Recovery, l'Austria ribadisce il no: "Conosciamo bene l'Italia" - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 12 luglio 2020 alle 20:37

Recovery, l’Austria ribadisce il no: “Conosciamo bene l’Italia”

Il cancelliere austriaco indirizza alla volta di Roma parole di fuoco, bollandoci come inaffidabili. Per Vienna, il nostro Paese dovrà farcela da solo e al più ha il MES

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz torna a ribadire il proprio nein al Recovery Fund fatto anche di finanziamenti a fondo perduto e lo fa con parole al limite dell’offensivo: “Siamo ovviamente interessati a uno sviluppo positivo nel paese confinante, ma i vicini si conoscono anche bene”. Per Vienna, Roma non è affidabile e non darebbe garanzie sull’uso corretto dei soldi del Next Generation Eu. Anzi, Kurz dice proprio che è forte il rischio che l’Italia sperperi l’intero capitale che le darebbe l’Unione europea: “Se i soldi vengono impiegati non per le riforme ma per i buoni vacanze o per l’aumento incondizionato di un salario minimo, questo non aiuta il miglioramento della competitività”.

Sebastian Kurz, cancelliere austriaco

Le nuove bordate dell’Austria

Venerdì prossimo il Consiglio europeo, in cui siede anche Kurz, tornerà a riunirsi per decidere sugli aiuti ai Paesi più colpiti dalla pandemia di Coronavirus e Vienna non ha alcuna intenzione di lasciare le sue posizioni, le più intransigenti assieme a quelle dell’Olanda di Mark Rutte. Anzi, più passano le ore e più si alzano i toni: “In Italia – ha dichiarato Kurz – già in passato programmi di stimolo promossi dall’Europa non hanno avuto il successo sperato. Il paese ha ora come prima bisogno di combattere l’economia illegale e ha sistemi poco competitivi, dalle pensioni al mercato del lavoro”, continua Kurz. “Se noi vogliamo spendere 750 miliardi dobbiamo chiederci: chi dovrebbe pagare, chi dovrebbe riceverli, e per cosa dovrebbero essere spesi? Il contrario sarebbe negligente”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz

L’Austria: l’Italia deve farcela da sé, al massimo ha il MES

Anche perché secondo il cancelliere austriaco “I soldi in sé non sono il problema”, in quanto “anche Paesi particolarmente colpiti possono rifinanziarsi bene sul mercato”, dice Kurz, facendo proprio l’esempio dell’Italia. Insomma, per l’Austria l’Italia deve farcela da sola, emettendo nuovo debito sotto forma di titoli di Stato. “Inoltre c’è il Mes, che è ben lontano dall’essere esaurito”, aggiunge. Perciò “bisognerebbe riflettere: dove devono affluire le risorse? Come devono essere investite e assorbite? Questo è più rilevante della consistenza della somma”.

L’ennesimo “nein” agli Eurobond (e figli)

“Un’Unione dei debiti con noi non si potrà fare. Ma è chiaro che in una crisi straordinaria come questa, bisogna aiutare gli Stati che sono stati colpiti più gravemente, e che stanno attraversando peggio questa crisi sanitaria ed economica”, ribadisce quindi Kurz. “Come debbano essere questi aiuti – aggiunge – sarà discusso nei dettagli nel negoziato. Sono ottimista che alla fine arriveremo ad un accordo”.

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