Lagarde: "Recovery subito". Si fa largo l'ipotesi di procedere senza Orbán
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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2020 alle 11:24

Lagarde: “Recovery subito”. Si fa largo l’ipotesi di procedere senza Orbán

"Il pacchetto di aiuti Next Generation Eu deve diventare operativo senza indugio". Lapidaria sull'ipotesi di cancellazione del debito: "Vietata dai Trattati"

Non ti vanno bene le condizioni che il Parlamento europeo ha posto per accedere ai fondi del Recovery Fund? Allora non vedrai il becco di un euro, ma di certo non rallenterai l’iter per i Paesi che invece sono favorevoli al rispetto di tutte le clausole. È questa in estrema sintesi la carta che vuole giocare Parigi, già approvata ufficiosamente dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per disinnescare il veto di Ungheria e Polonia, alle quali ieri si è aggiunta anche la Slovenia, tutte e tre contrarie a firmare il bilancio triennale dell’Unione finché permarranno le clausole imposte da Strasburgo per accedere al Next Generation Eu. Clausole che, essenzialmente, come già riportato, includono il rispetto dei diritti umani, la separazione dei poteri, assicurare l’indipendenza dei media e la tutela delle minoranze. Si tratta di guarentigie piuttosto classiche, date per scontate nel 2020, ma non in tutto il Vecchio continente, per questo che l’Europarlamento ha voluto rinfrescandole includendole nel documento sul Recovery Fund, scatenando però l’ira delle democrature dell’Est sorte in seno alle scalcagnate economie di origine sovietica. Ma le istituzioni europee sono per accelerare col Recovery Plan: in ballo ci sono le sorti dell’Unione europea stessa. E da oggi i sostenitori dello Stato di diritto hanno un alleato in più: Christine Lagarde.

Viktor Orbán e Giuseppe Conte

Anche Lagarde vuole tirare dritto

Anche la numero 1 della Banca centrale europea oggi ha fatto intuire di essere dalla parte di chi vuole proseguire lasciando indietro chi non è d’accordo con il rispetto dei diritti umani. “Gli investimenti pubblici e le riforme, soprattutto se orientati verso sfide a medio e lungo termine come la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione, possono costruire un ponte verso una ripresa di successo e inclusiva”, per questo “il pacchetto Next Generation EU deve diventare operativo senza indugio. Le risorse aggiuntive del pacchetto possono facilitare politiche fiscali espansive, in particolare nei Paesi dell’area dell’euro con un margine di bilancio limitato”, così ha detto la presidente della BCE, Christine Lagarde, parlando alla Commissione economia del Parlamento Ue.

Christine Lagarde

© Christine Lagarde Twitter

Lagarde: cancellazione del debito vietata dai Trattati Ue

Viceversa, sembra destinata a infrangersi l’idea, ventilata dal presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, di cancellare il debito dei Paesi contratto in fase pandemica. “Leggo sempre con interesse tutto quello che dicono i rappresentanti del Parlamento Ue e soprattutto i presidenti, la mia risposta è molto corta: tutto quello che va in quella direzione è contro i trattati, c’è l’articolo 103 che proibisce quel tipo di approccio e io rispetto i trattati”, ha detto Lagarde.

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