Dl Ristori, ecco quanto avranno ristoranti, pub e palestre - Startupitalia
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Ultimo aggiornamento il 28 ottobre 2020 alle 6:10

Dl Ristori, ecco quanto avranno ristoranti, pub e palestre

Il provvedimento introduce anche uno stop ai pignoramenti immobiliari fino a fine anno. Conte: "Stiamo facendo uno sforzo incredibile per non introdurre nuove tasse"

Approvato in tempo record – anche se si aspetta ancora il testo definitivo, al momento abbiamo solo la bozza – il dl Ristori che prova a fornire un appiglio immediato a tutte le attività messe in ginocchio dal 22esimo Dpcm dell’era Covid. Ieri nella conferenza serale il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha specificato, con alcuni esempi, la portata degli aiuti previsti nel decreto. “I ristoratori saranno divisi in tre fasce di fatturato e prenderanno un importo medio rispettivamente di 5.173 euro, 13.920 euro e 25 mila euro”. Così pure i teatri: “Circa 5 mila euro, 13.900 euro e 30 mila euro nelle tre fasce”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e i ministri Gualtieri e Patuanelli

Come accedere ai ristori a fondo perduto

Sempre Gualtieri ha fornito delucidazioni sull’erogazione delle misure: “il contributo a fondo perduto sarà erogato automaticamente, senza fare domanda, a oltre 300 mila aziende che già lo hanno già avuto, e quindi contiamo per metà novembre di avere tutti i bonifici”. Per chi non aveva inoltrato domanda per i ristori del Dl Rilancio “attiveremo una nuova procedura per inoltrare la domanda” dal sito dell’Agenzia dell’Entrate. Non c’è più il limite del fatturato da 5 milioni di euro che faceva da discrimine per la presentazione della domanda per il primo contributo a fondo perduto, ma ci sarà un tetto nei ristori di 150mila euro.

Cresce la zavorra del debito pubblico

Si tratta di una vera e propria manovrina destinata a gravare sul debito pubblico: 5,4 miliardi in termini di indebitamento netto, 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare. Ma Gualtieri ha rassicurato: “La nostra prospettiva sui conti è solida sia rispetto alle previsioni per quest’anno che per l’anno prossimo. Siamo in grado di far fronte a tutti gli scenari”, ha detto il titolare del dicastero di via XX Settembre ricordando poi che il provvedimento rifinanzia per sei settimane, fino al 31 gennaio, la cassa integrazione Covid, proroga il blocco dei licenziamenti e congela i pignoramenti immobiliari fino a fine anno.

 

 

Aiuti maggiori a chi ha dovuto chiudere

Il dl Ristori stanzia “2,4 miliardi per 460 mila soggetti completamente chiusi”, ha poi detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. “Per palestre, piscine, teatri, cinema, l’importo viene raddoppiato rispetto a quanto stanziato col decreto Rilancio. Molti ristoranti sono aperti solo la sera, perdono molto più di metà del loro introito: anche per questi, dopo il confronto con le categorie, abbiamo deciso di applicare il coefficiente del 200%. Il 150% andrà a bar, pasticcerie, gelaterie”.

Bonifici direttamente sul conto corrente

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha assicurato che le misure del dl Ristori “arriveranno sul conto corrente” del beneficiario “con bonifico” per mezzo “dell’agenzia delle entrate”. “È il modo più efficace – ha ribadito il premier – confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri”. Quindi Conte è tornato a sollecitare il rispetto delle misure di sicurezza per avere “buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

No a nuove tasse

Il presidente del Consiglio ha poi detto che al momento non sono previsti aumenti nella tassazione, nonostante quest’ennesima misura sia destinata ad allargare la voragine del debito pubblico: “Il nostro sforzo di tutte le misure che mettiamo in piedi è di non introdurre nuove tasse, stiamo facendo uno sforzo incredibile per non introdurre nuove tasse, già questo è un grande risultato. Vogliamo la pace sociale”.

Leggi anche: Bonomi: “Governo non sa dove va. Ristori? Gente attende ancora la CIG”

Assegno da 800 euro ai precari dello sport

Bisogna arrivare all’articolo 16 della bozza del decreto ristori per trovare il nuovo assegno una tantum per chi lavora nello sport. «Per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 124 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche». Viene inoltre istituito il “Fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche” nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020: sarà destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche penalizzate dall’ultimo Dpcm del governo.

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