La crisi del Covid non ferma le startup. Assunzioni in corso - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 23 luglio 2020 alle 12:38

La crisi del Covid non ferma le startup. Assunzioni in corso

Il 58% ha aumentato il personale, il 32% ha registrato un aumento della domanda e il 27% ha riportato un aumento considerevole dei ricavi

Il Coronavirus non ha fermato le startup italiane, lo stiamo vedendo nella nostra tre giorni del SIOS20 Summer Edition powered by Innois dedicata alla generazione degli antifragili, la generazione degli imprenditori temprati dalle difficoltà e dalle insidie del Covid-19, lo conferma ora anche la ricerca realizzata da Vc Hub Italia e da Ey.

Nuove assunzioni nel 60% delle startup

Secondo lo studio L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle startup e sull’ecosistema dell’innovazione in Italia firmato da Vc Hub Italia e da Ey, il 58% delle startup nonostante la crisi pandemica ha aumentato il personale, mentre il 32% ha registrato un aumento della domanda e il 27% una crescita dei ricavi. Il report ha analizzato l’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’ecosistema italiano dell’innovazione, e racconta come questo abbia mostrato una significativa resilienza. Non solo: dallo studio è emerso che le startup e gli investitori in innovazione abbiano avuto conseguenze meno devastanti di quelle registrate dalle imprese tradizionali. Insomma, l’innovazione si è confermata un ombrello per ripararsi dalle intemperie della nuova crisi economica.

Particolare da non sottovalutare il fatto che le startup abbiano vinto il virus nonostante le realtà coinvolte sul mercato italiano (68%) operino prevalentemente in Lombardia – che risulta, superfluo ricordarlo, la zona più colpita dall’emergenza – e coprono diversi settori, con una prevalenza del retail ed e-commerce. Il 52% delle startup interpellate si dice certa che la situazione attuale durerà al massimo fino a 6 mesi e l’85% è sostanzialmente convinto che una volta terminata l’emergenza sanitaria la propria impresa possa tornare a operare ai livelli pre-pandemia. Emerge inoltre che il 62% delle realtà coinvolte nell’indagine ha lavorato in smart working senza compromettere la produttività e il 67,5% non ha sostenuto alcun investimento per agevolare lo smart working, anche perché molte si erano già dotate degli strumenti per operare in tal senso.

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