Covid, per trasporti sicuri servirebbero 20mila bus e 31mila autisti in più
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Ultimo aggiornamento il 28 agosto 2020 alle 16:50

Covid, per trasporti sicuri servirebbero 20mila bus e 31mila autisti in più

Le richieste del governo Conte e del Comitato tecnico scientifico rischiano di sfarinarsi contro la realtà. Anche Sala sbotta: "Più di così non possiamo fare"

Messi uno di seguito all’altro formerebbero una coda di almeno 240 chilometri, che idealmente potrebbe avere inizio a Milano e arrivare ben oltre Bologna, componendo un serpentone lungo la A1. Sono i 19.400 autobus aggiuntivi che l’ufficio studi di Asstra, l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale, calcola servirebbero se venissero applicate le norme sul distanziamento sociale e anti contagio volute dal Governo e dal Comitato tecnico scientifico, a patto di non lasciare a terra nessuno studente.

Il salasso per tutte le aziende pubbliche di bus

Non solo, perché questi 20mila autobus in più dovrebbero comunque anche essere guidati. Ecco allora che per metterli in strada occorrerebbe un esercito di 31.000 conducenti, per un costo complessivo di 1,6 miliardi di euro. Almeno sempre secondo la simulazione di Asstra.

© Viminale

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La conclusione è che, per soddisfare una domanda attesa di mobilità pari all’85% rispetto al pre-Covid, nel tentativo di rispettare le norme anti contagio imposte dal Governo e dal CTS, sarebbe necessario un incremento del 70% in urbano e 42% in extraurbano delle percorrenze chilometriche “con un fabbisogno di autobus e personale di guida insostenibile”. Di contro, stando ai calcoli dell’associazione, rispetto all’attuale quota del 60%, ogni punto di aumento della capienza dei mezzi consentirebbe risparmi complessivi per il sistema pari a 40 milioni.

Sala: “Più di così non possiamo fare”

Contro le richieste formulate dal Governo di Giuseppe Conte per riaprire in sicurezza le scuole non troviamo, compatti, solo i presidenti di Regione (e in particolare quelli afferenti all’area del centrodestra, da Giovanni Toti a Luca Zaia), ma anche diversi sindaci della medesima area politica dell’esecutivo. “Il tema dei trasporti è delicato, in realtà margini di flessibilità non ne abbiamo quelli che avevamo li abbiamo messi in campo, non abbiamo mezzi disponibili, le corse hanno già un notevole livello di frequenza, e, oggettivamente, più di così non sarà fattibile”. Lo ha chiarito il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando della questione della capienza dei mezzi pubblici e della loro frequenza in vista della ripartenza dell’anno scolastico a settembre.

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