Milano deserta in lockdown. Fontana: "Situazione grave come a marzo"
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Ultimo aggiornamento il 6 novembre 2020 alle 11:30

Milano deserta in lockdown. Fontana: “Situazione grave come a marzo”

“Purtroppo la pandemia che a marzo era concentrata su Bergamo adesso si è concentrata su Milano"

Per chi vive a Milano, la città, al primo giorno di lockdown, non è poi così irriconoscibile. Già nelle ultime settimane, infatti, il capoluogo lombardo era tornato a svuotarsi, a “pulsare” nettamente meno. Ma oggi Milano è quasi del tutto deserta, anche in centro. I mezzi pubblici compiono le loro corse vuoti, le auto in strada sono poche mentre sono numerosissime le attività commerciali rimaste con le serrande abbassate. “Purtroppo la situazione che a marzo era concentrata su Bergamo adesso si è concentrata su Milano”, ha dovuto ammettere il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

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Milano al primo giorno di lockdown

All’ingresso delle principali stazioni gli agenti di Polizia controllano chi deve partire e fanno compilare l’autocertificazione. I soli ingressi a Milano sono quelli dei pendolari impossibilitati a fare smart working. “Io non ho detto che non volevo accettare la zona rossa, tutte le settimane si fanno valutazioni e io pretendevo che venisse fatta la valutazione anche di questa settimana. Poi se siamo in un momento drammatico, da zona rossa è giusto che si stia in zona rossa”, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Radio Anch’io su Rai Radio 1.

“Purtroppo la situazione che a marzo era concentrata su Bergamo adesso si è concentrata su Milano. E su Milano, che è una grande area urbana, la situazione è ancora grave come forse quella di marzo”, ha poi ammesso Fontana. “L’Ordine dei medici è sempre stato in posizione conflittuale nei confronti di tutte le decisioni ci sono state prese della Regione. Ci sono tantissimi altri esperti e scienziati che invece la pensano in modo diametralmente opposto”, ha sottolineato poi Fontana, con riferimento alle accuse alla Regione di non aver fatto abbastanza contro il virus. “Le scelte che abbiamo fatto le abbiamo prese sulla base dei consigli del nostro Cts, all’interno del quale peraltro c’è un rappresentate dell’Ordine dei medici di Milano. Quindi, per carità, è facile far polemica”, ha concluso.

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