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Startup Program, le tecnologie di OVHcloud per sognare da scaleup

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Startup Program, le tecnologie di OVHcloud per sognare da scaleup

Intervista a Jonathan Bowman Clarke, Start-Up Program Leader – Southern Europe di OVHcloud

Intervista a Jonathan Bowman Clarke, Start-Up Program Leader – Southern Europe di OVHcloud

«Non siamo un programma di incubazione o di accelerazione. I team possono inoltrare l’application tutto l’anno: in 12 mesi aiutiamo una startup o una scaleup a crescere con il proprio business». Jonathan Bowman Clarke è Start-Up Program Leader – Southern Europe di OVHcloud, multinazionale francese fondata nel 1999 dal polacco Octave Klaba, oggi tra i leader internazionali nel settore cloud e hosting. «Cinque anni fa abbiamo deciso di lanciare lo Startup Program per appoggiare progetti di sviluppo esterni». Non si tratta di open innovation e la società non entra con equity nelle startup: per un anno founder, CEO e CTO hanno a disposizione servizi e tecnologie con un percorso studiato su loro misura. «Il tratto differenziante è proprio la libertà tecnologica grazie alla peculiarità open source dell’infrastruttura di OVHcloud».

Jonathan Bowman Clarke è Start-Up Program Leader – Southern Europe di OVHcloud

Startup Program: a chi è rivolto

In cinque anni lo Startup Program ha sostenuto più di 2mila aziende innovative e ad oggi conta 350 soggetti che partecipano al suo percorso (di cui una ventina italiani). Tra questi citiamo realtà come IoAgri, FlowPay, Cervellotik e LightScience. «Il programma si divide in due: startup o scaleup – ci ha spiegato Clarke – e i benefici sono di tre tipi: per la parte tecnologica fino a 100mila euro in crediti da utilizzare sui prodotti e 20 ore di consigli tecnici; diamo visibilità alle realtà che partecipano; e infine la parte dell’ecosistema, la più interessante, perché permette di costruire relazioni». 

Gli strumenti a disposizione

Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico abbiamo chiesto a Jonathan Bowman Clarke quali sono gli strumenti che lo Startup Program mette a disposizione. «Le startup italiane, ad esempio, stanno adoperando la tecnologia Kubernetes, disponibile in open source. Ci sono poi anche soluzioni legate al machine learning e all’intelligenza artificiale». Ma quali sono i criteri di selezione delle aziende innovative? «Dobbiamo capire fin da subito quali sono i bisogni della startup e fare una valutazione sul timing. Il nostro scopo è renderci conto se possiamo o meno farla crescere in pochi mesi. Il nostro focus principale è sulle startup che necessitano di tecnologia cloud, indipendentemente del settore in cui operano».

Tutto in digitale

A un anno dallo scoppio della pandemia lo Startup Program non ha registrato grossi cambiamenti nell’operatività day by day. «Abbiamo sempre fatto un percorso in digitale e non abbiamo un calendario rigido. Per ciascuna azienda cuciamo un percorso ad hoc». Delle tante realtà che hanno preso parte a questa iniziativa di OVHcloud, compaiono Dataiku, unicorno a stelle e strisce attivo nella data analysis, e OpenIO, acquisita dalla società la scorsa estate. La novità di quest’anno è che, per le startup italiane, si apriranno le porte di un marketplace che lo Startup Program ha già attivato in Francia per offrire una vetrina alle aziende.