Lockdown | coprifuoco, didattica a distanza: le ipotesi della stretta
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Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2020 alle 11:21

Lockdown | coprifuoco, didattica a distanza: le ipotesi della stretta

Si attendono novità da Palazzo Chigi già nelle prossime ore

Il Governo Conte potrebbe annunciare già questa sera una stretta per contrastare l’impennata dei contagi che si è registrata negli ultimi giorni. In Europa sono diversi i paesi che hanno già attivato il lockdown – per ora non totale – e Palazzo Chigi sarebbe al lavoro su misure intermedie che, per quanto dure, non bloccherebbero l’industria e i comparti produttivi. L’obiettivo è scongiurare sia l’aggravarsi della situazione negli ospedali e, soprattutto nelle terapie intensive, sia un nuovo colpo all’economia italiana. La recessione dovuta alla pandemia ha già aggravato i nostri conti pubblici – il debito pubblico è a oltre 2,5 mila miliardi di euro – e tantissime imprese sono in grave sofferenza.

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Coprifuoco: seguire la Francia?

Tra i primi ad attivarlo in Europa è stato il presidente francese, Emmanuel Macron: per quattro settimane a Parigi e in altre otto città come Lione, Lille e Tolosa scatta il coprifuoco. Non sarà possibile uscire di casa dopo le 21 e prima delle 6 di mattina. Da quanto si legge sulla stampa, Palazzo Chigi sembrerebbe intenzionato a valutare questa ipotesi che andrebbe, inevitabilmente, a colpire gli esercizi commerciali come bar, ristoranti e pizzerie. Lo ribadiamo: in base all’ultimo dpcm approvato dal Consiglio dei Ministri, non è già possibile sostare fuori dai bar.

Didattica a distanza: partono le superiori

A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole, sul mondo dell’istruzione cala la minaccia di una seconda chiusura. Pochi giorni fa Massimo Galli, infettivologo al Sacco di Milano, ha avanzato il suggerimento di predisporre la didattica a distanza a cominciare dalle superiori, dimezzando il numero di alunni che frequentano in presenza. Nel frattempo il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha già deciso di chiudere le scuole provocando l’ira del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. «Lasciare gli studenti a casa – ha dichiarato la responsabile del dicastero – è inaccettabile se vogliamo considerare i numeri dei contagi nelle scuole».

Cinema e barbieri?

Fino a poche settimane fa l’Italia sembrava più attrezzata a reagire di fronte a una seconda ondata. Con i numeri che salgono e il Comitato tecnico scientifico che non minimizza i rischi che sta correndo il paese, il Governo potrebbe andare a ridurre – o addirittura chiudere – le attività di alcuni esercizi commerciali come cinema, teatri. Ma anche barbieri e parrucchieri potrebbero essere interessati dalle nuove misure. Tra le ipotesi si parla anche di mini-lockdown, ridotto nei tempi e che potrebbe non coinvolgere tutti i territori.

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