto SlowHack.

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La formula dello SlowHack

“Un hackathon lento”, per venire incontro ai ritmi di vita delle piccole comunità delle aree interne, prenderà forma online dal 6 al 12 luglio. «Vogliamo raccogliere e testare nuove soluzioni tecnologiche digitali in campi quali quello della Salute e del Benessere, dell’Educazione; delle Nuove comunità rurali e della Connettività con l’obiettivo di far collaborare e avviare diversi progetti portati avanti da più team a sostegno di queste comunità – spiega Luca Bazzoli – Le iscrizioni, aperte sino al 5 luglio, si rivolgono a tutti coloro che desiderano sviluppare soluzioni digitali al servizio delle comunità decentrate. Abbiamo già raccolto numerose candidature da parte di startup e gruppi di lavoro provenienti da questi territori».

Un progetto che potrebbe essere replicato in tante altre parti d’Italia, nato al termine di un percorso di mappatura, ascolto e formazione condotto da Ashoka con l’intenzionalità di intaccare la retorica del “Qua tanto non cambia mai niente”. «Quello che si riscontra spesso in queste zone, come in altre parti d’Italia, è proprio il senso di rassegnazione che vive la comunità. Dopo tante promesse avanzate da parte di enti e istituzioni che si sono poi concluse in un nulla di fatto, le persone si sentono abbandonate. Ashoka, in questo senso, è presente e vicina a queste realtà – spiega il coordinatore – con l’intento di far comunicare tra loro gli attori innovativi presenti nella società e generare valore. Obiettivo dell’hackathon, infatti, è proprio quello di creare un dialogo e un nuovo ecosistema che permetta a questi territori di ripartire generando hacking solution. Per adesso, stiamo conducendo un esperimento che speriamo possa essere replicato anche in altre località “decentrate” italiane ed europee».

Le tematiche di interesse

I partecipanti, costituiti in team di minimo 3 e massimo 7 persone, saranno guidati nel lavoro da un responsabile d’area, appartenente allo staff di Ashoka, da un coordinatore scientifico e da tutor tecnici esperti delle tematiche oggetto delle challenge e degli strumenti per portare a termine la proposta. I candidati dovranno presentare la propria proposta in un pitch, a cui potranno allegare documenti, video, foto, illustrazioni; al fine di organizzare il proprio lavoro potranno utilizzare autonomamente tutti gli strumenti di comunicazione online gratuiti.

Tra le possibili applicazioni digitali per le aree interne ci sono: in campo sanitario la telemedicina e la teleassistenza, in campo educativo la digitalizzazione dei moduli educativi; servizi utili alla nascita di nuove comunità rurali che perseguano stili di vita sostenibili, consumo responsabile, filiera corta e semplificazione burocratica e, infine, soluzioni innovative che promuovano l’interconnessione e la comunicazione sia all’interno di una stessa comunità che tra più realtà sociali.

Le fasi dell’hackathon

Le iscrizioni all’hackathon sono aperte fino al 5 luglio sul sito www.slowhack.org. Si può partecipare sia individualmente che in team già costituiti. Al momento dell’iscrizione si deve indicare la tematica della sfida sulla quale si vorrebbe lavorare. Dal 6 al 12 luglio si terranno le sessioni di lavoro online. Per l’introduzione dei vari step di lavoro (lunedì, mercoledì e venerdì) le sessioni saranno da 4 ore, mentre il martedì e il giovedì saranno previsti incontri di confronto con tutor tecnici da 30 minuti ciascuno. “Dal 6 all’8 luglio i team si concentreranno sull’identificazione della migliore proposta possibile; dall’ 8 luglio al 10 luglio sull’ideazione delle migliori idee sulla base delle quali costruire il modello di intervento e dal 10 al 12 luglio sulla costruzione della soluzione e l’identificazione di possibili modelli di vendita o di sostenibilità, tenendo sempre presente l’impatto sociale”, spiega il coordinatore.

La commissione valutatrice sarà composta dai mentor, dai coordinatori scientifici e dai referenti di Ashoka. Il 17 luglio la giuria nominerà un vincitore per ciascuno dei 4 ambiti di interesse. I 4 vincitori riceveranno un voucher del valore di 500 euro, due dei quali offerti da Banca Etica, mentre solo uno avrà la possibilità di portare a casa un altro voucher da 500 euro messo a disposizione dall’hub Lazio Innova, il quale offrirà al primo classificato anche percorsi di incubazione e la possibilità di poter utilizzare i propri spazi per 3 mesi.

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