Covid, 12 milioni di casi nel mondo. Crescono nei Balcani e in Giappone
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Ultimo aggiornamento il 9 luglio 2020 alle 10:23

Covid, 12 milioni di casi nel mondo. Crescono nei Balcani e in Giappone

Giù la Borsa nipponica, che reagisce male alla notizia del record negativo di nuovi infetti registrato nella capitale

Non si arresta la corsa della pandemia di Coronavirus. Il numero delle persone contagiate fino a oggi in tutto il mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. Ma si tratta di stime a ribasso, dato che non si può fare affidamento sui numeri consegnati proprio dai Paesi più colpiti, dal Brasile al Nord America, passando per l’Iran, la Russia e l’India. E poi c’è naturalmente l’incognita del continente africano, in cui la storica assenza di strutture ospedaliere rende impossibile anche solo provare a comprendere la situazione. Al momento, con i 55mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale.

L’Europa guarda con preoccupazione ai Balcani

Nei Balcani, che in un primo momento sembravano aver scapato alla furia del Covid, prosegue ora la furia del virus. I Paesi della regione sono così costretti a reintrodurre le restrizioni abolite nelle scorse settimane. In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 357, portando il totale a 17.076, mentre altri 11 decessi hanno fatto salire a 341 il numero delle vittime. Aumenta anche il numero dei pazienti in terapia intensiva che sono a oggi 118. L’unità di crisi a Belgrado deciderà sulle nuove misure restrittive per contenere i contagi, compreso l’eventuale ripristino del coprifuoco, rimasto in vigore per alcune settimane nel Paese durante la prima fase acuta dell’epidemia in primavera. Contro le prospettate nuove restrizioni a Belgrado la notte tra martedì e mercoledì vi sono state proteste con scontri fra manifestanti e polizia.

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In Macedonia del Nord i nuovi casi nelle 24 ore sono risultati 163, con otto decessi. I contagi sono stati finora 7.406, le vittime 359. Nel Paese si voterà il 15 luglio per le elezioni legislative, previste inizialmente il 12 aprile scorso e rinviate per l’emergenza sanitaria nella prima fase dell’epidemia. Sono stati 53 i nuovi contagi in Croazia, per un totale di 3.325, mentre un altro decesso ha portato a 114 il numero dei morti dall’inizio dell’epidemia. In Montenegro, stato che aveva già dichiarato conclusa l’epidemia dopo 28 giorni di zero contagi e zero decessi, si sono registrati altri 53 casi nelle 24 ore, con il totale salito a 636, con otto vittime. I media a Podgorica non escludono l’imposizione dello stato di emergenza e il rinvio delle elezioni parlamentari e locali in programma il 30 agosto. Il paese della regione più duramente colpito dalla pandemia resta la Romania, dove si è registrato il numero record di 555 contagi nelle 24 ore, con il totale che ha superato quota 30mila, mentre le vittime sono oltre 1.800. Le autorità moltiplicano gli appelli alla popolazione a rispettare le norme basilari di prevenzione: mascherina, distanziamento fisico, igiene con frequente e accurato lavaggio delle mani. I contagi sono in ripresa anche in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.

Record di contagi a Tokyo

Tornano a crescere i casi anche in Giappone, il solo Paese al mondo ad avere affrontato con disinvoltura la prima ondata senza essere passato dal lock down. Tokyo registra oggi 224 casi di Coronavirus, numero record per un solo giorno, anche se le autorità locali continuano a non ritenere necessaria la proclamazione dello stato di emergenza. Il governatore di Tokyo Yuriko Koike ritiene infatti che sia stato l’aumento dei test ad avere portato alla crescita dei casi accertati. I mercati di Tokyo hanno reagito negativamente alla notizia, con l’indice Topix che ha cancellato i suoi guadagni. Questo soprattutto per lo scoramento dovuto al fatto che l’impennata si è registrata all’indomani del primo giorno in cui i casi accertati di Covid erano scesi per la prima volta al di sotto delle 100 unità.

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