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Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2020 alle 20:26

Recovery Fund, partita Italia – Olanda a Rutte libero

Nuovo attacco del falco del Nord: "Sussidi a fondo perduto? Solo a condizioni molto rigide"

Se nei giorni scorsi Giuseppe Conte e il suo omologo spagnolo, Pedro Sánchez, vale a dire i due rappresentanti dei Paesi principali beneficiari del Next Generation Eu, hanno dato vita a un vero e proprio tour europeo in vista del Consiglio del 17 e del 18 luglio in cui si deciderà sulla composizione del fondo per salvare le economie delle nazioni maggiormente colpite dal Coronavirus, ora sono i Frugal Four, gli oppositori del fondo comunitario, a muoversi e a tornare ad attaccare non solo il piano franco-tedesco, ma anche i Paesi mediterranei cui sarebbe destinato. Dopo l’affondo austriaco è infatti arrivato l’altolà olandese di Mark Rutte.

I Frugal Four

Cosa ha detto Rutte

“I sussidi” a fondo perduto del Recovery Fund “dovrebbero comportare condizioni molto rigide, questo è l’unico modo” per accettarli. Così il premier olandese Mark Rutte in un’audizione al parlamento nazionale. I sussidi potrebbero arrivare solo se “saranno effettivamente fatte riforme serie. Ma non credo che questa idea sarà accettata”, ha detto Rutte. “Le risposte” ottenute finora dagli altri leader Ue “non mi fanno sperare sulle possibilità di raggiungere un accordo” al vertice di venerdì e sabato.

L’incontro con Conte

Il 10 luglio scorso il presidente del Consiglio Conte era volato anche all’Aia per incontrare il proprio corrispettivo olandese. Il vertice tra Conte e Rutte è stato descritto come teso e privo delle formalità di rito tipiche degli incontri diplomatici tra capi di governo. Da una parte c’è l’esecutivo olandese che, temendo l’avanzata dei sovranisti di Wilders in casa propria, pericolosi fautori della #Nexit, l’uscita dell’Olanda dall’Europa, s’arrocca sulla stessa linea di chi sta all’opposizione e ha detto chiaramente di non volere scucire 1 solo euro a fondo perduto a favore di Roma. Dall’altra Conte avrebbe ricordato che se l’Italia dovesse mai fallire, fallirebbe il progetto europeo: «Se lasciamo che si distrugga il mercato unico, i danni saranno anche per l’Olanda. Se invece l’Italia è più forte, anche l’Europa è più forte. Non è concepibile una Ue a differenti velocità».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz

L’attacco austriaco: “Conosciamo l’Italia…”

Domenica è stata Vienna a fare un intervento a gamba tesa su Roma. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz è infatti tornato a ribadire il proprio nein al Recovery Fund fatto anche di finanziamenti a fondo perduto e lo fa con parole al limite dell’offensivo: “Siamo ovviamente interessati a uno sviluppo positivo nel paese confinante, ma i vicini si conoscono anche bene”. Per Vienna, Roma non è affidabile e non darebbe garanzie sull’uso corretto dei soldi del Next Generation Eu. Anzi, Kurz dice proprio che è forte il rischio che l’Italia sperperi l’intero capitale che le darebbe l’Unione europea: “Se i soldi vengono impiegati non per le riforme ma per i buoni vacanze o per l’aumento incondizionato di un salario minimo, questo non aiuta il miglioramento della competitività”.

Sanna Marin

Anche la Finlandia fa muro

“La nuova proposta di Michel” contiene “alcuni passi giusti» sul Bilancio Ue 2021-2027 «ma è necessario fare molto lavoro sul Recovery Fund. Abbiamo bisogno di un ammontare complessivo più basso e di un migliore equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”, ha scritto qualche giorno fa sul proprio account Twitter la premier finlandese Sanna Marin commentando la proposta presentata dal presidente del Consiglio europeo Michel.

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