Autocertificazione: il modulo per il coprifuoco in Lombardia, Campania e Lazio
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Ultimo aggiornamento il 22 ottobre 2020 alle 13:23

Autocertificazione: ecco il documento per il coprifuoco in Lombardia, Campania e Lazio

Gli orari non sono uguali nelle regioni. L'obiettivo è ridurre il contagio e scongiurare il lockdown

L’Italia richiude, di nuovo. Da oggi, giovedì 22 ottobre, scatta il coprifuoco in Lombardia dalle 23 alle 5 di mattino. Misure per contenere il contagio sono state attivate anche in Lazio e in Campania, ovvero nelle Regioni dove è più alta l’attenzione sull’impennata del coronavirus in quella che ormai è stata definita da tutti come la seconda ondata. Come si legge sul sito del Ministero dell’Interno, il modulo di autocertificazione è anche in possesso delle forze di Polizia: quindi, nel caso in cui ci si trovasse fuori dalla propria abitazione per comprovate ragioni – salute, lavoro o situazioni di necessità – durante il coprifuoco ma senza la documentazione, ebbene sarà comunque possibile compilarla in loro presenza.

Scarica qui l’autocertificazione

© Fonte: Polizia di Stato

Autocertificazione:

Sul sito della Regione guidata da Attilio Fontana, è stato pubblicato l’elenco di tutte le attività che da oggi subiranno una limitazione negli orari. Tutto è stato deciso dall’ultima ordinanza di Palazzo Lombardia. La stessa autocertificazione che trovate sul sito del Ministero dell’Interno – e che potete scaricare anche su StartupItalia – è valida anche per la Regione Lazio, dove un’ordinanza farà scattare il coprifuoco nella notte tra venerdì e sabato (ma in questo caso l’impossibilità di uscire se non per validi motivi vale tra mezzanotte e le 5 di mattino).

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Misure sono state attivate anche nella Regione Campania, dove il Governatore, Vincenzo De Luca, si è mostrato tra i politici più drastici in fatto di chiusure anticipate delle attività. Al momento non è stato attivato un vero e proprio coprifuoco, ma è comunque fatto divieto lo spostamento tra province se non per motivi di lavoro o salute. Le tre citate non sono le uniche regioni al lavoro nell’approvare ordinanze per la chiusura anticipata delle attività. L’ipotesi del coprifuoco è presa in esame proprio per evitare il ricorso al lockdown totale.

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