Vaccino, l'Italia sarà tra i primi ad avere quello di Oxford - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 26 ottobre 2020 alle 19:29

Vaccino, l’Italia sarà tra i primi ad avere quello di Oxford

A breve si aprirà la corsa alla cura al Covid, ma il nostro Paese dovrebbe essere in buona posizione

Italia nelle prime file degli stati che dovrebbero riuscire ad accaparrarsi già i primi stock del vaccino contro il Covid-19. Almeno quello inglese. Delle prime 20-30 milioni di dosi del prodotto della big del pharma AstraZeneca messo a punto dall’università di Oxford, nel nostro Paese dovrebbero infatti arrivarne 2-3 milioni. Lo ha affermato in un’intervista a Fanpage.it Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia, azienda italiana che sta contribuendo allo sviluppo. “Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto un miracolo a riuscire ad inserirsi nel gruppo di testa dei paesi europei che hanno prenotato il vaccino, e quindi l’Italia è in una condizione di vantaggio – ha affermato -. Di quelle 20-30 milioni di dosi di cui parlavo, nel nostro Paese ne arriveranno subito 2 o 3 milioni”.

Vaccino AstraZeneca, buona la risposta dei pazienti anziani

Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, continuano a incoraggiare i risultati dei test del vaccino italo britannico. Il prodotto Oxford-AstraZeneca produrrebbe infatti una risposta immunitaria nelle persone più anziane, cioè il gruppo più ad alto rischio, questo almeno dai primi dati dei test, che risultano comunque assai positivi.

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Oggi incontro virtuale tra Roma e Londra

E proprio oggi si è tenuto un colloquio tra i due Paesi al centro della ricerca: l’Italia e il Regno Unito. Sul tavolo, i dossier della sfida della seconda ondata di contagi da Coronavirus abbattutasi sull’Europa fra i ministri della Salute d’Italia e Regno Unito, Roberto Speranza e Matt Hancock. I due esponenti di governo, come si apprende da Londra, si sono confrontati sulle possibili strategie da seguire, riaffermando fra l’altro l’impegno a proseguire nel rapporto di stretta collaborazione fra le due nazioni nella ricerca di un vaccino: incluso quello in via di sviluppo da parte dell’Università di Oxford con la collaborazione del colosso farmaceutico AstraZeneca e dell’azienda italiana Irbm.

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