Decreto Ristori, ecco la bozza con tutti gli aiuti per chi ha chiuso
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Ultimo aggiornamento il 27 ottobre 2020 alle 18:27

Decreto Ristori, ecco la bozza con tutti gli aiuti per chi ha chiuso

Confermato tetto di 150 mila euro per gli indennizzi. Altre sei setttimane di cassa integrazione Covid. Esteso lo stop ai licenziamenti

Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, con il principale protagonista, il ministro Roberto Gualtieri, collegato da remoto perché venuto a contatto con il ragioniere generale dello Stato, Biagio Mazzotta, risultato positivo al Coronavirus (il tampone ha comunque accertato la negatività del titolare del dicastero dell’Economia), il Consiglio dei Ministri sul decreto Ristori, ovvero le misure che il governo intende prendere a favore di tutte le attività economiche la cui esistenza è ora minacciata dalle restrizioni del ventiduesimo Dpcm. Si tratta di 32 articoli che distribuiranno circa 7 miliardi (tutto debito pubblico, ahinoi) nel modo più disparato. Tra le misure dell’ultim’ora spunta il “contact tracing” e lo stop ai pignoramenti immobiliari fino alla fine dell’anno.

ECCO LA BOZZA DEL DL RISTORI

Le novità del Decreto Ristori

I ristori a fondo perduto

Slittano di qualche giorno rispetto all’annuncio di Roberto Gualtieri i ristori a fondo perduto, non più entro l’11.11 ma «in tempi record entro il 15 novembre». «Per alcuni settori il coefficiente sarà 1 per i ristoranti 1,5», per altri settori potrà arrivare a 2: quindi ristoro doppio rispetto a quanto già ricevuto. È stato fissato un tetto degli indennizzi a 150mila euro senza questa volta più badare a limiti di fatturato: molto semplicemente andrà «a tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive». Come aveva già anticipato Gualtieri, chi non ha chiesto il contributo a fondo perduto del decreto Rilancio dovrà fare apposita domanda: saranno esclusi dal ristoro «i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre» o quelli che hanno già cessato l’attività prima di questa data.

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Bar e pub, coefficienti per settore

Nel decreto ristori troveranno posto anche «sostegni specifici per turismo e somministrazione». Bar e pub dovrebbero ricevere il 150% di quanto già avuto a fondo perduto con il decreto Rilancio, mentre i ristoranti dovrebbero ottenere il 200%. Balere, discoteche e i locali chiusi  da marzo, dovrebbero potere ottenere un ristoro al 400%.

Indennizzi anche a Taxi e Ncc

L’equiparazione è stata chiesta dal Partito Democratico.

Ennesimo finanziamento Cassa integrazione

Dei 6,8 complessivi del decreto, 2,6 miliardi saranno destinati alla cassa integrazione riservata ai dipendenti e lavoratori delle attività economiche messe in ginocchio dall’ultimo Dpcm.

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Assegno da 800 euro ai precari dello sport

Bisogna arrivare all’articolo 16 della bozza del decreto ristori per trovare il nuovo assegno una tantum per chi lavora nello sport. «Per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 124 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche». Viene inoltre istituito il “Fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche” nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020: sarà destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche penalizzate dall’ultimo Dpcm del governo.

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