Verso il lockdown. Conte: "Tutelare salute e l'economia" - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 25 ottobre 2020 alle 14:01

Verso il lockdown. Conte: “Tutelare salute e l’economia”

Col ventiduesimo Dpcm chiuse tutte le attività sociali non considerate essenziali. Coprifuoco per bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Niente più feste. E la raccomandazione di stare in casa, senza ricevere nessuno. Conte: "Non sarà un Natale che faremo abbracciati tra feste e festicciole"

Si va verso il lockdown, non solo perché le misure approntate nel nuovo documento sono una anticipazione di un lockdown vero e proprio ma anche perché si ha ormai la consapevolezza che, se dovessero fallire, dato il flop del piano per la tracciabilità dei contagiati, non ci sarebbero alternative alla quarantena classica. Quella che abbiamo sperimentato in primavera. “Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown”, ha ribadito il presidente del Consiglio presentando le nuove misure. “Per questo abbiamo inasprito le norme anti contagio”. Le restrizioni resteranno in vigore fino al 24 novembre.

È stato l’ennesimo (il ventiduesimo dall’inizio dell’epidemia) Dpcm dal parto travagliato, che ha creato frizioni nella maggioranza e ulteriori spaccature tra il Governo e le Regioni. Ma alla fine il premier, Giuseppe Conte, ha firmato nel corso della notte, il nuovo testo (Dpcm 24 ottobre) con le misure restrittive anti-Covid, tra le quali la chiusura alle ore 18 di tutti i ristoranti, bar e gelaterie, accogliendo però le richieste dei governatori locali circa la possibilità per le attività della ristorazione di restare aperte la domenica.

Nel pomeriggio provvedimento per aiutare le attività

L’esecutivo, si apprende, sta accelerando sulle misure di ristoro da 1,5-2 miliardi per le categorie messe più in difficoltà dalle misure. Il Dpcm sarà in vigore da domani al 24 novembre. “I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente degli interessati da parte dell’Agenzia delle Entrate”, ha promesso il presidente del Consiglio. “Abbiamo deciso di prendere di petto i luoghi in cui si creano assembramenti: ci sarà disagio ma ci saranno pure i ristori per le categorie colpite. Già definite l’entità dei bonus e la tipologia”.

SCARICA IL DPCM 24 OTTOBRE

Conte: “Strutture sanitarie sotto stress”

“I dati non ci possono lasciare indifferenti: la curva è in rapida crescita un po’ ovunque. La diffusione del contagio e lo stress sul sistema sanitario hanno raggiunto livelli preoccupanti”, ha spiegato Conte in conferenza stampa. “Solo tenendo sotto controllo la curva epidemiologica permetterà di gestire la pandemia senza esserne sopraffatti per scongiurare un nuovo lockdown. Il Paese non può più permetterselo. Dobbiamo preservare la salute e tutelare l’economia”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Leggi anche: Ristoratori: nuovo coprifuoco sarà colpo di grazia a bar e ristoranti

“Stringiamo i denti ora per essere più liberi a dicembre”

“Muovetevi solo in casi eccezionali e raccomandiamo anche di non ricevere ospiti in casa. È un momento complesso e nel Paese c’è stanchezza”, ha ammesso Conte. “Ci sono fasce della popolazione meno tutelate e persone più colpite. Mi rendo conto dei nuovi sacrifici chiesti agli imprenditori, ai commercianti, agli artigiani e agli artisti: non mi piace fare promesse ma sono già pronti gli indennizzi a favore di tutti coloro che verranno penalizzati”, ha fatto sapere il presidente del Consiglio. “Stringiamo un po’ i denti ora per essere un po’ più liberi a dicembre”, ha concluso difendendo il sistema di tracciamento messo in campo dall’esecutivo, che pure ha fallito su tutta la linea come dimostrano quotidianamente i numeri. “Vorremmo arrivare sereni al Natale: spero che queste misure siano sufficienti, sicuramente saranno necessarie. Ma non sarà un Natale che faremo abbracciandoci con feste e festicciole”.

Verso il lockdown, le nuove misure in vigore da lunedì

Coprifuoco per ristoranti e bar

La misura che più di tutte ci porta verso il lockdown è senza dubbio la decisione di anticipare il coprifuoco alle ore 18, almeno per le attività della ristorazione: «A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00». E poi: «il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi».

Chiudono cinema, casinò e teatri

«Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto».

Chiuse anche piscine e palestre

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza.

Vietata ogni festa, anche religiosa. Matrimoni e battesimi inclusi

«Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto – si legge nel documento – ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose».

Scuola: DAD al 75% nelle superiori

Le scuole superiori adotteranno invece una Didattica-a-distanza (DAD) pari almeno al 75% delle attività con un 25% delle classi in presenza su tutto il territorio nazionale.

Le raccomandazioni: non uscire dal Comune e non ricevere ospiti

Restano forti dubbi sul valore giuridico delle raccomandazioni che portano verso il lockdown: «è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza» si legge nella bozza. La stessa bozza dice che «è fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

Inoltre, altra anticipazione di un lockdown vero e proprio: «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune».

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