Che affare le scarpe Lidl: costano 13 euro. Rivendute online a 100
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Ultimo aggiornamento il 8 luglio 2020 alle 16:55

Che affare le scarpe Lidl: costano 13 euro. Rivendute online a 100

Edizione ultra-limitata: in Germania sono andate a ruba. E ora partono le aste sul web

Diciamocelo: sulla moda ne sappiamo qualcosa in più dei tedeschi. Eppure quest’estate la nuova tendenza potrebbe essere rappresentata da un paio di scarpe germaniche dai colori sgargianti. A fabbricarle non è stata una boutique di moda, ma uno dei più noti marchi della grande distribuzione come Lidl. Lascia a bocca aperta il successo mediatico, ingigantito dalla grancassa social, delle sneakers gialle, rosse e blu vendute ad appena 12 euro e 99 centesimi e andate a ruba in pochissimo tempo. Chi è riuscito ad accaparrarsi un esemplare ha già inaugurato l’asta su Ebay: il tariffario parte dagli 80 fino a superare i 100 euro.

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Lidl: un successo come Nutella?

Da pochi giorni sembra che in Germania i supermercati Lidl non sappiano più che dire ai clienti che chiedono a gran voce quel paio di scarpe a prezzo stracciato (solo sugli scaffali fisici, si intende). Da quel che si è legge online, l’azienda era partita con una produzione limitata di appena 400 esemplari, lanciando una sorta di challenge online per stabilire chi se li sarebbe potuti aggiudicare. I clienti, in sostanza, dovevano usare una specifica app e scattare una foto dentro uno dei tanti negozi sparsi nel paese: grazie alla realtà aumentata, sullo schermo comparivano le agognate scarpe. L’obiettivo era immortalare la scena più spassosa per vincere.

Difficile che la mania delle scarpe Lidl riesca a invadere anche gli scaffali italiani, soprattutto perché il supermercato ha già comunicato che non intende riprendere la produzione. D’altra parte la notizia di un simile rincaro gonfiato dai social ci riporta indietro di qualche mese, quando l’Italia conobbe il successo dei Nutella Biscuits, un prodotto dal gusto, tutto sommato, noto, ma che riuscì a conquistare il cuore dei consumatori. Forse tanti si ricordano le scene: confezioni introvabili, scaffali deserti, direttori costretti a imporre un numero massimo di acquisti per cliente. Forse alla Lidl potrebbero ripensarci…

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